Dendrobium fredericksianum

Una specie affascinante, non facile da coltivare e poco presente nelle collezioni.

Il nome di specie è stato dato in onore del botanico tedesco Henry Frederick Conrad Sander ( 1847 – 1920 )

Dendrobium fredericksianum Rchb.f., Gard. Chron. 1887(2): 648 (1887).

Tribù: Dendrobieae
Sottotribù: Dendrobiinae
Origine: Tailandia – Malesia.
Periodo di fioritura: da gennaio a marzo.
Nome popolare tailandese: Wai Luang Chantabun.
Caratteristiche: sepali e petali di colore giallo bicromato – nella forma oculata – senza macchie scure alla gola del labbello – solamente giallo più scuro.
Nella foto seguente si possono vedere i fiori di entrambe le forme.

Dimensione dei fiori: 5 – 6 centimetri.
Durata della fioritura: 2 – 3 settimane.
Numero di fiori per infiorescenza: 2 – 5.
Solitamente, gli pseudobulbi, lunghi e pendenti, si spogliano durante la stagione secca e successivamente formano le infiorescenze.
In coltivazione richiede temperature da serra calda, buona luminosità ed un periodo invernale secco e fresco.


Dendrobium fredericksianum var. oculatum Seidenfaden & Smitinand 1959

Qualche nota sul genere Dendrobium

Dendrobium
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Dendrobieae
Sottotribù: Dendrobiinae
Il genere Dendrobium è stato stabilito da O. Swartz in 1799 nell’acta Societatis Scientorum Upsaliensis p.82.
Il nome deriva dal greco ‘dendron’ che significa albero e ‘bios’ vita, con riferimento alla forma di vita aerea (epifita) della maggior parte della specie.
Il genere è composto da circa 1200 specie, endemiche nel sud est asiatico: India, Cina, Giappone, Malesia, Filippine, Nuova Guinea, Australia e le isole dell’oceano pacifico compresa la Nuova Zelanda.
Le varie specie che compongono questo genere di orchidee neccessitano di differenti bisogni colturali, alcune richiedono marcati periodi di riposo secco, mentre altre no.
Come accade di frequente, anche le specie appartenenti a questo genere non sono esenti dalle attenzioni dei tassonomi, che spesso periodicamente subicono qualche modifica.
Ecco un esempio, non recente ma significativo:
…”Taxonomic Notes: Dockrillia – F.G. Brieger erected the genus Dockrillia in his 1981 paper for Die Orchideen. The genus was named for Alick Dockrill, an Australian orchidologist. Brieger reassigned Dendrobium wassellii to Dockrillia wassellii. The species was originally described by S.T. Blake in 1963″…
Il genere suddiviso per categorie o sezioni
A causa delle estreme diversità, il genere Dendrobium è stato suddiviso in circa 10 categorie o sezioni principali, con l’obiettivo di evidenziare le varie caratteristiche morfologiche e le specifiche esigenze colturali.

Phalaenanthe
Piante strutturate con pseudobulbi sottili ed alti, che mantengono le foglie verdi per parecchi anni. Le infiorescenze terminali (fiori all’apice degli pseudobulbi) compaiono solitamente in autunno, ma con buona coltivazione possono rifiorire anche due volte l’anno.
Qualche specie affine: Den. bigibbum (phalaenopsis), Den. dicuphum e Den. williamsianum.

Esigenze colturali
Temperature da serra calda con minime notturne di 15°C, bagnature regolari ed abbondanti fertilizzazioni quando compaiono le nuove radici: luce media (tipo Phalaenopsis).
Ridurre bagnature e fertilizzazioni a sviluppo ultimato. Le specie di questa categoria richiedono un breve periodo di riposo secco (3 o 4 settimane con temperature minime notturne di 12°C) al termine del quale si formano i nuovi germogli che matureranno entro l’inverno per fiorire poi in primavera. Esclusa la fase del riposo secco, queste specie possono essere coltivate come le Phalaenopsis, nel caso si ecceda con il freddo ed il secco le piante diventano decidue.

Spathulata (Tipo Antilope)
Foglie verdi per diversi anni, la maggior parte delle piante, definite anche (orchidea antilope), sono vigorose e di grande dimensione con fioriture durature, in estate o più volte durante l’anno.
Qualche specie affine: Den. antennatum, Den. canaliculatum, Den. discolor, Den. gouldii, Den. johannis, Den. lineale (veratrifolium), Den. stratiotes, Den. strebloceras e Den. taurinum.

Esigenze colturali
Temperature calde durante tutto l’anno (notte 15 – 18°C, giorno 25 – 30°C), bagnature e fertilizzazioni regolari senza periodo di riposo; durante l’inverno, le specie di questa categoria possono essere mantenute a temperatura più fresca in posizione luminosa.

Dendrobium
La maggior parte delle specie di questa categoria sono pendule con foglie lungo gli pseudobulbi, che cadono con l’inizio del periodo freddo e secco.
Verso la fine dell’inverno e con l’inizio della primavera, dai nodi dei fusti pendenti spuntano le infiorescenze (da 1 a 5 fiori).
Questa categoria si suddivide a sua volta in 3 gruppi
Gruppo 1
Le specie sono: Den. chrysanthum, Den. friedricksianum, Den. nobile comprese le sue varietà (11 sono descritte in “Victorian orchid book”) e Den. wardianum.

Esigenze colturali
Durante la fase dello sviluppo (che inizia con la formazione delle nuove radici e termina quando all’apice dei nuovi pseudobulbi si forma una sola foglia), bagnare, fertilizzare abbondantemente e tenere le piante in serra calda ( 18 – 30°C), a sviluppo ultimato spostare le piante al freddo (sopportano anche temperature notturne di 4 – 10°C) eliminare acqua e fertilizzante e diminuire leggermente l’esposizione alla luce. Dimenticare le piante anche per mesi, poi riportarle al caldo, annaffiare ed attendere abbondanti fioriture.
Gruppo 2
Le specie sono: Den. anosmum (superbum), Den. crassinode, Den. falconeri, Den. fimbriatum, Den. findlayanum, Den. heterocarpum (aureum), Den. loddigesii, Den. moniliforme, Den. parishii, Den. primulinus e Den. transparens.

Esigenze colturali
Le stesse del gruppo 1, ma durante il riposo invernale desiderano notti leggermente più calde (12°C): le specie decidue durante l’inverno non necessitano né di acqua né di fertilizzazioni, solo buona luce.

Callista
La maggior parte delle piante di questa categoria sono di pseudobulbi con infiorescenze pendenti.
Qualche specie affine: Den. aggregatum (ora lindleyi), Den. chrysotoxum, Den. densiflorum, Den. farmerii e Den. Thyrsiflorum

Esigenze colturali
Temperatura ideale di mantenimento (minima notturna 15 e massima 30°C), luce media e fertilizzazioni moderate. Durante la stagione fredda la temperatura notturna può scendere anche a 10°C, luce media, lievi bagnature diradate per non far raggrinzire gli pseudobulbi e sospendere le fertilizzazioni.

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