Comunque la si chiami è una specie deliziosa e, nella nobile tradizione del suo genere, emana un piacevole aroma notturno.
Presentazione
Con il passare degli anni le nostre collezioni crescono per qualità e per numero di orchidee, alcune le acquistiamo, altre ci vengono regalate da amici collezionisti. Lo scambio di piante è forse il migliore aspetto dei rapporti fra collezionisti: si risparmia negli acquisti e si aumenta la possibilità di sopravvivenza delle nostre orchidee.
Le nuove piante trovano qualche angolo della serra, crescono… e se tutto va bene, dopo qualche anno ti pagano con la loro prima fioritura.
La specie che presento in questo post mi è stata donata da un carissimo amico di Udine, quasi a volerla mettere al sicuro – tienila tu – mi disse – così sono sicuro che più avanti la vedrò fiorita.
Già! Con che nome la presento? Mi verrebbe di scrivere Brassavola perrinii, ma recentemente una parte di studiosi della botanica hanno stabilito che il suo nome accettato è Brassavola tuberculata
Qualche nota tassonomica
La tassonomia, sia del mondo animale che di quello vegetale è una scienza basata su regole ferree – sistema binomiale e rigidità assoluta nei nomi assegnati. Soprattutto nel passato, è capitato e purtroppo capita ancora, che la stessa specie sia descritta in epoche diverse e con nomi diversi. Nella famiglia delle (Orchidaceae Juss., 1789) il problema dei nomi diversi, assegnati alla stessa specie, se non una costante, è una norma, che poi i tassonomi risolvono con l’indicazione di un nome accettato e di seguito tutti gli altri come sinonimi. Bella idea, si dirà… ma la confusione regna sovrana.
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