Masdevallia

Storia, storie di tragici destini, immaginate che siano le orchidee a raccontarveli.

Basta che guardiate le foto e indovinerete subito il nome del grande genere di orchidee al quale apparteniamo, siamo in tante sapete! Ma non vi vogliamo tediare con tutti i nostri nomi di specie; vi racconteremo le avventure e le tragedie che ci hanno accompagnato in Europa ed ora anche nelle vostre collezioni.

Il nostro genere (Masdevallia) è stato costituito nel 1794 dai botanici spagnoli Hipolito Ruiz Lopez (1754-1816) Josè Antonio Pavon (1754-1840). Il nome è stato dato in onore di José Masdevall, medico e botanico alla corte di re Carlo III di Spagna. Eravamo sul finire del 1700 quando Carlo III re di Spagna promosse una serie di spedizioni scientifiche nei suoi possedimenti d’oltre mare per conoscere e pianificare lo sfruttamento delle risorse delle colonie.

Anche il botanico francese Bernard De Jussieu è interessato allo studio della flora andina e per farlo, intende inviare il suo aiutante Joseph Dombey (1742-1794) in Perù (dove si trova l’albero da cui estrarre il chinino), ma quei luoghi non sono colonie francesi e quindi si stipula un accordo di compromesso, nel quale Dombey è solo “accompagnatore”, con l’impegno di lasciare alla corona spagnola una copia di tutte le sue piante raccolte, ed anche gli appunti e disegni relativi.

Tragico destino Nel 1784 Dombey inviò il suo materiale in Francia su “El Peruviano”. Ruiz e Pavon invece, organizzarono la loro raccolta in 53 casse e la caricarono sul “San Pedro de Alcantara” ma la nave naufragò ed il prezioso carico andò irrimediabilmente perduto.Ma la storia non finì così, durante la navigazione, El Peruviano fu intercettato e catturato da un vascello da guerra inglese nei pressi delle coste portoghesi.

Sbarcati a Lisbona, gli inglesi venderono all’asta il carico rastrellato su “El Peruviano”, che venne prontamente acquistato da un emissario spagnolo per conto del Re. Però gli inglesi trattennero furbescamente le copie di tutta la documentazione scientifica raccolta da Dombley, e restituiscono solo gli esemplari unici del materiale di Dombey. Dombey non si curò del suo materiale che prese la strada dell’Inghilterra dove verrà in parte descritto e pubblicato a Londra, nonostante gli accordi che proibivano espressamente di divulgare i risultati della spedizione prima che fossero pubblicati in Spagna.

Doveva uscire una grande opera a cura di Ruitz e Pavon “Flora Peruviana et Chilensis” prevista in sette volumi e cinque supplementi, ma nel 1816, con la morte di Ruiz la pubblicazione si interruppe dopo il terzo volume. Il quarto volume era quasi terminato ma Pavon, rimasto da solo pensò bene di sospendere le pubblicazioni e di vendere, non solo tutto il materiale in sua custodia presso “Oficina Botanica” di Madrid, ma anche le raccolte di un’altra spedizione messicana che il governo spagnolo gli aveva affidato, attribuendosele come sue. Tutto quel materiale è oggi disperso in vari erbari, a Ginevra, al Brtish Museum, all’erbario di Firenze, e in altri erbari europei.

Il Genere Masdevallia Il nostro è un grande genere appartenente alla sottotribù delle Pleurothallidinae. Siamo oltre 500 specie; più di metà descritte negli ultimi anni da Carlyle A. Luer e raggruppate in diversi sottogeneri. Siamo native dal Messico al Brasile meridionale, ma soprattutto nelle regioni più alte (2500-4000) delle Ande dell’Ecuador, della Colombia, del Perù e della Bolivia. Viviamo come epifite, a volte terrestri o litofite su anfratti rocciosi umidi. Ci sviluppiamo su brevi rizomi striscianti da cui appaiono pseudobulbi minuti. All’apice degli pseudobulbi formiamo foglie verdi, carnose, liscie, ovate o lanceolate.

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Un primo libro sul nostro genere apparve sul finire del dicianovesimo secolo in “The genus Masdevallia”(1896). Da quei tempi ormai lontani ad oggi, il nostro genere ha subito e continua a subire molte revisioni. La più recente, non accettata da tutto il mondo scientifico della botanica è frutto di uno studio sul DNA di Carlyle A. Luer.

Carlyle A. Luer, a seguito di una malattia smise la sua professione di chirurgo a 62 anni e si dedicò alla botanica. Amico dei Selby, si recava spesso al Mary Selby Botanical Garden,(importante fondazione americana per lo studio e la classificzione delle piante), per dialogare con il direttore Calaway Dodson ed è proprio in occasione di una disquisizione su una pianta del genere Pleurothallis, che prende corpo l’idea di avviare uno studio, basato sulle nuove opportunità della scienza, sulle Pleurothallidinae.…”Luer, C. A. 2006. A reconsideration of Masdevallia (Orchidaceae). Monogr. Syst. Bot. Missouri Bot. Gard. 105: 1-20.” A seguito di questi studi, il nostro grande genere è stato suddiviso in 19 sub generi dei quali 16 convalidati come nuovi generi: Acinopetala, Alaticaulia, Buccella, Byrcella, Fissia, Luzana, Megema, Petalodon, Pteroon, Regalia, Reichantha, Spectaculum, Spilotantha, Streptoura, Triotosiphon e Zahleria. Bene, il nostro racconto finisce qua, senza pretesa e senza recriminazioni, prendeteci per quel che siamo ammirate la delicatezza ed il fascino discreto dei nostri fiori, il resto è un’altra storia.

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