Bulbophillum nymphopolitanum

IMG_0409 Bulbophyllum nymphopolitanum Kraenzl. 1916 -Ann. Nat. Hofmus. Wien xxx. 60 (1916).
Origine etimologica del nome di specie: nominato da Kränzlin in onore della città di Nymphenburg (in latino Nymphopolis), sede del Giardino Botanico dell’Università di Monaco (Monaco di Baviera), Germania, dove ha trovato la pianta per la descrizione, originariamente raccolta sulle pendici del vulcano Mayon, nel sud Luzon.

ORIGINE / HABITAT: Filippine. Questa orchidea è stata trovata sull’isola di Panay nelle province di Antique e Capiz; su Luzon nelle province di Rizal, Sorsogon, e Zambales; su Leyte e Sibuyan, nelle foreste a circa 500 – 1000 m di altitudine.
Leggi tuttoBulbophillum nymphopolitanum

Trichoglottis brachiata…quei bei fiori rosso porpora

Orchidea nera? Non proprio, ma i suoi fiori sono di un bel colore scuro
Alta, appesa sui sostegni superiori della serra, viveva indisturbata da anni la mia Trichoglottis brachiata senza mai mostrarmi i suoi fiori… per la verità uno sono riuscito a vederlo qualche anno fa.
Tanto ero rassegnato che durante le bagnature, nemmeno buttavo lo sguardo su di lei ma, sorpresa delle sorprese, quasi nascosti dalle foglie coriacee, ecco che quest’anno sono spuntati i suoi bellissimi fiori.
Questa bella specie produce fiori testurizzati con petali e sepali ricchi di rosso porpora, labello viola e bianco, talvolta è denominata Orchidea Nera
Trichoglottis brachiata Ames, Orchidaceae 7: 136 (1922).

Familglia: Orchidaceae
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Vandeae
Sottotribù: Aeridinae
Nome scientifico: Trichoglottis brachiata Ames
Sinonimi: Trichoglottis atropurpurea Reichb.f. 1877;Trichoglottis philippinensis Lindley var. brachiata (Ames) L. O. Williams
Distribuzione: Filppine
Origine del nome: dalla struttura corpulenta della sua vegetazione (brachitipo)
Specie epifita endemica nelle Filippine, vive ad altitudini di 300 metri sul livello del mare.
Pianta a sviluppo monopodiale dotata di lunghe ramificazioni che necessitano di sostegni, garantiti in natura da grosse radici bianche prodotte lungo i fusti vegetativi.
Le vegetazioni sono avvolte da foglie distiche, coriacee, oblunghe-ovali e carinate. In estate, nelle ascelle delle foglie si formano corte infiorescenze con 1 o 2 fiori carnosi e fragranti, carichi di un bel colore scuro.
Trichoglottis brachiata richiede molta acqua, abbondanti fertilizzazioni e molta luce durante il periodo della crescita. Conviene coltivare questa orchidea in vasi con substrato grossolano (bark di grossa pezzatura) dotati di tutore lungo il quale sostenere i suoi fusti vegetativi.
Le deliziose fioriture di questa bella specie diventano copiose su esemplari molto sviluppati; Trichoglottis brachiata non è consigliabile a neofiti sprovvisti di serra.

Vanda lamellata

L’orchidea della primavera, bella e profumata
Lindley descrisse e registrò questa deliziosa specie in Edwards’s Bot. Reg. 24(Misc.): 66 (1838), sulla base di una pianta portata a fioritura nelle Filippine dai signori Loddiges.
Il nome specifico allude alle sottili creste presenti sul labello. Vanda lamellata è endemica nelle isole meridionali di Taiwan, Filippine e nella parte settentrionale del Borneo dove cresce a basse altitudini.

Collezione Guido De Vidi- foto 21.03.08

Vanda lamellata Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 24(Misc.): 66 (1838).
Sinonimi e varietà:
Vanda unicolor Steud., Nomencl. Bot., ed. 2, 2: 744 (1841), nom. inval.
Vanda cumingii W.Baxter in J.C.Loudon, Suppl. Hort. Brit.: 654 (1850).
Vanda clitellaria Rchb.f., Flora 55: 277 (1872).
Vanda vidalii Boxall ex Náves, Fl. Filip., ed. 3, 13A: 240 (1880).
Vanda nasughuana Parsons, Orchid Rev. 39: 39 (1931), nom. inval.
Vanda amiensis Masam. & Segawa, Trans. Nat. Hist. Soc. Taiwan 24: 212 (1934).
Vanda yamiensis Masam., J. Geobot. 15: xii (1966).
Vanda lamellata f. alba Valmayor & D.Tiu, Philipp. Orchid Rev. A-V(3): 24 (1983).
Vanda lamellata var. calayana Valmayor & D.Tiu, Philipp. Orchid Rev. A-V(3): 24 (1983).

Le 4 varietà caratterizanti la specie.
Vanda lamellata var. boxallii.
Porta fino a 40 fiori per infiorescenza. I petali sono di colore bianco crema con la metà interna dei sepali laterali marrone scuro. Il labello è rosa viola. Questa specie vive ad altitudini più elevate rispetto alle altre varietà, in natura fiorisce più di una volta all’anno.

Vanda lamellata var. calayana
Petali e sepali sono di colore giallo uniformemente macchiati di marrone.

Vanda lamellata var. flava.
Le infiorescenze sono di colore giallo verde e marrone senza evidenti marcature. Questa è la forma albina della specie ed è abbastanza rara in coltivazione.

Vanda lamellata var. remediosae.
Petali e sepali sono di colore bianco crema con la metà interna dei sepali color verde chiaro. Il labello è viola pallido.

V. lamellata si sviluppa su fusti monopodiali di 6-30 cm di lunghezza dotati di foglie lineari e distiche, lunghe 9-33 cm e larghe circa 1 cm. Le infiorescenze arcuate sono lunghe 20-35 cm e portano da 8-20 fiori delicati e dolcemente profumati della dimensione complessiva di 3 centimetri. I fiori sono molto variabili, nel numero e nel colore, a seconda della forma. Spesso il riflesso di petali e sepali può essere verde, bianco, o giallo crema, con macchie dal marrone al rosso-bruno. Il labello è bianco/giallo con 6 venature rosso porpora verso la base. Spesso la parte centrale dei lobi può essere spruzzata di rosa o rosso-viola.
V. lamellata fiorisce in tardo inverno prima primavera.
Forse il colore più eclatante è quello della var. boxallii Rchb.f., per questo molto usata nelle ibridazioni.
In natura V. lamellata è spesso trovata su rami e tronchi di alberi nelle foreste costiere o in prossimità di corsi d’acqua, a volte anche in zone luminose, ad altitudini non superiori ai 100 metri sul livello del mare. In natura le piante crescono bene al di sotto del 50-70% di umidità relativa, con buona luce e costante ventilazione. Le minime temperature invernali possono scendere anche a 12° gradi centigradi.

Coltivazione
V. lamellata in condizioni ideali di coltivazione può fiorire anche più volte all’anno.
La corretta coltivazione consiglia regolari fertilizzazioni e bagnature durante tutto il periodo di sviluppo, che vanno rallentate quando le piante sono inattive. In tal modo si asseconda il ciclo umido-secco.
V. lamellata può essere coltivata in vaso o in cestino, con substrato di bark grossolano, oppure anche a radice nuda. In quest’ultimo caso è necessario disporre di ambienti appropriati: serre con impiantistica evoluta.