A Nord Est, giorni bui per i collezionisti di orchidee esotiche

Questi sono i giorni nei quali vorresti tanto non aver mai incontrato le orchidee! A Nord Est è arrivato il freddo che ti coglie di sorpresa a causa di quelle “maledette” mostre: bruciatori a gasolio da revisionare e subito ti accorgi che uno ha bisogno di riparazione (autoriparazione ovviamente), poi ci sono tutte le piante che hanno trascorso l’estate fuori che, sferzate da quel maledetto vento da est, battono i denti e chiedono di rimpatriare. Prima del rientro generale bisogna anche fare la pulizia autunnale interna (lavaggio delle pareti e del tetto), ma fuori di notte siamo già abbondantemente sotto i 13° gradi, pochi, troppo pochi e ti prende il panico.
Poi c’è quel termostato da cambiare, un pezzo di serra vecchia da ripristinare per ospitare piante grandi e tutte le essenze arboree del giardino, limoni, aloe, hoya ed altro. L’ombreggiamento da togliere, ed ecco che quel IMG_6357“vecchio mostro” di Cattleya bowringiana, ti appare quasi tutta fiorita solamente una settimana dopo Schio e ti fa gli sfottò: “hahaha… ti ho fregato, guarda che bella che sono ora!”
E ti prende lo sconforto. Il panico. Riparato il bruciatore, provi a pulire i tubi di scarico dei fumi, qualche curva da cambiare e fuliggine nera dappertutto; fai una prova di accensione, ma non parte! Forse dovevo mettere un ugello nuovo, lo ripulisco e finalmente funziona. E’ sera quando la stufa è a regime, vado a farmi una doccia e l’acqua si colora di nero, come l’umore! La mia mente è solcata da idee fosche: “quasi, quasi, vado a fare il giudice di orchidee, quelle degli altri!
IMG_6360Ma poi il miracolo. E’ mattina di venerdì 2 ottobre, torno in serra per riordinare la sequenza dei lavori che rimangono da fare, passeggio con noia e rassegnazione ed ecco che si fa notare un fiore di Phragmipedium ancora socchiuso. Con qualche motivo di incredulità mi avvicino, sì è proprio lui: la prima fioritura di Phragmipedium Fritz Schomburg (kovachii X besseae). Un po’ di adrenalina per ripartire: l’avventura continua, si spera!

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