L’orchidea delle mangrovie…Brassavola tuberculata e/o Brassavola perrinii

Comunque la si chiami è una specie deliziosa e, nella nobile tradizione del suo genere, emana un piacevole aroma notturno.

Presentazione
Con il passare degli anni le nostre collezioni crescono per qualità e per numero di orchidee, alcune le acquistiamo, altre ci vengono regalate da amici collezionisti. Lo scambio di piante è forse il migliore aspetto dei rapporti fra collezionisti: si risparmia negli acquisti e si aumenta la possibilità di sopravvivenza delle nostre orchidee.
Le nuove piante trovano qualche angolo della serra, crescono… e se tutto va bene, dopo qualche anno ti pagano con la loro prima fioritura.
La specie che presento in questo post mi è stata donata da un carissimo amico di Udine, quasi a volerla mettere al sicuro – tienila tu – mi disse – così sono sicuro che più avanti la vedrò fiorita.
Già! Con che nome la presento? Mi verrebbe di scrivere Brassavola perrinii, ma recentemente una parte di studiosi della botanica hanno stabilito che il suo nome accettato è Brassavola tuberculata

Qualche nota tassonomica
La tassonomia, sia del mondo animale che di quello vegetale è una scienza basata su regole ferree – sistema binomiale e rigidità assoluta nei nomi assegnati. Soprattutto nel passato, è capitato e purtroppo capita ancora, che la stessa specie sia descritta in epoche diverse e con nomi diversi. Nella famiglia delle (Orchidaceae Juss., 1789) il problema dei nomi diversi, assegnati alla stessa specie, se non una costante, è una norma, che poi i tassonomi risolvono con l’indicazione di un nome accettato e di seguito tutti gli altri come sinonimi. Bella idea, si dirà… ma la confusione regna sovrana.
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Sandro Giorgi ci ha lasciati… oggi le esequie

Ho appena ricevuto questa notizia ed ho un forte nodo alla gola:

Gentile Sign. Guido,
ricordo il Tuo bellissimo articolo “Oncidium bifolium a Chiavari: un bel racconto italiano”. Ebbene, mi spiace informarTi che il mio caro amico Sandro Giorgi in foto nell’articolo è mancato prematuramente (oggi le esequie strettamente private) continuando la drammatica e maledetta “tradizione” che già vide mancare il fratello Giulio in giovane età.
Sandro era l’ultimo in famiglia a capirsi di orchidee e temo che la già rinomata Giorgi-Lecoufle vada in estinzione.
A.V

L’orchidologia italiana, veramente tutta, perde una figura importantissima, ciao Sandro… chissà cosa pensa quell’Oncidium immenso, che posa al tuo fianco: buon viaggio.

Sentite condoglianze alla famiglia Giorgi, così duramente colpita.

Guido De Vidi

Dendrobium amabile… e le sue incertezze tassonomiche

Una specie molto bella, rara e con qualche incertezza tassonomica

Ho fatto abbastanza fatica a mettere insieme notizie esaustive a riguardo di questa specie, per altro molto interessante. Innanzi tutto i soliti problemi di tassonomia.
Altro motivo di incertezza è il grado di relazione fra questa specie e/o un ibrido naturale.
Per il momento presento questa specie chiamandola con il nome che esprime con immediatezza le sue doti: Dendrobium amabile.
La specie

Dendrobium amabile (Lour.) O’Brien 1909
Sezione: Callista (Lour.) Schltr.
Sinonimi:Callista amabilis Lour. 1790;
Callista thyrsiflora (Rchb.f. ex André) M.A.Clem. 2003;
Dendrobium bronckartii De Wild. 1906;
Dendrobium densiflorum var. alboluteum Hook.f. 1869;
Dendrobium galliceanum Linden 1890;
Epidendrum callista Raeusch. 1797;
Dendrobium furcatum Reinwardt & Lindley.
Origine del nome di specie: dal latino “amabile”…bello, piacevole.
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Vanda tricolor suavis MO/AIO “Orchids and Wine 2011”

Quel “gigante buono” esposto alla mostra di Mezzocorona, stupore ed ammirazione del pubblico, ha molte cose da raccontare:

…”quel gigante buono non esiste più. Un po’ di lui è rimasto in trentino, il rimanente si è fatto in otto per ritornare più bello e più grande di prima. Per fortuna la vita vegetale per auto conservarsi consente, anzi, necessita di questa operazione, che noi orchidofili definiamo ‘DIVISIONE’. Bene…sette delle nuove divisioni, il cui nome rimane Vanda tricolor suavis MO/AIO “Orchids and Wine 2011” sono a vostra disposizione ;)”…

Il gigante buono com’era nella sua ultima ed unica esposizione

Vanda tricolor, Lindl.
E’ stata introdotta nelle coltivazioni europee nel 1846 proveniente da Java tramite *Thomas Lobb, che l’ha scoperta nella parte occidentale dell’isola, a 100-1200 metri di altitudine, dove viveva e vive principalmente sugli alberi di grandi dimensioni.

V. suavis si distingue per il colore bianco del fondo dei suoi fiori, che è giallo pallido nella V.tricolor
Bot. Eeg. 1847, sub t. 59 ; Bot. Mag. t. 4432, PI. des Serres, 1850, torn. vi. t. 641 ;
Veitchs’ Man. Orch. PI. pt. vii. p. 106.

* Thomas Lobb (1817-1894) è nato in Cornovaglia ed ha vissuto a Perranarworthal e Egloshayle, vicino Wadebridge. All’età di 13 anni inizia la sua attività nel campo orticolo nella ditta Veitch dove da 3 anni lavorava suo fratello William. Per Thomas Lobb, l’ avventura di cacciatore di orchidee ha inizio verso il 1840 con i suoi primi viaggi ad oriente. Le sue spedizioni si caratterizzano per la massima libertà d’azione conferitagli dalla ditta Veitch e dalle limitate e mirate raccolte di nuove specie e di orchidee. Nei suoi viaggi esplorò l’isola di Giava dove raccolse diverse nuove specie, poi si spostò in India, in Birmania, nel Borneo e poi ancora ad est fino alle Filippine. Fra le tante specie trovate da Thomas Lobb vanno ricordate: Aerides fieldingii, Bulbophyllum lobbi, Calanthe rosea, Coelogyne speciosa, Paphiopedilum barbatum, Paphiopedilum villosum, Pleione maculata, Vanda coerulea e Vanda tricolor
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