Orchidee in medicina…da mangiare e da bere

Paese che vai, usanza che trovi, si usa dire. Proviamo a vedere nel mondo delle orchidee, se vale lo stesso proverbio.
Pare proprio di sì, soprattutto nella farmacopea tradizionale e popolare:

In Malesia si usa cuocere le bacche (i frutti) di Bulbophillum vaginatum, per lenire il mal d’orecchie.
Le popolazioni dell’Africa centrale, masticano le foglie del Bulbophyllum longiflorum per provocare il vomito contro forti febbri.
Sempre in Africa, tra gli Zulù, le radici di Ansellia gigantea sono uno degli ingredienti di un contraccettivo preparato per le giovani nubili; mentre i ragazzi quando iniziano il corteggiamento si addobbano il petto con le foglie diAnsellia humilis.
In varie località della Cina, gli pseudobulbi di Dendrobium nobile sono usati come ingrediente di medicinali per curare tante malattie.
In America Latina, Epidendrum bifidus viene utilizzato come diuretico e contro il verme solitario.
Nella medicina popolare antica, le radici di Epipactis helleborine erano usate come vulneraria (guarisce le ferite) ed anche come rimedio contro la gotta e i reumatismi.
La radice tuberosa di Gastrodia elata, in Cina è usata contro le cefalee e l’ipertensione.
Jumellea fragans alle Mauritius è usata per favorire la digestione e contro i disturbi respiratori.
leptotes_bicolor_stampaIn Brasile con le bacche (frutti) di Leptotes bicolor si aromatizzano tè e gelati.
Nelle Filippine, la linfa della Macodes petola è utilizzata come collirio.
Le foglie di Renanthera moluccana nelle omonime isole, vengono raccolte e messe in salamoia con sale e aceto, come sostituto dei capperi.
Nel Borneo e Sumatra, si raccolgono le foglie di Vanda hookeriana, per formare un cataplasma contro i dolori articolari.
A chiusura di questo simpatico “carosello” di usi e riti, in Sud America, le orchidee sono presenti in tutte le cerimonie religiose.

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