Dendrobium bracteosum

Dalle poche ore di durata dei fiori di Dendrobium crumenatum ai 3-5 mesi di questa specie c’è tutto il fascino di un grande genere di orchidee.

Dendrobium bracteosum Rchb. f. 1886 SEZIONE: Pedilonum

L’attuale strutturazione tassonomica del genere Dendrobium si articola su varie sezioni, ognuna delle quali raggruppa molte specie. La linea di demarcazione fra sezione, genere o sottogenere non è sempre ben definita e può capitare che la letteratura indichi come nome di genere quello che invece si riferisce alla sezione di appartenenza.

Ad esempio: con Pedilonum si individua una sezione del genere Dendrobium, ma è anche un nome di genere.
Il genere Pedilonum nasce con Blume: pubblicazione “Bijdragen tot de flora van Nederlandsch Indië 6: f. 36. 1825.”
Stephan Rauschert (1931 – 1986), botanico tedesco ed infaticabile scopritore di nuove specie, raggruppa diverse specie (224) ed assegna loro il nome di genere Pedilonum, fra le quali anche Pedilonum bracteosum (Rchb. f.) Rauschert
Pubbblicazione: Feddes Repertorium Specierum Novarum Regni Vegetabilis 94(7–8): 457. 1983.
Ad ogni buon conto “World Checklist of Selected Plant Families” considera nome scientificamente accettato:

Dendrobium bracteosum Rchb. f. 1886 SEZIONE: Pedilonum
Sinonimi:
* Dendrobium chrysolabrum Rolfe (1889)
* Dendrobium novae-hiberniae Kraenzl. (1894)
* Dendrobium dixsonii F.M. Bailey (1899)
* Dendrobium dixsonii var. eborinum F.M. Bailey (1899)
* Dendrobium bracteosum var. album Sander (1901)
* Dendrobium bracteosum var. roseum Sander (1901)
* Dendrobium trisaccatum Kraenzl. (1910)
* Dendrobium eitapense Schltr. (1912)
* Dendrobium quadrialatum J.J.Sm. (1922)
* Dendrobium leucochysum Schltr. (1923)
* Pedilonum bracteosum (Rchb.f.) Rauschert (1983)
* Pedilonum eitapense (Schltr.) Rauschert (1983)
* Pedilonum leucochysum (Schltr.) Rauschert (1983)
* Pedilonum quadrialatum (J.J.Sm.) Rauschert (1983)

Dendrobium bracteosum è stato descritto da Heinrich Gustav Reichenbach in “Gardeners’ Chronicle (1886). L’epiteto specifico deriva dal latino bractea (brattea) e il suffisso-osus (abbondanza) per le lunghe brattee che sottendono i fiori.
Questa specie produce pseudobulbi eretti o pendenti a forma di fuso, verdi sottili di colore giallo-verde lunghi (5-35 cm.) Le nuove vegetazioni sono coperte con guaine foliari che con l’età diventano foglie ligulate, oblunghe, coriacee, verdi, lunghe (4-10 cm.) e larghe (1-2 cm.) Le infiorescenze brevi di solito abbondanti, fino a 4 cm di lunghezza, escono dai nodi degli pseudobulbi maturi e senza foglie della stagione precedente.
Densamente fioriti, il racemi di Dendrobium bracteosum trasportano (3-10) fiori appariscenti che sono sottesi da brattee ovate acuminate, in certi casi sono quasi più a lunghe dei fiori. I fiori sono variabili in dimensione (2,5-3 cm) di diametro, cerosi nel loro aspetto, di solito non si aprono ampiamente.
Anche il colore dei fiori è variabile, possono essere bianchi, rosa o rosa-porpora con il labello arancio o rosso-arancio con la colonna verde.
I fiori sono longevi, durano 3-4 mesi, fino a 7 mesi in condizioni ideali.

Dendrobium bracteosum si trova in Papua (Irian Jaya), Papua Nuova Guinea e Nuova Irlanda, è un’orchidea epifita, endemica ad altitudini tra il livello del mare fino a circa 600 m. Le piante di questa specie amano la luce delle mangrovie e delle foreste costiere nelle pianure umide. Qualche esemplare è stato trovato anche più in alto, nelle foreste montane.

In coltivazione, questa specie ama temperature calde e umide con luce filtrata al 50-70%.
Può essere coltivata sia in vaso (composto moto drenante), sia su zattera, in entrambi i casi è molto importante una buona circolazione di aria, insieme con alta umidità e molta acqua durante i mesi estivi più caldi. In inverno,Dendrobium bracteosum desidera un periodo di riposo secco con bagnature ridotte e temperature minime ideali di 18 oC.
Posto che questa specie è attiva in condizioni di caldo, può tollerare temperature fino a 12 ° C per brevi periodi, purché asciutte durante la notte: le foglie sono molto sensibili al marciume con temperature più basse.

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