Il corsivo

Collezionismo delle orchidee, facile o difficile?

In questi ultimi mesi, nuove amiche ed amici, sono venuti a visitare la mia serra.
La generale reazione di stupore che invade tutti appena entrati in serra, dovuta forse all’effetto giungla che avvolge i visitatori è motivo di gran soddisfazione per il mio impegno nella coltivazione delle orchidee.
Alcune persone, soprattutto i commercianti ed i produttori d’orchidee, ultimamente anche in veste di collezionisti, sostengono che sono facili da coltivare…. ovviamente loro le vendono ed è quindi una posizione comprensibile.
Purtroppo, almeno in Italia, mantenere in vita e far crescere il collezionismo delle orchidee è abbastanza difficile e costoso ed i momenti di crisi sono sempre dietro l’angolo.
Mantenere una serra riscaldata ed attrezzata per coltivare le molte specie d’orchidee provenienti da regioni lontane con esigenze colturali particolari, costa sia in termini economici sia di tempo ed è pertanto difficile veder crescere il numero dei collezionisti.
Da quando ho iniziato la mia avventura con la coltivazione, ho sempre rincorso il sogno di vederla crescere insieme a tante altre in Italia, ma con gli anni, il mio entusiasmo iniziale si è abbastanza smorzato.
Il mio entusiasmo si è smorzato perché non vedo decollare in Italia, un vero movimento del collezionismo come espressione pura e noto piuttosto che i vari amatori Italiani preferiscono rincorrere quel che mostra il mercato.
Nel panorama italiano delle ultime manifestazioni propedeutiche alla conoscenza del meraviglioso mondo delle orchidee, non si parte dall’esposizione amatoriale quale evento in cui ci può stare tutto il resto, compreso il mercato: succede l’opposto.
I garden generalisti ed i produttori d’orchidee italiani, capito che attivando manifestazioni mirate, s’impreziosisce l’evento stesso, da qualche tempo a questa parte propongono come mostre d’orchidee, semplici occasioni commerciali.
Le esposizioni dovrebbero altresì essere momenti di promozione del mondo amatoriale con le orchidee dei collezionisti, esposte e protagoniste. Il mio rammarico parte proprio dal fatto che non si riesce più a mostrare le nostre orchidee. Codroipo insegna: gli organizzatori chiamano quasi tutta l’Italia amatoriale ed arrivano poco più do 40 piante, c’erano però, quasi tutti i produttori d’orchidee italiani e c’era paradossalmente molta gente che comprava specie di varia rarità….. dove andranno a finire quelle orchidee? Mah!
Dette queste cose mi pongo un quesito: è proprio giusto pensare che il collezionista deve essere puro amatore ed il produttore soltanto commerciante?
La risposta non è semplice ed in ogni caso deve tener conto dei fatti e delle azioni degli uni e degli altri.
Iniziando questo corsivo volevo mostrarvi alcuni scorci della mia serra e mi premeva descrivervi e mostrarvi con le tre foto a sinistra, i vari livelli di coltivazione.
Nella prima foto in alto a sinistra, si parte dal livello del suolo e si arriva al livello dei bancali.I bordi sotto i bancali sono usati per coltivare varie orchidee, mentre al livello del suolo trovano dimora Paphiopedilum collocati in anfratti ricavati dai fori interni dei blocchi per l’edilizia.
La foto centrale a sinistra, mostra la parte mediana della serra con tutta la coltivazione sui bancali di rete a gradino.
L’ultima foto a sinistra, evidenzia la parte alta della serra con vasi e cestelli pensili.
Come potete notare l’effetto giungla e l’utilizzo quasi totale degli spazi utili sono due sensazioni veramente evidenti.

8 pensieri su “ Il corsivo

  1. Scusa Guido se mi aggancio alla vostra conversazione ma mi sembra che Francesco sia nella via giusta per la cultura delle sue Orchidee,
    i Cymbidium si possono lasciare al fresco fino a che la temperatura esterna scende sotto i 10 ° c.
    io le Phalaenopsis le tengo tutto l\’anno in salotto in pieno sole, quando ne sono abituate non ci sono scottature, solo che vorrei sapere in quale direzione e`il balcone, per via del fresco estivo. Io i miei oncidium D# estate li metto fuori al sole e ora mi stanno ripagando ( be`nun ancora) l\’ornitorynchum sta sviluppando 3 infloreschenze e lo Sweet Sugar ne sta facendo una favolosa, se il riscaldamento non mi fa scherzi mandero`le foto a Guido alla fine di Gennaio.
    cari saluti, buon Natale e tanti bei giorni pieni di orchidee fiorite nel nuovo anno.
    Gianni dal Frigorifero Tedesco

  2. Salve Guido,
    la ringrazio moltissimo della risposta. Per ora le mie 4 phal e i miei 4 cym convivono in casa e stanno tutti per rifiorire, d\’estate pero\’ i cymb. erano su un balcone al fresco e ci sono stati sino ai primi di novembre, le phal erano sul balcone verso nord e le ho ritirate in casa a metà settembre. I cymbidium sono 3 anni che rifioriscono , le phal promettono bene , sono al secondo anno e sono piene di nuovi boccioli.
    L\’oncidium varicosum mi e\’ fiorito per 2 anni consecutivi, ma poi ha continuato ad emettere bulbi che pero\’ progressivamente si raggrinzivano senza fiorire ma generando un altro bulbo nuovo.
    La miltonia è al suo secondo anno, ha emesso due bulbi laterali ma per ora nisba fiori.
    Se avro\’ una fioritura decente mandero\’ una foto di quello che puo\’ diventare la camera da letto di un aspirante orchidofilo.
    Saluti
    Francesco

  3. Salve Francesco, la ringrazio, per il suo commento, purtroppo non riesco a risponderle privatamente via e-mail, pertanto uso anch\’io questa finestra.
    Leggendo i vari post nell\’archivio di questo sito blog, roverà delle risposte più complete, sia sui Cymbidium sia sulle Phalaenopsis e Phapiopedilum. Questi tre generi sono i più conosciuti insieme agli Oncidium e Vanda.
    Per quanto riguarda i suoi problemi immediati posiamo procedere in questo modo:
    I Cymbidium, nell\’ipotesi che abbiano già segnato gli steli fiorali, hanno bisogno di notti fresche 10-14 gradi e molta luce diurna – Le Phalaenopsis invece, hanno bisogno di temperature minime non inferiori a 18 gradi e luce relativamente filtrata – Gli Oncidium desiderano molta luce e temperature veriabili, il varicosum è abbastanza facile da tenere.
    Come può vedere, le sue orchidee seppur ancora poche, già richiedono esigenze diversificate ma non si faccia prendere dal panico, con le orchidee bisogna andare a piccoli passi e a poco a poco ci si accorge di entrare in simbiosi con loro.
    Oltre alla temperatura ed alla luce, le orchidee hanno bisogno di umidità aggiuntiva rispetto a quella di casa, devono essere bagnate con attenzione, rispettando le loro esigenze colturali e poi bisogna ricordarsi che devono essere nutrite.
    Tutte queste informazioni , le potrà assimilare progressivamente, via via che entrerà nelle nozioni specifiche; vedrà che dopo aver letto tutte le notizie sui Cymbidium, li guarderà con occhi diversi e sentirà il bisogno di capire ancor più le loro neccessità, a quel punto, se lo vorrà, io sarò sempre disponibile per aiutarla nel fantastico viaggio tra le orchidee. Cordialmente Guido.

  4. Parto dal romantico concetto che non si può essere un buon produttore di orchidee se non si è, nello stesso tempo, un amatore. Certo che poi le leggi del mercato impongono a un produttore dei percorsi diversi da quelli dell\’amatore.
    Per chi come me (e molti altri presumo) è alle prime armi è praticamente impossibile prefiggersi certi obbiettivi (non parlo della tua serra ma proprio di una qualsiasi serra amatoriale di buon livello).
    Per ora cerco di applicare la regola del \”comprare solo quello che posso curare\”…. o almeno ci provo 🙁
    Dire che guardare anche solo in foto la tua serra è emozionante… beh, è dire una cosa scontata e poco originale… Ma che altro dire?

  5. Sono semplicemente rimasto senza parole!!!
    La tua serra è più bella di quanto immaginassi.
    Riguardo al collezionismo io credo che il problema sia indubbiamente legato al denaro, sono pochi quelli che si possono permettere il lusso di mantenere una vera collezione, ed il mercato va di pari passo con la richiesta, quindi non mi stupisce assolutamente quello che dici.
    Mi stupiscono invece le foto della serra e spero di venirti a trovare il prima possibile
    Ciao
    Fabio.

  6. Salve,
    sono un quasi neofita che ha scoperto il suo sito da qualche giorno.
    Osservando le foto della sua serra mi è sorta spontanea la domanda: cosa consiglia a chi la serra non puo\’ permettersela ?
    Ho iniziato 4 anni fa con dei cymbidium regalatimi, poi due anni fa ho acquistato delle phalaenopsis ed i miei mi hanno regalato degli oncidium (varicosum credo) ed una miltonia.
    Ora la mia camera da letto ha un baluardo verde per uscire sul balcone. Abito a Torino e non posso assolutamente lasciare fuori le piante d\’inverno. In realtà di piante ne ho una sessantina ed ho gia\’ dovuto \”liberarmi\” di tre ibischi che ho piantato in un pezzetto di terra che ho nella casa al mare (Liguria).
    Tornando alla camera da letto, tengo verso la finestra 4 cymbidium, 4 phal, 2 oncidium, la miltonia, una gardenia con la chioma di un metro (ha ormai una dozzina di anni…), ancora un ibisco per ora di soli 2 metri. Il resto sta fuori coperto da tessuto non tessuto o sulle scale. Il problema sono le orchidee ed i cymbidium in particolare che sono grossi, non posso piu\’ comprarne mentre le phal che ho iniziato da poco a conoscere sono piccole.
    Insomma che consigli mi puo\’ dare, il mondo delle orchidee mi affascina ogni giorno che passa e quando torno a casa dal lavoro dedico comunque sempre un\’oretta ad esse. Vorrei comprarne altre ma non cosi\’ ingombranti come i cym.
    Attendo lumi.
    Ringraziandola in anticipo le porgo i migliori auguri di buon Natale
    Francesco ROTTA

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