Cynorkis fastigiata

Orchidea bambina.

Oggi presento una strana orchidea, lei nasce da sola, cresce, fiorisce e poi torna a dormire nel substrato dove è nata, e così il ciclo si ripete anno su anno: Cynorkis fastigiata Thouars 1822 . E’ un mistero, come riesca a colonizzare e nascere nei vasi di altre orchidee, probabilmente i suoi piccolissimi semi (è autofecondante) sono trasportati da qualche insetto o dal movimento dell’aria nell’ambiente. Noi due siamo diventati amici, quest’anno l’ho scoperta fiorita nel vaso di un Phragmipedium, vi garantisco che per un orchidofilo, questa è una bella emozione.


Cynorkis fastigiata Thouars 1822 – SEZIONE: Cynorkis

Orchidea endemica nelle Seychelles, nel Madagascar, isole Comore e Mascarene. Il suo areale trova sviluppo ai bordi delle foreste fluviali e sempreverdi, alla base degli alberi, tra le rocce e nelle praterie.
Pianta di piccole dimensioni da clima intermedio a sviluppo misto, epifita o occasionalmente terrestre, ad altitudini che vanno da 100 a 2000 metri. Produce ceppi di foglie lanceolate, fiorisce in primavera e in autunno su esili steli all’apice dei quali si aprono in successione gruppi di fiori delicati.

Il genere Cynorkis
Cynorkis Thouars, 1809, conta oltre 150 specie, diffuse in Africa.
Raggruppa specie sia terrestri che epifite, dotate di infiorescenze racemose i cui fiori sono spesso ricoperti da una fitta peluria, con petali e sepali a volte parzialmente fusi a formare un cappuccio e labello dotato di un piccolo sperone.
Alcune specie, fra le quali anche Cynorkis fastigiata (vedi foto sopra) sono autofecondanti e di facile germinazione.

Acianthera saundersiana

Acianthera saundersiana (Rchb.f.) Pridgeon & M.W.Chase: PRIDGEON, Alec M.; CHASE, M.W.: A phylogenetic reclassification of Pleurothallidinae (2001)

Basionimo:
Pleurothallis saundersiana Rchb.fil: REICHENBACH, Heinrich Gustav fil.: New Plants: Pleurothallis saundersiana Rchb.fil (1866)

Sinonimi:
Specklinia saundersiana (Rchb.f.) F.Barros, Hoehnea 10: 110 (1983 publ. 1984).
Nome di specie dedicato in onore di William Saunders (1836-1914).
William Saunders, appassionato di piante è nato in Inghilterra e si è trasferito in Canada nel 1848. In qualità di farmacista, naturalista e agricoltore, i suoi interessi lo hanno portato a proseguire gli studi scientifici al fine di migliorare il momdo vegetale.
Pianta epifita di piccole dimensioni a sviluppo strisciante. E’ endemica in Colombia, Bolivia, Perù e Brasile sudorientale. Vive a varie altitudini, dal livello del mare fino a 2000 m attaccandosi ai rami di piccoli alberi, con le radici che si formano lungo un rizoma orizzontale dal quale spuntano piccoli steli avvolti da un paio di guaine tubolari e dotati di un unica foglia verde, alla cui base, in autunno si formano singoli fiori (5x7mm), tutti rivolti in un unica direzione.
Per ottenere una buona coltivazione conviene sistemare la pianta su spezzoni di rami di legno rigido: umidità costante temperature da serra intermedia e luce leggermente filtrata.

Masdevallia impostor e Masdevallia stenorhynchus

Alaticaulia impostor (Luer & R.Escobar) Luer, Icon. Pleurothallid. 28: 5 (2006).
Basionimo: Masdevallia impostor Luer & R.Escobar, Orquideologia 13: 166 (1979).
Il genere Masdevallia ha subito in vari periodi, nuove sistemazioni tassonomiche, l’ultima è opera di Luer che in buona sostanza eleva a generi molti sottogeneri: Acinopetala, Alaticaulia, Buccella, Byrcella, Fissia, Luzana, Megema, Petalodon, Pteroon, Regalia, Reichantha, Spectaculum, Spilotantha, Streptoura, Triotosiphon e Zahleria, allo stato attuale, metà specie del genere Masdevallia
Ad ogni buon conto il collezionista si trova in difficoltà, non solo per i continui rimescolamenti di genere, ma anche per l’identificazione delle varie specie.

Masdevallia stenorhynchus Kraenzl. 1922.
Capita spesso, ad esempio, di confondere Masdevallia impostor con Masdevallia stenorhynchus – vedi foto.

Masdevallia impostor, ora riclassificata da Luer come Alaticaulia, viene dal Venezuela, dalla Colombia e dall’Ecuador. Il nome di specie, impostor, che significa “ingannatore”, dà già il senso della difficoltà di identificazione. La differenza dei fiori fra le due specie è effettivamente minima, l’elemento che consente la discriminazione con una certa sicurezza è la diversa struttura morfologica; foglie più corte ed esili di Masdevallia stenorhynchus

Polystachya maculata

Il fascino discreto delle orchidee generose
Il panorama orchidofilo presenta diverse varietà di orchidee cosiddette “generose”. Generose per abbondanti fioriture o per la bellezza dei loro fiori, Polystachya maculata vi sorprenderà perchè sarà sempre fiorita.
Non ci credete? E’ proprio così. Vegeta velocemente e quando gli pseudobulbi giovani mostrano le nuove infiorescenze, quelle dei vecchi mantengono ancora qualche fiore perfetto.
Oltre alla longevità dei suoi fiori Polystachya maculata è anche una specie molto facile da coltivare.


Polystachya maculata P.J.Cribb, Orchidee (Hamburg) 35: 233 (1984).
SEZIONE Cultriformis [Thouars] Sprengel

Come già scritto nel capoverso introduttivo, i suoi fiori sono di lunga durata, spuntano in progressione e spesso anche più volte all’anno, creando l’effetto della fioritura persistente sia sulle infiorescenze giovani che su quelle vecchie, da cui l’origine del nome di genere “Polystachya”
per l’appunto.
E’ un’orchidea epifita africana endemica nel Burundi. La pianta è di dimensione medio piccola ed i fiori seppur piccoli (1 cm) sono abbastanza vistosi, sia per il colore chiaro del labello, per il giallo verde e le maculature dei petali e dei sepali, da cui deriva il nome di specie “maculata”.

Coltivazione
Polystachya maculata vive bene a temperature intermedie (tra 18 2e 22°C e quindi in sintonia anche con le condizioni casalinghe), luce filtrata, buona umidità e circolazione d’aria. Tenere la pianta abbondantemente annaffiata durante la crescita degli pseudobulbi e rallentare le bagnature quando questi sono maturi: fertilizzazioni regolari ogni una o due settimane con concime equilibrato.

Il genere
Il genere Polystachya è stato stabilito da Hooker 1824 SOTTOFAMIGLIA Epidendrodeae, TRIBU’ Epidendreae, SOTTOTRIBU’ Adrorhizinae.
Specie tipo: Polystachya luteola Hooker nome illegale 1824 = Epidendrum minutum Aubl. 1775 = Polystachya minuta [Aubl.]Hooker 1845 = Polystachya concreta [Jacq.] Garay & Sweet 1974
Questo genere è endemico a partire dall’Africa tropicale, Caraibi, Florida, Messico, Brasile e verso l’est attraverso il Pacifico, fino all’Asia Sud-Orientale e l’Indonesia.

Il genere Polystachya è costituito da piante abbastanza rustiche, ma è molto difficile generalizzare sulle loro esigenze colturali poiché i loro aerali sono caratterizzati da ambienti assai diversificati (foresta densa, montagna, pianura) e distribuiti su vari continenti. Su un totale di 450 specie riconducibili al genere Polystachya, 250 sono endemiche nel continente africano, alcune poco conosciute e poco studiate, la cui classificazione richiederebbe una revisione.

Nidema boothii

Il genere Nidema è composto da due specie: N.ottonis; N.boothii


Nidema boothii (Lindl.) Schltr.
Pubblicazione in: Repertorium Specierum Novarum Regni Vegetabilis, Beihefte 17: 43. 1922. (30 Dic. 1922)

Basionimo
Maxillaria boothii Lindl. (1838)
Pianta raccolta in Guatemala da George Ure Skinner, Esq., introdotta in Europa (collezione di Sir Charles Lemon a Carclew), dal capitano Sutton, dove è fiorita nel mese di maggio 1838..
Pubblicazione in: Edwards Botanical Register 24: misc. 52-53. 1838. (Luglio 1838)

Sinonimi
Epidendrum boothii (Lindl.) LO Williams
Pubblicazione in: Annali del Missouri Botanical Garden 26 (4): 282. 1939.

Nidema boothii (Lindl.) Schltr. Come si è già scritto sopra, questa specie è stata descritta da John Lindley nel 1838 come Maxillaria boothii, sulla base di una pianta raccolta da George Ure Skinner in Guatemala. Lindley nominò questa specie in onore del suo amico William Booth Beattie che gli fornì notizie utili alla descrizione. Successivamente Rudolf Schlechter la trasferì nel genere Nidema in Repertorium Specierum Novarum, Beihefte nel 1922.

Nidema boothii è molto diffusa in vari paesi dell’America centrale e del Sud America; è endemica dal Messico a Panama e anche a Cuba e Suriname. Vive nelle foreste tropicali umide fino a 1.500 m di altitudine.

Specie a sviluppo cespitoso con pseudobulbi a forma ovoidale leggermente compressi (2,5-6 cm di lunghezza), distribuiti lungo un rizoma strisciante a intervalli di 1-3 cm. Gli pseudobulbi formano una o due foglie lineari che misurano 6-25 cm di lunghezza e 8-15 mm di larghezza all’apice. Le infiorescenze si sviluppano su esili steli usciti prima della completa maturazione dei nuovi pseudobulbi. Ogni racemo, che può giungere fino a a 12 cm di lunghezza, porta da 2 a 6 fiori fortemente profumati. I sepali e petali sono di color bianco o verde-bianco e il labello è crema tinto di giallo alla base.

Coltivazione
Nidema boothii, seppur di piccole dimensioni è una pianta disordinata ed esce presto dalla zattera o dal cestino su cui vive. Ombreggiatura del 50-70% e generose bagnature durante i mesi più caldi. Le piante desiderano un periodo di riposo secco fresco durante l’inverno, addiritura, le bagnature in questo periodo compromettono le vegetazioni mature. Durante l’inverno sono sufficentii temperature di 10-12°C.