Una storia, tante storie… filo diretto con orchids.it

Non sempre, scrivendo articoli su questo blog, si ha la percezione della grande platea di lettori che lo seguono, poi ti capita di vivere qualche simpatico aneddoto ed allora realizzi che, per dirla con una metafora, “dall’altra parte del filo” c’è chi apprezza il tuo lavoro.

Quella pagina su internet

Fra le partecipanti al corso di pittura botanica, organizzato nella mia dimora da Silvana Rava, Sabato 11 e Domenica 12 Giugno, una allieva scelse come “modella”, una pianta di Paphiopedilun bellatulum della mia collezione.
Già durante la prima giornata del corso si era instaurato un “feelling” fra la pittrice e la pianta . Preoccupata di non riuscire ad ultimare l’opera, la simpatica allieva escogitò mille soluzioni per poter vivere qualche giorno in più con i suoi fiori maculati: acquisto?…nooo, la risposta, affido temporaneo?…vedremo domani, ribattei sornione io.

Pensiero assillante il suo, tanto che durante la pausa serale del primo giorno, una volta rientrata a casa si precipitò subito su internet per trovare notizie della sua “modella”… e le trovò, anzi trovò proprio la pianta che stava dipingendo, era stata già descritta in un post di questo blog.
Mi fece molto felice la Domenica mattina, quando ancora in auto davanti al cancello mi mostrò con orgoglio quella pagina internet stampata a colori. Piccole ed impagabili soddisfazioni.
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L’asta on line vinta da Fausto M.

Qualche tempo fa, sul blog organizzai un’asta per vendere una divisione di Lelia superbiens. La vinse Fausto M. un giovane orchidofilo della Provincia di Latina. (Foto a sinistra si vede la pianta già posizionata nella sua serra)

Mi informai sui costi di spedizione e rimasi molto male quando scoprii che solo di spedizione Fausto avrebbe speso ancora un terzo del valore della pianta… rimediai aggiungendo gratis nel pacco postale altre tre divisioni di altre specie.

Nacque fra noi una bella sequenza di e-mail. In una di queste, chiesi a Fausto di raccontare la sua storia e di autorizzarmi alla sua pubblicazione sul blog.

E’ con commozione che la pubblico, ecco come nasce una passione:

…”Caro Guido,
questa volta sono io ad essere in un ritardo vergognoso…a parziale giustificazione ti dico che ho avuto la connessione internet fuori uso per una quindicina di giorni…oggi finalmente sono riuscito ad andare a ritirare il nuovo modem, così eccomi qui! Però in fondo è stato anche un bene, così posso mostrarti le foto del tuo Dendrobium crumenatum che ha fatto una fioritura bellissima.

Mi hai chiesto di scrivere qualcosa su di me…non c’è molto da dire…a differenza della stragrande maggioranza degli appassionati per me la serra è venuta prima delle orchidee, cioè la serra doveva in origine servire a ricoverare alcune piante tropicali, o meglio doveva servire a creare una piccola giungla in giardino (hai presente la bolla di Renzo Piano che si trova a Genova? Ecco l’obiettivo finale doveva essere quello) …si può dire che tutto è partito da un viaggio in Sicilia e da una plumeria, poi sono arrivate alcune altre piante e, appunto, la famosa serretta che mia sorella e un amico mi regalarono per un compleanno, ma ancora di orchidee, niente! In serra andavamo in autunno e primavera a prendere il tè con gli amici e a sognare di stare in una di quelle conservatories inglesi di fine ottocento.

Di orchidee avevo già qualche notizia molto romanzata da un vecchio libro che faceva parte di un’enciclopedia del giardinaggio della Mondadori…e, appunto, delle orchidee mi affascinavano le storie legate al loro ritrovamento, alle popolazioni dei luoghi d’origine e alle loro tradizioni, ecc. (in pratica quello che cerchi di trasmetterci nei tuoi post).

Ma la loro coltivazione non la vedevo come una cosa alla mia portata…anche perché dal vivo non avevo mai visto nulla a parte le solite Phalaenopsis che morivano dopo un paio di mesi in casa.

Poi un giorno navigando su youtube mi imbattei in un servizio mandato in onda da Rai tre…si vedeva un signore (sì eri tu) in una serra che sembrava una foresta pluviale sgusciare in una giungla di radici aeree e di fiori meravigliosi, tra una pianta di Cattleya skinneri grande come un cocomero e una Vanda coerulsecens grande come una cinquecento…una folgorazione!! Non avevo mai viso niente di simile in vent’anni di appassionato giardinaggio. E le illustrazioni botaniche viste tante volte sul mio libro non assomigliavano neanche lontanamente a quelle meraviglie. Ormai la frittata era fatta.

Da lì a scoprire orchids.it è stato un attimo, poi sono arrivate le prime botaniche (molte delle quali scoperte appunto grazie al tuo sito) e le mostre a Monte Porzio Catone, il forum di Orchidando grazie al quale ho conosciuto tanti altri appassionati e, infine, l’occasione di parlare finalmente con te (con la scusa dell’asta on line) per dirti che sì, sei proprio tu il primo responsabile di questa sciagurata passione e sei sempre tu che dalle pagine del tuo post continui in grande misura ad alimentarla con i tuoi racconti e le tue storie.

Perché, per me, le storie sono il valore aggiunto di queste piante e nei fiori dell’Angraecum sesquipedale io penso all’intuizione di Darwin più che alla sconvolgente bellezza dei fiori, come preferisco la Cattleya percivalliana di Simon Bolivar ad una pianta magari più bella ma senza storia.

La serra nel frattempo si è modificata…non è più bella come prima, non c’è più posto per il tavolino bianco in finta ghisa che faceva molto giardino inglese ed è comparso un estrattore sproporzionato (di recupero ovviamente) sulla parte alta…le pareti si sono ricoperte di muschio, ma l’ambiente comincia finalmente a essere quello giusto. Lo spazio interno è sempre più stretto e ci si muove a fatica e io che sono molto alto devo stare sempre piegato…ma si può sempre ampliare no?”….

…Grazie a voi visitatori, l’avventura continua!

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