Verso l’EOC 2006 a Padova

EOC 2006 a Padova, questo sconosciuto

A pochi mesi dall’atteso appuntamento, le notizie reperibili continuano ad essere veramente poche. Il sito internet istituzionale dell’AIO, fatte salve le informazioni per così dire “di servizio” ovvero: relatori accreditati, espositori, venditori ecc. rimane fermo ad annunci primaverili e del notiziario nazionale AIO “Il GAzzettInO” si legge solamente il titolo del numero”0″.

Detto questo, cercheremo di capire la situazione, interpretando i numeri noti.
Tu sai cos’è l’EOC? Tra appassionati si parla di quest’evento, ed ognuno espone la sua interpretazione.
C’è chi afferma che è una grande fiera delle orchidee, altri dicono – No! E’ un importante congresso degli studiosi d’orchidologia – ed ancora, che sarà una grande esposizione d’orchidee.

Sostanzialmente l’EOC è tutte queste cose, con una variante, che a quanto si può intravedere, proprio a Padova 2006 può assumere un’accelerazione: un mercato all’ingrosso delle orchidee esotiche con i commercianti dei paesi d’origine nella veste dei grossisti ed i venditori e/o produttori europei a far da compratori a forfait …. in mezzo, sperando di non rimaner stritolati, ci siamo noi collezionisti appassionati.

L’EOC è tutte queste cose, che per funzionare bene, devono trovare il giusto equilibrio reciproco.
Per capirci facciamo un esempio sul versante per certi aspetti più elitario: il congresso.
Il congresso o meglio i relatori partecipanti (studiosi, botanici, biologi e coltivatori) sono un costo per l’organizzazione….si sa che i relatori invitati devono essere ospitati e spesati e normalmente i soldi entrano con le quote d’iscrizione dei “congressisti” uditori.

Andiamo a vedere i dati di Padova.
A svolgere una relazione con varie sfaccettature sul tema congressuale “Il fascino, la tradizione e i colori delle orchidee” si sono accreditati una quarantina di relatori. Per compensare economicamente questa massiccia presenza di carichi onerosi dovrebbero iscriversi a tutte le conferenze (costo circa 70 euro) non meno di 4-500 congressisti. Nonostante gli sforzi dello staff organizzatore, che si materializzano con le iscrizioni ” consigliate” e scontate, sembra che gli orchidioti italiani, per ora non siano molto interessati e quindi va spezzata una lancia in favore delle conferenze: iscrivetevi.

Commercio ed esposizione.
Sempre dai dati pubblici, risultano accreditate una quindicina di entità espositive (associazioni e/o gruppi amatoriali) a fronte di oltre una quarantina di stand di vendita.
Emerge uno sbilanciamento a discapito dell’esposizione anche e soprattutto perchè non è fatto obbligo ai venditori di allestire un loro spazio espositivo.

Qui entra in ballo l’elemento pubblico.
Il pubblico che frequenterà le giornate dell’EOC, è composto di una piccola porzione di congressisti, di una buona quota d’appassionati collezionisti attratti dalla ghiotta opportunità di fare acquisti a buon mercato (si spera), ma la gran massa sarà composta di gente che certamente ama le orchidee e più in generale i fiori e pertanto si aspetta di poter ammirare variopinte coreografie di stand espositivi.
Queste analisi non devono essere prese in senso negativo, bensì quali sottolineature per perfezionare la macchina complessa di un evento composito.
Dalle informazioni pubbliche non è dato di sapere se gli organizzatori hanno colto quest’irripetibile occasione per evidenziare con iniziative appropriate, la storia e le figure significative dell’orchidologia Italiana, ad esempio le grandi collezioni perdute e le persone che hanno segnato il secolo passato: Necchi, Sutter, Ducati e non da ultimi i nostri grandi maestri di vita, un nome per tutti, Enzo Cantagalli.
Con queste riflessioni intendo tessere un filo per unirci attorno ad un grande evento…. e per questo un pò di ripasso della storia per capire dove hanno trovato linfa le radici, appare assai proficuo.

Aspirazioni, idee e fatti che hanno portato, l’EOC del “2006 in Italia.

Collezione Guido De Vidi – Tutti i diritti sono riservati

Angraecum distichum Lindley

Angraecum distichum LindleyEravamo nel 94, quando il prof. Franco Bruno, allora segretario dell’AIO (alla presidenza c’era l’austera Sabine), approdò al mio telefono. In quella occasione chiese la disponibilità delle mie piante per allestire lo stand Italiano all’esposizione internazionale “EOC” di Hannover e mi disse: “Sai Guido, l’Italia deve cominciare a farsi vedere in Europa”.
Devo dire la verità, accettai per spirito di servizio, ma appena deposta la cornetta del telefono fui preso dal panico, non potevo pensare che le mie orchidee fossero all’altezza di un simile evento. Fu stabilito di incontrarci a Verona (sulla direttiva Roma – Hannover) e mi ricordo che per paura del freddo, era Febbraio, fu prenotata una camera d’albergo anche per le orchidee.

Insieme alle mie piante, se non vado errato, ce n’erano poche altre, sicuramente mancavano i produttori Italiani e questa constatazione mi preoccupò ancor di più. Al mattino seguente, la spedizione dell’orchidologia Italiana, partì alla volta di Hannover. Io non accompagnai le mie orchidee in Germania, per la paura di dover assistere in diretta ad una figuraccia, trovai una scusa per starmene a casa: per la prima volta, il mio impegno veniva giudicato da una giuria mondiale.

L’E.O.C. del 1994 è stato organizzato dalla “Deutesche Orchideen-Geslellschaft E.V.”, autorevolmente guidata dal suo Presidente, Gerd Rollke ed ebbe quale scenario, Bewertungs-Sitzung di Hannover.
L’Italia allestì il suo piccolo stand e l’evento non fu di poco conto: finalmente una rappresentanza ufficiale del nostro Paese si confrontava con i mostri sacri Europei e Mondiali.
Con il senno del poi, bisogna dire che i nostri dirigenti di quel tempo seppero guardare avanti.
Con una buona dose di coraggio, riuscirono anche a presentare qualche pianta in giudizio.
Lo sparuto gruppetto dei nostri rappresentanti, dopo aver deciso quali piante iscrivere, cominciò a prepararle e pulirle da eventuali imperfezioni, proprio così come si fa nelle grandi occasioni.
Era l’ora di pranzo, quando suonò il mio telefono, dall’altra parte del filo sentii la voce di Gianmaria che con un’esclamazione tutta Tevigiana mi comunicò che l’Italia e le mie piante avevano conquistato un grosso successo.
Le mie orchidee ricevettero sette medaglie ed altri riconoscimenti li ottenne anche lo stand per la coreografia dell’allestimento…. un successo generale.
Finì così la prima avventura internazionale delle mie orchidee, un po’ di vana gloria, le piante in sofferenza e qualche attestato di merito.

Calato il sipario su Hannover, lo staff Europeo delle orchidee si diede appuntamento a Ginevra-Svizzera, nel 97.
Il 1997 arrivò presto, troppo presto perché in Italia nel frattempo non successe molto e ci si trovò alla vigilia dell’appuntamento di Ginevra con pochi segnali di crescita e di collaborazione.
Si seppe che i produttori e venditori di orchidee Italiani sarebbero andati per conto loro, soprattutto per “vendere” e “l’Italietta amatoriale ” dovette andare ancora una volta all’arrembaggio con le piante di qualche collezionista votato al masochismo.
Fu così che in quel caldo Aprile del 97, l’Italia amatoriale delle orchidee, quella umile, quella pratica, quella disponibile, arrivò al Palexpo di Ginevra con il suo carico di speranze.
Quella volta andai anch’io insieme alle mie orchidee e fu molto utile perché potei rendermi conto del funzionamento di questi eventi importanti.
L’atmosfera di quei giorni fu raccontata con passione da una cronista sul campo, chiaramente innamorata delle orchidee ed ora segretario dell’ATAO, ecco le sue impressioni:

“Emozioni di un viaggio entusiasmante
“…..Era presto, ancora un po’ buio, quando siamo partiti ancora infreddoliti, ma con l’entusiasmo dei bambini, per raggiungere Ginevra e visitare il Congresso Europeo di orchidologia organizzato dall’European Orchid Congress.

Treviso – Ginevra, chilometri di autostrada abbastanza monotona e piena di traffico che abbiamo passato parlando chiaramente… di orchidee… ma non solo! Arrivati in Val d’Aosta e con il cambiamento del panorama, il nostro interesse è stato preso dal monte Bianco, dal Cervino e da una spruzzata di neve che ci ha accolto in prossimità del confine. Il viaggio è stato tranquillo, il tempo sembrava volare, ma alla frontiera svizzera il pagamento della tassa autostradale valida per un anno, anche per noi gitanti di due giorni, ha innervosito il gruppo, e riservato non pochi insulti al paese caro a Guglielmo Tell.

Finalmente arriviamo all’expo (palazzo delle esposizioni) di Ginevra ed alle agognate orchidee.
I miei occhi da quell’istante e per quasi quarantotto ore non videro che piante, fiori, colori, specie, ibridi, in un turbinio inimmaginabile e frenetico.

Dopo aver pagato dieci franchi svizzeri, sono salita, assieme a Guido, Ermanno e Gianmaria, sulla scala mobile che portava all’ingresso dell’esposizione, ci siamo divisi per cercare lo stand italiano, ma giungevano alla mia vista solo gli stand dell’Olanda, Germania, Danimarca, Nuova Zelanda.

Incrociamo Graziano Marongiu del clan Lecouffle di Parigi, grande è stata la mia sorpresa e credo anche dei miei compagni di viaggio, nell’apprendere che a Ginevra per le piante italiane, non c’era stata fortuna.
La trepidazione in tutti noi è cresciuta, specialmente credo in Guido De Vidi, che aveva mandato le piante in esposizione.

Finalmente… ecco la meravigliosa Vanda coerulescens di Guido in bella mostra,… ma ha già il cartellino della giuria per un premio! è stata la mia prima esclamazione!
Grande gioia nel nostro piccolo clan A.T.A.O., pacche sulle spalle di Guido, i complimenti,… poi finalmente ci siamo dedicati all’osservazione dello stand Italia.

In uno spazio angusto, meno di due metri per tre, c’erano quaranta piante italiane, troppo vicine per aver risalto; quello che si vedeva chiaramente erano i cartellini, appoggiati al bordo dello stand che preannunciavano un premio; erano ben otto! tutti sulle piante e del nostro vice Presidente.
Il salone della mostra era così suddiviso: Metà era occupato dagli stands di esposizione, l’altra metà dal mercatino delle piante.

Questa è stata almeno per me, un esperienza incredibile, avrei comperato di tutto, passavo e ripassavo per i bancali di vendita, leggevo e rileggevo i cartellini delle piante, perché essendo ancora una principiante non riuscivo a distinguere a prima vista tutte le piante in esposizione.
Per gli acquisti ho avuto bisogno anche dell’aiuto dei miei compagni di viaggio; ho così arricchito la mia collezione di orchidee ma ho alleggerito il mio portafoglio!……..”

Andò proprio così, il furbacchione di Graziano, vecchia conoscenza e grande amico, memore dei fasti Italiani di Hannover, ci accolse con questo simpatico scherzetto.
Il palazzo delle esposizioni di Ginevra era immenso, rumoroso, disorientante e poco consono ad un’esposizione di orchidee: l’aria era oltremodo secca e le piante boccheggiavano.

Ci piazzammo orgogliosi, nei pressi del nostro stand.
Fu in quell’occasione che, feci la proposta a Franco Bruno, (Presidente dell’AIO e membro del consiglio dell’ EOC) di perorare la candidatura Italiana per una futura esposizione Europea.

L’edizione successiva, quella del 2000 era già ad appannaggio di Copenaghen (Danimarca) e per quella del 2003 esisteva la candidatura forte dell’ Inghilterra con esposizione a Londra.
Con queste premesse, si poteva ben capire che non sarebbe stato facile avanzare richieste di candidatura per la nostra Italia, …..le uniche carte da giocare erano quelle medagliette che intasavano il nostro spazio espositivo e la diplomazia del nostro Presidente.
Ad ogni modo, a riunione finita, Franco ci comunicò che il consiglio EOC accettava in linea di massima la candidatura Italiana.

Fu una bella soddisfazione per tutti, cominciò così la grande corsa al 2006 e ci demmo appuntamento a Copenaghen.

Nel 2000 a Copenaghen, mandai diligentemente le mie piante ma non potei partecipare personalmente, ciò nonostante nella veste di Presidente della Associazione locale (ATAO) che aveva preparato il programma operativo “Flormart 2006”, allegai alla brochure di presentazione una mia lettera di supporto alla candidatura Italiana, indirizzata al Presidente “pro tempore”dell’EOC.

Anche in questa edizione, per certi aspetti decisiva, niente disponibilità di piante dai produttori Italiani e per Copenaghen partirono le mie Orchidee, quelle di Zelinda e quelle di Maria Claudia Alessandrini.

Le attese furono appagate ed anche in quest’occasione, fioccano tanti premi per l’Italia e in pratica, l’EOC del 2006 fu assegnato a noi.
Le piante però, tornano a casa abbastanza mal conce e la mia Cattleya schilleriana, oggetto di tanta ammirazione in mostra e d’altrettanta pubblicità postuma, subì una profonda crisi da stress ed ora non c’è più.Rimane solo l’articolo apparso su “D di Repubblica” del 30 Maggio 2000:
Dopo Copenaghen, con la candidatura assegnata all’Italia, gli assenteisti degli anni precedenti cominciarono a sentire odore di “business” e di ribalta. Ora siamo prossimi al traguardo, io mi son messo in disparte e come nel passato mi limiterò a esporre le mie orchidee, questa volta insieme agli amici di Orchids Club con un sogno però: vedere esposte nel nostro stand le orchidee fiorite di tutti gli orchidioti del blog.

6 pensieri su “Verso l’EOC 2006 a Padova

  1. ciao matteo, in effetti con le mail ho un pò di casino, ma volevo riuscire a spedirti quel benedetto pacco!!! Metterò piante che ritengo interessanti, poi tu ne fai quel che vuoi…naturalmente sono un mio regalo.
    Proprio ora sono tornato dalla serra dove ho preparato alcune cose per te…fuori c’è un tempaccio della malora, sicuramente in settimana ti arriva qualche cosa. Ciao guido

  2. Ciao Chiara, ti ringrazio per i complimenti al sito e spero che continuerai a frequentarlo….se ti piacciono le orchidee, questa è la ua palestra.
    Nel prossimo post illustrerò il prossimo appuntamento del nostro Club, sar? a Villorba…sei invitata, non mancare. Guido

  3. Complimenti per il sito che ho visitato oggi per la prima volta. Ho avuto modo di vedere l’esposizione di Spresiano in ottobre ma non sono riuscita ad essere presente nè alla prima nè alla seconda serata di S.O.S. Orchis, con grande dispiacere anche perchè sono ancor meno di una principiante in tema di orchidee e dovrei cominciare proprio dall’abbecedario! Ancora complimenti.

  4. Complimenti Guido e bravooo Daniel che ha fatto arrivare le foto a sorpresa.
    Guido credo che l’EOC sar? il tema principale del nostro prossimo incontro del 20, ormai la feffre da EOC sta salendo. Ciao Alberto

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