Keiki sulle radici

Un fenomeno inusuale

Queste foto le ha inviate l’amico Vincenzo Ghirardi ed evidenziano la formazione di un keiki sulla radice di Phalaenopsis. Il fenomeno è raro, nei miei anni di vita con le orchidee è la prima volta che mi capita di vederlo e merita di essere segnalato ai visitatori del blog. A quanto si può vedere la Phalaenopsis in questione potrebbe essere P.stuartiana o un suo ibrido strettamente legato… sarà Vincenzo a confermarlo.

6 pensieri riguardo “Keiki sulle radici”

  1. Schilleriana e stuartiana sono due specie ben distinte, la prima è rosa l’altra è quella nelle foto di Vincenzo che saluto. Bye Alberto

  2. Questi sono i sinonimi di P. stuartiana:
    Phalaenopsis schilleriana Subvar. vestalis [Rchb.f] Veitch 1891; Phalaenopsis schilleriana var. alba Roeblen 1890; Phalaenopsis schilleriana var. vestalis Rchb.f 1882; Phalaenopsis schilleriana var. stuartiana [Rchb.f] Burb.1882; Phalaenopsis stuartiana f. nobilis (Rchb.f.) Christenson 2001; Phalaenopsis stuartiana f. punctatissima (Rchb.f.) Christenson 2001; Phalaenopsis stuartiana var bella Rchb.f 1888; Phalaenopsis stuartiana var. nobilis Rchb.f. 1881 ; Phalaenopsis stuartiana var. punctatissima Rchb.f. 1882

    Sarebbe corretto dire schilleriana var. stuartiana pero’ sembra che si possano usare entrambe i termini in modo isolato. In un concorso penso pero’ si debba usare il termine piu’ completo.

    Altra ipotesi.. non potrebbe essere caduto un semino su una piccola fenditura della radice e li’ aver trovato le condizioni ideali per la germinazione? Boh

    ciao ciao
    roberta L.

  3. Mi è stata data come schilleriana, ma penso si sia trattato di un lapsus del venditore, sicuramente voleva dire stuartiana e, anche io penso ad un ibrido a lei molto vicino.
    Tornando al keiki la cosa curiosa è che il pezzetto di radice non era assolutamente attaccato alle altre radici,
    era solo appoggiato sopra le altre. E’ pur vero che le ornamentazioni delle piccole foglioline lasciano supporre che si tratti di un esemplare identico o simile alla pianta (madre?) che lo ospitava. Spero di saper trattare in modo adeguato il piccolo e, un giorno, vedere cosa ne risulterà. Se qualcuno ha lumi in tal merito li esponga. Grazie.
    Cordialmente, sempre.
    Vincenzo.

  4. Da profana vorrei fare una piccola considerazione e lancio un sasso nello stagno.
    Secondo me questo evento potrebbe essere la prova che le radici contribuiscono alla sintesi clorofilliana e la colorazione verde non e’ una conseguenza di alghe verdi che colonizzano le radici ma si tratta proprio di clorofilla. Difatti il meristema della radice ha potuto scegliere di diventare keiki perche’ la clorofilla gli ha permesso insieme ad altri fattori di codificarsi e produrre pertanto la foglia. O meglio, se le radici non contenessero clorofilla non penso che il meristema avrebbe potuto codificarsi a tutti gli effetti in germoglio. Certo non e’ una regola dal momento che generalmente le radici producono altre radici. Senz’altro sono intervenuti altri fattori, ma ho il sospetto che in mancanza di clorofilla sarebbe stato impossibile questo evento.
    Ma questo e’ una mia supposizione.
    Ciao

  5. Credo si tratti del fenomeno di riproduzione per meristema. La pianta in se possiede delle cellule che non contengono ancora informazioni sul suo compito (cioe’ cellule che non possiedono informazioni su cosa avranno il compito di fare, ad esempio foglia, radice fiore o altro). In genere oltre alla semina si puo’ procedere con la riproduzione prelevando queste cellule e coltivandole in vitro. Ma tutto questo e’ possibile nella coltura in vitro. Che la pianta abbia fatto questo lavoro tutta da sola penso sia un fatto abbastanza eccezionale essendo queste cellule presenti per lo piu’ nei germogli.
    Linko una spiegazione piu’ esauriente
    http://www.orchidando.net/pages/1a7.htm

    Leggere 7° paragrafo

    Un caro saluto a tutti
    Roberta L.

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