Tristezza

Ho appreso poco fa da un socio del GIROS, che il loro Presidente Paolo Liverani da qualche mese non è più con noi. E’ andato in cielo a cercar orchidee spontanee.

Sophronits cernua

Le poche volte che l’ho incontrato, ho visto in lui la bontà di un maestro, l’umiltà di un maestro, la saggezza di un maestro ed il sorriso di un maestro. Con lui se ne va un pezzo importante dell’Italia orchidofila e sono triste. Ciao Paolo…da qua giù le orchidee ti mandano un saluto

A ricordo di Paolo Liverani, pubblichiamo l’articolo apparso su GIROS Notizie del 30 settembre scorso, nel quale il figlio Virgilio racconta con sentimento ed amore, la vita di suo padre.

Paolo Liverani, storia di una bella vita.

Paolo Liverani è nato a Faenza nel novembre del ’23, ultimo figlio di una famiglia di agricoltori.
Fin da giovane dimostrò la sua attitudine per le piante, selezionando nel vivaio di famiglia un albicocco e un melo, che si distinguevano tra le altre piantine per la robustezza.
L’albicocca è stata messa a prova all’Istituto Sperimentale per l’Agricoltura di Ciampino, ed è ora abbastanza diffusa in Romagna, sia per la produzione sia come portainnesto per altre varietà meno resistenti alle malattie.
La mela, grossa e profumata, giallo rossa con buccia spessa, si conserva senza accorgimenti sino ad aprile; sopravvive ancora nell’orto di famiglia.
Quando si sposò, per rendersi indipendente dalla famiglia Paolo lavorò per alcuni anni con i giardinieri del Comune di Faenza, poi si mise in proprio con un gruppo di operai, realizzando giardini e parchi anche di case signorili dei dintorni, con piante e alberi dei vivai Mati di Pistola. Ha continuato a fare il giardiniere fino all’ultimo, con il figlio Virgilio.

La passione naturalistica si sviluppò dapprima con viaggi per visitare parchi e giardini botanici famosi, in Liguria, sui laghi e anche all’estero. Poi si interessò per molti anni ai funghi, anche se non volle mai andare oltre al riconoscimento visivo, non volendo complicarsi la vita con microscopi e reagenti chimici.
Ma di certo con i funghi, nei boschi, altrettanti motivi di interesse per Paolo furono fiori, cespugli, frutti, alberi e paesaggio.

La passione per le orchidee spontanee

Si passa così a quella che fu la sua passione più grande, la ricerca e la fotografia delle orchidee spontanee.
Con alcuni amici inizia ad esplorare l’Italia, e continuamente incontra altri appassionati italiani e stranieri. Parlando con quest’ultimi scopre che essi sono organizzati in società nazionali che riescono ad avere voce in materia di protezione dell’ambiente, e ha l’idea di fondare una società simile in Italia.

Nacque così il GIROS nel 1994, che ora inizia ad essere un po’ ascoltato dagli Enti locali e a poter dire la sua in alcuni Parchi.
Paolo non ha prodotto molto. Il suo primo lavoro fu la parte sulla flora e vegetazione della “Guida naturalistica del territorio di Marradi-Appennino Tosco-Romagnolo”, verso la fine degli anni ’80, e alcuni articoli sulle orchidee su riviste come “Natura oggi”. Diventa anche noto per la partecipazione come insegnante a diverse “vacanze-scuola” naturalistiche sulle Dolomiti e in Carnia.

Poi viene la sua opera maggiore, il bel libro in formato A4 pubblicato nel 1992 grazie all’editore sardo Zonza, “Orchidee, specie spontanee”. All’epoca era forse il migliore libro sulle orchidee italiane; è ancora valido anche se diverse determinazioni andrebbero riviste. La collaborazione con l’editore Zonza è continuata ancora con un Volumetto su “I migliori funghi commestibili” del 1994, in cui Paolo descrive quelli che secondo lui sono i funghi che vale la pena raccogliere, con diverse ricette a base di funghi illustrate da una coppia di suoi amici di Fori, i coniugi Stagioni. E ancora con il bel volume tascabile “Frutti spontanei commestibili, tossici, velenosi” con molte descrizioni e foto ben stampate.

Ha segnalato la presenza di Dactylorhiza insularii in Romagna. di Epipactis purpurata e di quella che fu poi descritta come Epipactis flamima sull’Appenino no Tosco-Romagnolo, di Serapias politisii in Puglia, e descritto la nuova Ophrys apifera var. tilaventina (con Umberto Nonis), e forse anche altre cose che ora io non ricordo.
L’ultimo lavoro uscito e stato il CD-ROM “Alberi e arbusti in Italia”1 con la REDA Edizioni di Torino, un lavoro costato anni per realizzare le foto di tutti i particolari delle piante (1200 foto) purtroppo rovinato dalla macchinosità e da una certa instabilità del programma.
In questi ultimi anni ha partecipato, come insegnante, ad alcuni corsi di formazione per giardinieri professionisti, tra cui quelli del Comune di Faenza.
Stava lavorando, con il direttore del Museo di Scienze Naturali di Faenza (di cui curava come volontario l’orto botanico) a un altro CD, di nuovo sui frutti spontanei, con tutte le foto dei particolari delle piante che non era stato possibile stampare sul volume cartaceo, e contava di partecipare al volume sulle orchidee italiane che è nei piani del GIROS (si lagnava della lentezza dei preparativi).
Durante lo scorso inverno si era un po’ ripreso da alcuni acciacchi di vecchiaia ed era pronto per partecipare al convegno internazionale a Chios, ma non ha avuto prudenza. Salito ancora su una volta su una scala per potare un albero è caduto. Circa una settimana dopo l’operazione chirurgica per ricostruire il femore rotto ha avuto un ictus, forse causato da un trombo o un embolo, ed è morto nei giro di due giorni, il 6 marzo 2005. all’età di 81 anni.
Sono stato felice di accompagnarlo alle gite e assemblee del GIROS in questi ultimi anni, e fiero di essere il “figlio del presidente”, un compito che mi mancherà moltissimo.
Spero che riuscirò a dare una mano per completare i suoi ultimi propositi.

Virgilio Liverani

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