Io giudico tu giudichi, dare dei voti alle orchidee non è semplice

Generalmente le orchidee esposte nelle mostre rappresentano il meglio che i coltivatori, professionisti o amatoriali, hanno in fiore nei loro vivai o collezioni.
Non svelo nessun segreto se racconto di trucchi, di mimetizzazioni e di “mise en place” per nascondere eventuali difetti, escogitati nelle esposizioni da qualche coltivatore; a tal proposito in alcune mostre del passato hanno fanno storia 026le “stiracchiate” ai fiori di Cattleya e Vanda per farli apparire più regolari. Fa parte del gioco ed è anche divertente cercare di scoprire le eventuali manipolazioni.

Il problema si fa più serio nelle grosse esposizioni a livello mondiale nelle quali sono previsti giudizi, sia allo stand che al tavolo e dove sono presentate a giudizio nuove specie e/o nuove ibridazioni o cloni e soprattutto sono in ballo denari e sponsorizzazioni.
A mero titolo esemplificativo va ricordato che il giudizio allo stand prevede valutazioni sulle orchidee esposte nei vari stand, mentre il giudizio al tavolo (più importante), è dato da tutti i giudici accreditati (per l’appunto, riuniti attorno ad un tavolo) ad ogni singola pianta presentata a giudizio dal suo coltivatore.

Va da se capire che il valore del giudizio sarà direttamente proporzionale al numero ed alla notorietà delle persone che compongono il corpo giudicante, nonché alla autorevolezza dell’Associazione che assegna i premi.

A cosa e a chi servono i premi.
I premi, non solo nel mondo delle orchidee, senza voler entrare nello specifico, sono il valore aggiunto e un buon biglietto da visita per le piante che li ricevono; nell’ambiente dei coltivatori professionisti, le piante con premi si traducono in plusvalore commerciale.
E’ chiaro quindi, che la medaglia è cercata e ambìta da tutti, ma soprattutto da chi, poi, la può tradurre in denaro. Così è sempre stato, epiche sono le esposizioni inglesi nel periodo coloniale e altrettanto importanti quelle americane di inizio 900.

Ho fatto questa lunga e forse noiosa premessa, per cercare qualche riferimento motivazionale, mosso dalla curiosità di capire lungo quali binari si è mossa la giuria che ha premiato le orchidee a Orchids and Wine.

Giudizi a Orchids and Wine
A Orchids and Wine, come del resto in tutte le esposizioni orchidofile italiane, c’è stato solamente il giudizio allo stand perché nessun espositore ha presentato proprie piante per essere giudicate al tavolo; comportamento da stigmatizzare, soprattutto sul versante dei professionisti, ma tant’è.
La prima difficoltà incontrata dai giudici si è palesata dovendo scovare le piante in un lussureggiante contesto scenografico che faceva da set alle piante stesse. In altro post ho epitetato la scenografia allestita dall’ATO, con l’aggettivo “STUPENDA”. Direi che la prima medaglia sarebbe dovuta andare proprio alla Associazione organizzatrice, ma questa è solamente una mia opinione.

Sembra un paradosso, ma le piante incastronate fra le pareti rocciose, mimetizzate al punto da sembrare lì da sempre, hanno resa più complicata la valutazione; più semplice sarebbe stato avere le orchidee allineate in una scarna scenografia.

Piante difficili da giudicare.
Poi ci sono anche le specificità, la morfologia di alcune orchidee rende facile l’analisi, per altre invece, l’inganno è sempre latente. Fra queste ultime ritroviamo sicuramente le varie specie e/o ibridi di Paphiopedilum e Phragmipedium.
Ad esempio, la prima domanda che ci si pone ammirando un lussureggiante esemplare di Paphiopedilum in esposizione, è la seguente:
Può una pianta relativamente giovane (mancanza di vecchie vegetazioni a ceppi spogli, o solo una con foglie della precedente stagione vegetativa), produrre due vegetazioni a fiore?
Ed è qui che i giudici devono far ricorso a tutte le loro esperienze, sul campo (aver visto tante piante in altre esposizioni) e non da ultimo anche di coltivazione.

Anatomia di un Paphiopedilum
Prendiamo come campione una pianta di Paphiopedilum rotschildianum‘CHARLES E’ FCC/AOS.

007 Qual’è l’indizio che ti garantisce che la pianta in analisi è effetivamente una sola e non un collage di più piante fatte crescere in un unico vaso?
La sicurezza si ottiene solamente andando a guardare le radici dentro il substrato. Nella foto a sinistra si nota con evidenza la giusta sequenza vegetativa: ceppo vecchio con sole funzioni di tenuta rizomatosa, vegetazione vecchia già fiorita e nuova vegetazione che andrà a fiore, si intravvede anche che al lato opposto ci sono altre vegetazioni a completameto della pianta tenuta insieme da un unico ceppo radicale.

Impollinazione
012 Giova sottolineare che i fiori di una vegetazione dello scorso anno sono stati fecondati (la foto a sinistra mostra la vegetazione con lo stelo reciso), tale evento ha sicuramente influito sugli equilibri generali dello sviluppo. Le capsule impollinate sono rimaste sullo stelo fiorale a maturare per diversi mesi e forse le energie vegetative si sono spostate in altra parte della pianta. 008

Vecchio esemplare
La pianta in esame è vecchia di almeno 20 anni e di anno in anno si è strutturata attorno al vecchio nucleo centrale, formando più vegetazioni. Come si può vedere nella foto a sinistra, una vecchia vegetazione ne ha strutturate due di nuove ed è la prima volta che succede. Quindi la formazione di due nuovi germogli in contemporanea è possibile, del resto è il modo con cui le orchidee simpodiali icespiscono.
Ad ogni buon conto, una pianta che presenta due o più vegetazioni fiorite, in assenza di altrettante vecchie, con o senza foglie, dovrebbe indurre i giudici a chiedere un’ispezione più approfondita. Capita ed è già successo che con la prima piantumazione in vaso, siano messe a dimora più piantine, con lo scopo di incespire più velocemente la pianta.
Nessuna conclusione da trarre.

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