Orchidee azzurre, sognate e desiderate.

Anche se un po’ lavanda, il celeste nei fiori di orchidea è sempre affascinante
Se mai potessi scegliere, cercherei tutte le orchidee che producono fiori di tonalità coerulea. Ad esempio quando fioriscono Cattleya dai fiori coerulei è sempre un bel spettacolo. Nel mese di dicembre la mia serra si dipinge di blu… quest’anno un po meno per la verità, ma tanto è bastato per godere belle fioriture.

Ecco qualche fiore.

Lc. Mariner ‘Far Horizon’
Bellissima ibridazione, per certi aspetti molto simile alla famosissima Cattleya Portia ‘coerulea’. Lc. Mariner appare nelle scene dell’orchidofilia quasi 50 anni dopo le prime sperimentazioni per ottenere fiori coerulei. Questo Ibrido è stato registrato nel 1961 èd è un incrocio quasi primario, i suoi genitori sono (C. Ariel x L. purpurata).
Come si può notare dai nomi delle orchidee usate per il nuovo incrocio, entra nella genealogia una specie che va a mescolare il suo DNA con quello di un vecchio ibrido primario realizzato nel 1913: C. Ariel (C. bowringiana x C. gaskelliana).
Questo ibrido, si è già scritto, assomiglia moltissimo alla C. Portia ‘coerulea’, stessa struttura della pianta (geni della C. bowringiana), stesso periodo di fioritura (autunno), l’unica differenza la si trova nel labello: gola più gialla e la parte esterna più marcata di porpora (geni della L. pururata).

Fra le specie di Cattleya, trovano molti appassionati le tante varietà di Cattleya walkeriana; specie profumata e molto variabile nelle tonalità cromatiche dei suoi fiori, compresa quella coerulea Cattleya walkeriana è l’unica del genere ad avere un’associazione di orchidofili tutta in suo onore. L’associazione raggruppa studiosi ed orchidofili del Brasile, paese originario della specie e del Giappone che conta numerosi coltivatori trapiantati in terra Brasiliana.

Interno con orchidea coerulea

Le motivazioni di tanto successo sono molteplici, una fra tutte è la gran varietà di forme e colori, che non trovano riscontro in altre specie dello stesso genere. Sono stati dedicati libri e varie recensioni in molte riviste scientifiche, ma ciò nonostante è difficile trovare testi corredati di fotografie a testimonianza delle molteplici varietà di Cattleya walkeriana esistenti. Questo lavoro lo potranno perfezionare i collezionisti Brasiliani in quanto fortunati abitatori dei siti endemici di questa specie.

Scheda:
Cattleya walkeriana Gardner 1843 Subgen Rhizantha
Sinonimi: Cattleya bulbosa Lindley 1847- Cattleya gardneriana Rchb.f 1870; Cattleya princeps B.Rod. 1877 – Cattleya schroederiana Rchb. f. 1883 – Cattleya walkeriana var. bulbosa (Lindl.) Fowlie 1977 – Cattleya walkeriana var. princeps.
Orchidea epifita a sviluppo simpodiale originaria del Brasile, vive a circa 2000 metri d’altitudine, sugli alberi lungo i fiumi.

Cenni storici
Eravamo a cavallo degli anni 1839 e 1840 quando George Gardner (botanico inglese) visitando la zona diamantifera brasiliana Minas de Gerais (Minas Gerais è uno stato del Brasile situato nella del Sud Est con capitale la città di Belo Horizonte), scorse una piccola orchidea sugli alberi, ai margini di piccoli affluenti del Rio das Velhas e Sao Francisco.
Gardner descrisse dettagliatamente questa nuova specie chiamandola Cattleya walkeriana in omaggio al suo assistente e compagno di viaggi: Edward Walker.
La descrizione scientifica di questa nuova specie fu pubblicata in “London Journal of Botany 2: 662”, nel 1843.
Successivamente, nel 1847, Lindley inviò al registro botanico, una nuova descrizione di una specie botanica similare, chiamandola però, Cattleya bulbosa. La sua nuova descrizione non ottenne molti consensi ed ora è ampiamente accettata come sinonimo della Cattleya walkeriana. Oggi l’epiteto bulbosa è usato per identificare una sottospecie con pseudobulbi più piccoli e più rotondi della specie tipo.
Ancora più tardi, nel 1877, Rodriguez Barbosa in “generi et specie Orchidearum Novarum” descriverà come nuova specie, un’orchidea molto simile alla walkeriana, chiamandola Cattleya princeps, ora relegata pure questa a sottospecie. A supporto della tesi di Barbosa va detto però, che quella descritta da lui vive in areali differenti e fiorisce in epoca diversa rispetto all’esemplare tipo.

Particolarità morfologica della Cattleya walkeriana.
Cattleya walkeriana, insieme alla Cattleya nobilior, entrambe appartenenti al gruppo “C. walkeriana” sono le uniche specie a produrre anche infiorescenze basali. In certi casi alla base dell’ultimo pseudobulbo maturo, spunta una nuova vegetazione, che crescendo, invece di strutturarsi a forma di pseudobulbo con foglia/e apicali, produce un peduncolo con uno o più fiori. Questa particolarità si manifesta nelle varietà “bulbosa e princeps”, mentre la specie tipo forma i peduncoli in piccole guaine apicali dei giovani pseudobulbi maturi. La maggior parte delle varietà fiorisce nel periodo estivo, mentre la“princeps” a fine autunno inizio inverno Europeo.

Struttura
La pianta presenta pseudobulbi relativamente corti (5 – 10 centimetri d’altezza), cilindrici, fusiformi, molto vicini l’uno all’altro e posti in modo disordinato. Ogni pseudobulbo forma foglie elicoidali, coriacee, rigide e di colore verde intenso: una o due secondo la varietà. I fiori, da uno a tre per ogni guaina e/o stelo basale, possono raggiungere anche 10 centimetri di larghezza. La specie tipo produce fiori di colore lilla scuro, vivo e brillante, deliziosamente profumati e di lunga durata.
Le varietà e/o sottospecie, variano forma e colore dei fiori: alba (sepali, petali e labello totalmente bianchi), semi-alba (sepali e petali bianchi e labello tutto colorito o solamente bordato di lilla), coerulea (fiori vagamente azzurri di intensità variabile), concolor (tutto il fiore dello stesso colore).
Cattleya walkeriana Gardner 1843 – sottospecie “ bulbosa e princeps”. A riguardo delle varianti cromatiche di questa specie, gli orchidofili Brasiliani, noti per la loro pignoleria nella collezione di Cattleya e Laelia, si dilettano a suddividere le varietà quasi in maniera maniacale:
Alba – Albescens – Amoena – Aquinii – Coerulea – Coerulens – Concolor – Fantasia – Flamea – Lilacina – Perola – Rosada – Rubra – Semialba – Striata – Vinicolor.

Coltivazione
Cattleya walkeriana richiede temperatura intermedia e buona luce, ma soffre sia eccessi luminosi, che periodi d’ombra prolungata (nel secondo caso gli pseudobulbi tendono ad allungarsi e si pregiudica la fioritura). La coltivazione su supporti di legno duro, zattere di sughero e pezzi di fibra “xaxim” garantisce ottimi risultati, ad ogni buon conto può essere coltivata anche in vaso con composto di bark ben drenato. Questa specie non tollera eccessiva umidità ed è quindi consigliabile sistemarla in una posizione abbastanza alta e ventilata della serra. Cattleya walkeirana non richiede particolare periodo di riposo è sufficiente un rallentamento delle fertilizzazioni e delle bagnature invernali.
Il nemico principale di questa Cattleya è la cocciniglia cotonosa, che va tenuta sotto controllo con azioni di pronto intervento, ad esempio passando la pianta sospetta con uno spazzolino da denti imbevuto in acqua e sapone.
Nel caso l’infestazione sia estesa si consigliano trattamenti con insetticidi specifici, meglio se sistemici.

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