NAVIGANDO IN INTERNET: CURIOSITA’

I LIMITI DELLA LICENZA ARTISTICA

In questi giorni, un sito internet, pubblicizza una mostra fotografica di: Marina Gavazzi, alla quale vanno i complimenti di orchids.it.
L’autrice delle fotografie vorrà ascoltare la nostra opinione di conoscitori d’orchidee, delle loro forme e strutture morfologiche, a riguardo della Phalaenopsis.
Noi non intendiamo esprimere valutazioni sulle sue tecniche di fotografia o licenze per così dire interpretative del soggetto “orchidea” da lei così descritto…… “Fotografare le orchidee ha significato cogliere una realtà mistica; ogni immagine è stata una esperienza differente con un unico fattore comune: l’armonia cosmica della forma che, nella ricerca del particolare, diventa quasi astratta. Forma che è il risultato di un’alchimia tra luce e ombra”……. e poi per la Phalaenopsis ibrida, così enfatizzato….. “Nelle Orchidaceae vi sono forme meravigliose che suggeriscono alla nostra immaginazione le associazioni più suggestive, ricordandoci ippocampi, pietre preziose, colombe in volo …ecco la Phalaenopsis, – il cui nome derivante dal greco significa “simile a una farfalla”, – bianco fantasma che socchiude gli occhioni gialli e apre al vento le ali del suo candido mantello.” (Vladek Cwalinski); desideriamo soltanto farle notare che il fiore di Phalaenopsis da lei fotografato, presenta deformazioni che possono anche essere considerate “meravigliose” dall’immaginario collettivo, ma per correttezza descrittiva, sono soltanto malformazioni. Nella sua foto, si vede il fiore, con i due sepali laterali, decisamente accartocciati all’indietro, probabilmente per una deformazione genetica, oppure per una condizione colturale critica o peggio per disposizione fotografica: le meravigliose infiorescenze di Phalaenopsis, in natura, non sono così e le garantiamo che fanno ugualmente sognare.

20 pensieri su “NAVIGANDO IN INTERNET: CURIOSITA’

  1. Metto a disposizione di tutti, il sasso gettato sullo stgno che ha fatto allarmare l\’anonimo di cui sopra, che all\’evidenza, tanto bi-partizan non Ë: se vuole leggere la lettera, arrivata a destinazione e quindi in archivio, pubblichi la sua e-mail e ricever‡ immediatamente copia. Giudicate voi!

    MONTEPORZIO COME L\’ISOLA DI WIGHT
    Il tan-tan di internet ha portato anche quest’anno, la famiglia dei chat- group delle orchidee a Monteporziocatone, per la verità un po’ sotto tono rispetto ad altre edizioni.Complice l’inclemenza del tempo e le defezioni di qualche commerciante straniero, il roboante titolo della chermesse paesana: mostra Intercontinentale di orchidee risultava un po’ stonato.
    Si è detto, Monteporzio =Wight e forse per i più giovani, vale la pena di ricordare che l’isola in questione è indissolubilmente legata al suo festival rock del 26 agosto del 1970.
    Preceduto da quello di Monterey e nato all\’ombra di Woodstock, il raduno di Wight ha ormai nei libri di storia del rock un piccolo posto (anche se per gli italiani la sua memoria è legata alla celebre canzone lanciata dai Dik Dik.
    Va anche detto che pur essendo stato il primo autentico festival rock europeo e sia stato seguito da 350 mila persone, la sua fama è nulla rispetto a Woodstock. Il rock iniziava a contare i suoi morti e proprio dopo Wight se ne andò Jimi Hendrix fulminato quando il suo genio non era ancora pienamente compiuto.
    Le cronache del tempo parlano di un cast eccezionali, con i Ten Years After in pieno fulgore swing-blues, Joni Mitchell, la musica degli anni irripetibili della comunità artistica del Laurel Canyon, i Moody Blues. Ma soprattutto c\’era sua maestà Miles Davis, che proprio allora cominciava la sua svolta elettrica.
    Con le dovute differenziazioni, il parallelo può avere qualche assonanza, questa fiera delle orchidee e non solo orchidee, nata dalla fertile iniziativa di Gianni Ferretti (non solo orchidofilo), per tutta una serie di opportunità logistiche (Roma a due passi con i media pronti a far da cassa di risonanza), fa di questo piccolo e ridente luogo del centro Italia, l’occasione di un pellegrinaggio ristoratore (anche nel senso vero della parola) per molti appassionati delle orchidee, emuli delle passate chat- convention tanto care ai giovani internet-dipendenti.
    Però, una rondine, come si suol dire, non fa primavera e già con questa edizione, fatti i dovuti ed ovvi complimenti a quanti hanno lavorato alla riuscita dell’evento, si notano i limiti.
    L’aria di buon mercato, attira i commercianti ma l’evento diventa sempre più fiera e sempre meno, luogo di esposizione e di elevazione a valore del collezionismo.
    Si dirà: bravo! La gente si muove proprio perché si compra e si vende! Certo, è vero che l’appassionato delle orchidee è particolarmente attratto dal loro possesso ed è proprio questo il tallone d’Achille del collezionista: quando si trova davanti all’oggetto della sua folle passione, perde qualsiasi cognizione del valore del denaro e punta dritto e ad ogni costo al raggiungimento del suo obiettivo (è mitico l’aneddoto di quel collezionista, che pur di possedere una rara orchidea, falsificò le carte anche alla mamma).
    Poi si torna a casa, ed a mente fredda si è presi dal panico, prima di tutto per i soldi spesi e poi per non saper rispondere alle esigenze di quella stranissima pianta che tanto aveva stuzzicato la fantasia nel magico mondo della fiera, e si comincia a pigiare S.O.S. sulla tastiera del computer.
    Quindi, affinché si possano raggiungere i picchi qualitativi di (Woodstock), nelle esposizioni di orchidee, dobbiamo far nascere delle occasioni dove poter raccontare della presenza e dello spettacolo di tanti artisti collezionisti, (i tecnici del suono ed i venditori di strumenti sono indispensabili, ma non sui palchi).

  2. no, caro pier, su questo non transigo. il sasso nello stagno è stato gettato dalle pagine di questo sito, le onde giunsero nella ml e lì ci furono gli sfoghi e le polemiche, alimentate da alcune persone che a tutti i costi volevano approfondire l\’argomento ( in quel caso io avrei scelto fra ignorare le critiche o cercare le radici in modo esplicito ed estremamente duro, si è preferita una via di mezzo che non ha portato a niente). i diretti interessati hanno alla fine cercato di metterci una pietra sopra, e così sia, sono favorevole. ma non dire che le accuse partirono dalla ml, perchè il punto di partenza fu la critica alla mostra di mpc. una critica fondata sul nulla, ad un evento unico in italia. l\’organizzazione della mostra può non piacere a qualcuno (anche se fino ad ora l\’unico che si lamenta è uno che non c\’è nemmeno andato!), ma il risultato è secondo me ottimo perchè attira un mare di gente, fra cui si spera ci siano le nuove leve dell\’orchidofilia. o ci aspettiamo altro? puoi leggere il primo messaggio sulla ml in cui si parla di questo sito e vedrai che devidi non è mai stato attaccato da nessuno se non per il fatto che si voleva difendere il lavoro meglio riuscito dell\’orchidofilia italiana. o ti sembra poco? io credo che con queste giustificazioni ci si possa permettere di mostrare i denti a chiunque. non credo che sia stata difesa una persona piuttosto che un altra, credo che sia stata difesa una situazione che funziona, a prescindere da chi la gestisce. quindi smettiamola con il balletto del \”hai cominciato tu-no hai cominciato tu\” perchè le cose scritte restano e si possono consultare quando vogliamo (tranne un articolo di devidi che su questo sito è apparso per poco tempo e di cui mi è stata segnalata la pubblicazione dopo che era stato eliminato-era una certa lettera aperta, che tanto aperta a questo punto non era…). dimenticavo, il messaggio che aprì la discussione è stato pubblicato il 28 aprile sulla ml, sempre consultabile da tutti a questa pagina:

    l\’indirizzo internet, linkato dall\’anonimo estensore, viene tolto dalla redazione, perchË lancia span pubblicitari

    scritto dopo la pubblicazione su questo sito dei vari articoli che cercano di sminuire il lavoro di tanti appassionati.

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