Dracula severa

Il genere
Nella foto si può ammirare uno stupendo esemplare di Dracula severa, presente da anni nella collezione “Rio Parnasso”.
L’angoscia che si prova guardando i fiori assomiglianti a pipistrelli notturni ci fa comprendere come mai Luer scelse questo nome. Il genere Dracula appartiene alla sottotribù delle Pleurothallidinae. E’ stato creato nel 1978 dal dottor Carlyl Luer con la separazione dal genere Masdevallia di alcune specie dai fiori pelosi. Le varie specie di Dracula sono simili alle Masdevallia, ma si differenziano per alcuni aspetti della struttura delle foglie, e nei fiori. Le prime piante di Dracula – allora classificate nel genere Masdevallia – sono state trovate nel 1870, soprattutto nelle foreste pluviali di Colombia, Ecuador e Perù. Ora ci sono oltre 100 specie riconosciute.

Il genere
Il genere è stato chiamato Dracula per l’aspetto di ‘piccolo drago’ dei fiori, e per i suoi luoghi di endemicità: boschi ombrosi e umidi.
Le parti più importanti del fiore sono i tre sepali. Questi possono essere fusi alla base e con lunghe code alle estremità. I sepali sono spesso coperti di peli densi, di protuberanze acuminate o verruche. A fianco della colonna ci sono due piccoli petali caratterizzati da noduli sulla parte superiore, spesso di colore scuro, tanto da dare l’impressione degli occhi del piccolo drago. Il labello ha due sezioni di varie dimensioni, l’ipochilo al centro del fiore, e l’epichilo nella parte esterna. Il labello è spesso profondamente solcato e l’epichilo può essere grande e arricciato, sia verso l’alto come una barca, oppure a semicerchio. In alcune specie, il labello è mobile, essendo dotato di una cerniera poco vicino alla colonna.
I colori vanno dal bianco con sfumature di gialle, rosa, rosso sangue, al marrone scuro – quasi nero. Di solito questi colori sono presenti in una combinazione di ombre, macchie, punti, verruche o striature.

La specie
Dracula Severa (Rchb.f.) Luer
Dal latino Severus, “dura, tagliente”, riferendosi alla pubertà che nasce da punti invece di verruche.
Sottogenere: Dracula
Sezione: Dracula
Sottosezione: Dracula
Vive nella Cordigliera occidentale di Antioquia, Colombia, 1.600 m a 2.000 m

Sinonimi:
Masdevallia severa Rchb.f.
Masdevallia spectrum Rchb.f.
Masdevallia chimera var. severa Rchb.f.

E’ un parente stretto di Dracula chimera, il fiore è bianco crema, fortemente macchiato marrone rossiccio. I sepali sono caratterizzati da lunghe code scure e da estesa peluria anche al loro interno formatasi su punti scuri e pungenti e non su verruche. Un’altra caratteristica condivisa unicamente con D. chimera è il suo labello fisso, immobile, piccolo, e a forma di barca.

Dracula severa è endemica nella Cordigliera occidentale di Antioquia (Colombia) ad altezze di 1600 – 2000 metri.

Orchidea epifita di piccole dimensioni, desidera temperature fresche, buona umidità ambientale e luce soffusa. Si sviluppa in forma simpodiale producendo foglie conduplicate e petiolate che escono da foderi basali cresciuti lungo un rizoma orizzontale.

Gli steli fiorali si formano in progressione alla base delle nuove vegetazioni, escono attraverso il substrato e si allungano con struttura coriacea per circa 30-40 cm. All’apice degli steli fiorali si formano singoli fiori molto vistosi e di grande dimensione. Il colore dei fiori è ocra-carneo con numerose maculature scure dotate di punti coriacei (verruche) e pubescenti.
Il periodo di fioritura va dalla tarda primavera e, poiché gli steli fiorali si sviluppano in progressione temporale, essa si protrae per molti giorni. Ad onor del vero i fiori completamente aperti durano molto poco (da cui il sinonimo chimaera) ed inoltre sono molto sensibili alla luce ed al secco eccessivo, al punto che solamente portando fuori la pianta dalla serra, si assiste alla repentina chiusura dei fiori: vedi la prima foto in alto a sinistra.

Coltivazione:
Si consiglia di coltivare questa specie, in cestini retinati con substrato per la metà inferiore con bark e per la parte superiore che racchiude le radici, con sfagno o di miscela di torba e bark sminuzzato.
Sporadiche fertilizzazioni bilanciate, umidità elevata, temperature fresche, clima ventilato e luce ovattata da cercarsi nelle parti basse della serra.

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