Angoscia: la sindrome del collezionista di orchidee

“Domani devo portare le piante in esposizione,”cazzo”, questa è già sfiorita e quest’altra non vuol fiorire, che tragedia”!!

Chissà, forse ci capiamo solamente fra noi coltivatori di orchidee per passione, ma è inutile negarlo, ad ogni vigilia di un evento orchidofilo al quale intendi partecipare, ti prende una tale angoscia, tanto da chiuderti la gola come quel giorno che sei andato a dire sì al tuo amore.
Sabato prossimo si va tutti a portar piante alla mostra di Pordenone, e tu per scaramanzia eviti perfino di entrare in serra per paura di veder sfiorita quella pianta che ci tenevi tanto.
Poi finalmente trovi il coraggio di entrare, e… “Porca vacca, ma non potevi aspettare qualche giorno a cadere” – imprechi rivolto verso quel bel fiore di Phragmipedium Fritz Schomburg già sputato a terra – e tu, ingrata che non sei altro – esclami verso la bella Coelogine cristataguarda che roba, stai mollando tutti i fiori!! E tu, Dendochilum cobbianum della malora, ti vuoi muovere ad aprire le tue belle spighe fiorali?
restrepia-cuprea_1Ed è così che arrivi anche a promuovere una improbabile conversazione con le tue orchidee in serra, le minacci, le ricatti, ma loro rimangono lì silenti a farti un baffo, ed allora ti consoli con un soliloquio: “Come vorrei essere un giudice – mormori fra te e te – “tanto quelli là, mica hanno di questi problemi, basta verificare che la tua pianta prediletta non rientri nei loro improbabili canoni dei giudizi, per sentenziare – fuori dalle palle, pardon, dai premi – Mica sanno loro che quella tua Renanthera matutina con due steli fiorali non aperti del tutto compie 30 anni ed è ancora lì a fiorire! Chissà se loro coltivano!
Ma poi ecco quella piccola Restrepia cuprea con tanti fiori color cipria, che ti chiama dicendoti: “dai Guido, guarda me e le mie cugine, siamo stupende” ed è così che la sindrome del collezionista di orchidee si attenua per un po’… “tomorrow is another day (dopo tutto domani è un altro giorno)”.

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