L’albero parlante. La storia comincia quando lei, giovane acacia spinosa nata spontaneamente lungo il rio Parnasso, si trovò a vivere una curiosa avventura. Oggi è una giornata uggiosa, fuori piove e le chiome degli alberi stanno godendosi l’acqua che bagna le loro foglie io cammino lungo la stradina. Quell’acacia ormai vecchia, ma ancora austera, mi chiama: “Ragazzo, ti ricordi come sono giunta da te?” … “eee certo che me lo ricordo” risposi all’acacia” … e intanto la mente mi porta indietro negli anni. A quei tempi ero innamorato del portamento dei vecchi alberi, che incontravo sulla strada verso Postumia in territorio carsico. Pur storti dalla bora e dagli anni, erano ancora carichi di fascino e dignità. Erano alberi di Robinia Pseudoacacia ‘Umbraculifera’, un albero ornamentale con un fogliame simile all’Acacia . Mi affascinava la loro forma sferica, la loro chioma densa e globosa, e soprattutto l’assenza di spine.
Preso dalla febbre botanica che porta a desiderare tutto, un giorno decisi di procedere ad un inusuale innesto. Eravamo in primavera quando mi procurai qualche ramoscello di Robinia Pseudoacacia ‘Umbraculifera’, ed iniziai le operazioni canoniche di innesto legnoso su supporto di acacia comune spinosa. Durante i lavori passò di là Arturo, vecchio contadino di lungo corso. Il vecchio contadino si fermò esterefatto e chiese: “cossa situ drio far”... (cosa stai facendo) – “incalmar na robina – (innestare una robina)“ – risposi! Ricordo ancora adesso la faccia di Arturo che borbottava interdetto: “go 80 ani e fasso el contadin da na vita, ma no go mai visto incalmar na robina…- (ho 80 anni e faccio il contadino da una vita ma non ho mai visto innestare una robina) – mentre se ne andava ridendo. Son passati più di 50 anni da allora ed eccolo il capolavoro botanico: la ex giovane acacia nostrana con la testa ombrosa della Robinia Pseudoacacia ‘Umbraculifera’ raccolta lungo la strada istriana, ora vecchio testimone di tempi andati, fra le acque del rio Parnasso ed i gigli di San Luigi. Però non fiorisce la Robinia Pseudoacacia ‘Umbraculifera’, peccato.
Una miniatura leggiadra, invasiva, e difficile da far fiorire. Non è molto comune trovare in vendita questa specie. Io ho avuto in omaggio una divisione di una pianta acquistata a Peterbobough (UK) nel 2007. ORIGINE / HABITAT: Cuba. La specie è stata trovata nella parte orientale dell’isola. Non sono disponibili ulteriori notizie sulla sua area di endemicità, ma nella descrizione originale, Moir riferisce che la pianta è stata trovata sulla costa settentrionale. Si presume che, dato il portamento del suo sviluppo, Tolumnia hawkesiana sia un’orchidea epifita arrampicata sui ramoscelli degli alberi. Il nome di specie è stato dato in onore di John Gregory Hawkes, genetista e botanico inglese ( 1915 – 2007)
Distribuzione: Cuba (Caraibi, America del Sud) Descrizione: WWG Moir come Oncidium hawkesianum Moir Phytologia 15 (1): 7. 1967 [giugno 1967] Successivamente spostata di genere da Braem: Tolumnia hawkesiana (Moir) Braem Orchidee (Hamburg) 37 (2): 59. 1986. La pianta descritta era in coltivazione nel giardino di WWG Moir, Honolulu, Hawai, che racconta: “Ottenuta da amico a Honolulu che ha riferito che è stata raccolta da qualche parte nella provincia di Oriente, Cuba, marzo 1954. La descrizione è correlata con due diapositive a colori dei fiori presenti nel foglio dell’erbario”.
Coltivazione Tolumnia hawkesiana è una specie di facile coltivazione, ma difficile da far fiorire nelle nostre serre. Per ottenere buone fioriture è consigliabile sistemare la pianta nella parte più luminosa e calda della serra. L’unica cura necessaria è quella di mantenere sempre umide le sottilissime radici aeree. Come si può notare dalle foto, la pianta ha uno sviluppo aereo e disordinato. Ben presto occupa tutto il supporto sul quale è stata collocata e va a colonizzare anche spazi destinati ad altre orchidee. Consiglio di sistemare le vegetazioni della pianta, su di un supporto legnoso con letto di sfagno ed appenderla ad una rete metallica, che fungerà da ancoraggio aereo delle nuove vegetazioni.
Tolumnia Hawkesiana Tolumnia Hawkesiana è originaria di Cuba e precisamente è stata trovata nella parte orientale dell’isola, sugli arbusti della costa sud. Tolumnia hawkesiana ex Oncidium hawkesianum, è una specie del genere Tolumnia. Questa specie è stata descritta da Guido Jozef Braem nel 1986. Descrizione: È un’epifita a sviluppo ramificato di dimensioni ridotte, a clima caldo. Raggiunge dimensioni di 3 cm, con uno stelo corto completamente avvolto da foglie distiche, imbricanti, conduplicate, serrate, acute, lunghe 2,0-2,5 cm e larghe circa 0,7 cm disposte a forma di ventaglio, fiorisce su steli lunghi fino a 8 cm, snelli, eretti, mostrando da 2 a 5 fiori su infiorescenze racemose verso l’apice. I petali di entrambi i vortici sono verdastri con colorazione rosa. Il labello è rosa brillante con una cresta giallo scuro.
Fiori appena apertiFiori pigmentati di rosa.
Nota: La pigmentazione rosa del labello è più marcata con la maturazione dei fiori, cioè qualche giorno dalla loro apertura. Sulla cresta del labello ci sono escrescenze coniche. Su entrambi i lati della colonna ci sono piccole ali appuntite. Tolumnia Hawkesiana ha bisogno di un livello di luce di 20000-30000 lux. Queste piante richiedono una luce relativamente brillante e diffusa, ma non alla luce diretta del sole e in ambiente ventilato. Temperatura: La temperatura media estiva è di 32-33 ° C durante il giorno, 22-23 ° C di notte, con una differenza giornaliera di 10-11 C° In inverno, le temperature medie giornaliere sono di 28-29 C° e di notti 18 ° C, con un’ampiezza delle fluttuazioni giornaliere di 10-11 ° C. Umidità: Vista l’abitudine vegetativa di questa specie, è consigliabile sitemare i suoi sviluppi su supporti che consentano un sostegno in libertà, da ciò la pianta ha bisogno che l’umidità media sia del 75-80% per la maggior parte dell’anno, e alla fine dell’autunno e all’inizio dell’inverno è addirittura dell’85%. Nei luoghi di endemicità di questa specie, le precipitazioni piovose sono da moderate a forti per gran parte dell’anno. Per un periodo di circa 3 mesi in inverno, la piovosità media è leggermente inferiore, ma le condizioni sono solo piuttosto meno umide che secche. Le piante coltivate dovrebbero essere innaffiate abbondantemente durante la crescita attiva, ma le loro radici devono asciugarsi rapidamente dopo l’irrigazione. Fertilizzante: Durante la crescita attiva, la pianta deve essere concimata settimanalmente con dosi ridotte di concime solubile bilanciato. Giova ricordare che un fertilizzante con un alto contenuto di azoto dalla primavera alla piena estate ha un effetto positivo sullo sviluppo di nuovi incrementi e un fertilizzante con una maggiore quantità di fosforo somministrato prima del periodo di riposo migliora la loro fioritura e maturazione. Periodo di riposo: In inverno, Tolumnia hawkesiana ha bisogno di meno acqua, ma non può mai asciugarsi completamente o rimanere senza acqua per più di qualche giorno. La fertilizzazione dovrebbe essere ridotta o eliminata fino a quando non compaiono nuove crescite in primavera e iniziano annaffiature più abbondanti.
Lockhartia. lunifera fiori: collezione rio Parnasso.
Classificazione scientifica Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Asparagales Famiglia: Orchidaceae Sottofamiglia: Epidendroideae Tribù: Cymbidieae Sottotribù: Oncidiinae Genere: Lockhartia Specie: Lockhartia. lunifera (Lindl.) Rchb. f. 1852 Lockhartia lunifera è un’ orchidea epifita. Le piante fioriscono in primavera e in estate con diversi fiori larghi 2 cm. Questa specie vive in Brasile
Coltivazione: coltivare questa specie a temperature intermedie o calde, in ombra parziale a buona luce. Durante l’inverno dare alle piante una leggera secchezza tra le annaffiature. Acqua circa una volta alla settimana. Vasi piccoli con corteccia di abete media. Nome comune: Lockhartia mezza luna. (i sepali formano la luna calante) Sinonimi: Fernandezia lunifera Lindley 1831 – Fernandezia robusta Klotsch non Batem. ?
Nome comune: Lockhartia mezza luna. (i sepali formano la luna calante)Lockhartia. lunifera: pianta collezione rio Parnasso.
Lo spunto per questo racconto lo da’ un famoso ibrido primario di Vanda, generato artificialmente, il primo ad essere riconosciuto dalla comunità scientifica: Vanda Miss Joaquim”Agnes”. Già con questa prima affermazione si corre il rischio di commettere un’inesattezza perché parte della letteratura ufficiale sostiene che Vanda Miss Joaquim sia un ibrido naturale tra Vanda teres (Birmania) x Vanda hookeriana (Malesia), nato casualmente nel giardino della famiglia Joaquin, però non mancano i dubbi e c’è chi, per altro con motivazioni forti, afferma che non si tratta di ibrido naturale, bensì frutto di un incrocio creato artificialmente dalla signorina Agnes Joaquim.
La storia si fa quindi affascinante e soprattutto depone a favore delle donne, troppo spesso elevate ad emblema del “prototipo di orchidofile principianti a vita” comunemente chiamate “ signora Maria”.
Agnes Joaquim.
I luoghi della storia Lo scenario della nostra storia si svolge nella Singapore coloniale del 1800, terra di conquista e di asilo per molti popoli. Tra le importanti migrazioni di quei tempi si inserisce anche la diaspora degli armeni, giunti seppur in numero esiguo anche nelle estreme terre d’oriente. Agnes, la figlia più anziana di Parsick e Maria Joaquim, (di origine Armena) nasce a Singapore il 7 aprile 1854. Parsick era un commerciante affermato nel settore della floricoltura locale e partecipava attivamente ai comitati dei giardini botanici di Singapore. L’interesse di Parsick per l’orticoltura e l’amore per i fiori della moglie Maria sono stati terreno fertile per trasmettere ai loro 11 figli, la passione per il giardinaggio e la floricoltura. La famiglia Joaquim era molto attiva nella produzione di ortaggi e piante particolari, conquistava moltissimi premi e riconoscimenti alle esposizioni annuali dei fiori. Presto la signorina Agnes si distingue per raffinatezza e amore per la coltivazione delle orchidee, la sua passione è ovviamente facilitata dal clima di Singapore, particolarmente favorevole.
Vanda Miss Joaquim
Vanda teres
Nel suo giardino, cresccono molte specie di orchidee e fra tutte, primeggiavano le Vanda. Fra le varie specie, Agnes coltiva anche una Vanda molto originale, assomiglia moltissimo alla Vanda teres, ma il labello è sostanzialmente diverso, e simile piuttosto, a quello della Vanda hookeriana. All’inizio di 1893, la signorina Agnes mostrò questa sua pianta a Henry Ridley, direttore dei giardini botanici di Singapore. Ridley esaminò con molta attenzione le particolarità di questa pianta fiorita e dopo attenta osservazione trasmise le sue conclusioni al Gardeners’ Chronicle. Era il 24 giugno 1893, quando l’autorevole giornale pubblicò la notizia. In quell’occasione, Ridley descrisse la pianta come ibrido e inviò inoltre, alcune divisioni a suo amico sir Trevor Lawrence. Trevon Lawrence, nella sua residenza di Burford curava una delle collezioni più importanti della Gran Bretagna (oltre 3000 specie) ed era molto considerato dagli orchidologi del tempo. La prima fioritura europea della Vanda giunta da Singapore fu presentata da Trevon nel Giugno del 1897 in occasione di una mostra reale dell’orticoltura a Londra, dove la Vanda vinse il primo premio per la sua categoria. Sir Trevon portò a fioritura la Vanda Miss Joaquin, due anni prima che fosse poi presentata a Singapore, ma onestamente riconobbe tutto il merito del successo al suo giardiniere Sig. W.H. White, uno dei primi coltivatori inglesi di orchidee del tempo.
La presentazione di una orchidea rara Con queste presentazioni, la pianta di Vanda della Signorina Agnes ebbe uno strepitoso successo in Inghilterra, chissà se il motivo non sia da ricercarsi sulla popolarità del suo esibitore (prestigioso orchidofilo) e non di una sconosciuta donna di origine coloniale.Tuttavia sin dall’inizio fu riconosciuto ad Agnes Joaquin l’accreditamento per la generazione dell’ibrido. Più avanti, anche a Singapore nel 1890, in occasione della presentazione ufficiale della prima fioritura della Vanda Miss Joaquim è stata considerata una sua creazione. Purtroppo la signorina Agnes non presentò mai una relazione dettagliata delle sue sperimentazioni, ad esempio non fu mai reso noto quale dei due genitori fosse stato usato come maschio impollinatore e non esiste neanche la dimostrazione pratica delle metodologie di germinazione asimbiotica in ambiente sterile (boccette di vetro).
La maggior parte delle titubanze dei tassonomi e botanici poggiava proprio sul fatto che in quel tempo e soprattutto una donna non poteva disporre di conoscenze teoriche e strumenti tecnici per poter ottenere simili risultati. Le tesi favorevoli all’ipotesi di ibridazione artificiale ottenuta dalla signorina Agnes sostenevano che, anche altri dilettanti dell’epoca si fossero cimentati con successo nelle semine e comunque, qualora quella pianta fosse veramente il frutto di un ibrido naturale, come mai l’ibridazione si è verificata solamente nel giardino della signorina Agnes? La storia rimane sospesa, e le due fazioni, quella favorevole all’incrocio artificiale da una parte e i sostenitori diibridazione naturale dalla parte opposta.
Un ibrido di enorme successo Il successo della Vanda Miss Joaquim fu talmente dirompente da diventare fatto di costume e di valenza economica. Negli anni 20 prese impulso la produzione su grande scala. Tutto ebbe inizio, quando Leste William Bryan in visita ai giardini botanici di Singapore, acquistò 28 divisioni di Vanda Miss Joaquin e li portò a Hilo (Hawai) per avviare una coltivazione intensiva. Poi anche Harold Lione iniziò la coltivazione a Honolulu ed altri a Manila. In pratica negli anni 30 si coltivava questa orchidea in tutti i paesi tropicali.
Durante la seconda guerra mondiale, le truppe americane usarono massicciamente i fiori di questa orchidea per inviarli alle mogli e fidanzate negli USA. Solamente negli anni 60, con l’arrivo di moltissime nuove ibridazioni e causa l’esuberanza della produzione di fiori recisi, la Vanda Miss Joaquim attraversò una stagione di crisi.
Vanda Miss Joaquim, fiore nazionale di Singapore Molti paesi al mondo hanno scelto come fiore nazionale un’orchidea, tutti hanno individuato una specie botanica originaria del proprio paese ed invece Singapore ha nominato Vanda Miss Joaquim (unico caso di ibrido scelto per rappresentare un Paese) ad emblema dell’orgoglio popolare.
Il 15 aprile 1981, Vanda Miss Joaquim fu scelta fra 40 proposte e divenne il fiore Nazionale di Singapore. La motivazione della scelta sta tutta sulla bellezza, la robustezza e la rifiorenza durante l’anno dei suoi fiori, a testimoniare la forza e la voglia di vivere. Onore al merito alle donne…e non chiamatele più “signora Maria”
John Lindley fondò questo genere di orchidee nel 1830. Sono orchidee di piccola dimensione a sviluppo simpodiale. L’epiteto generico è stato assegnato in onore di Oberon – Il re delle fate che vive nascosto; in riferimento ai fiori insignificanti. Specie tipo per questo genere è Oberonia iridifolia. Le piante sono generalmente piuttosto attraenti con la loro abitudine di crescita simile all’iride.
Oberonia setigera Ames, Philipp. J. Sci., C 7: 10 (1912). Collezione rio Parnasso: focus.
I fiori nella maggior parte delle specie sono piccoli e possono essere apprezzati solo attraverso una lente d’ingrandimento. Numero di specie: The World Checklist of Monocotyledons riconosce 311 specie e 1 ibrido naturale. (2005) Distribuzione: Africa orientale, India, sud-est asiatico, Nuova Guinea, Australia settentrionale e isole dell’Oceano Pacifico.
La specie:
Oberonia setigera Ames, Philipp. J. Sci., C 7: 10 (1912). Collezione rio Parnasso: dimensioni.
Oberonia setigera Ames, Philipp. J. Sci., C 7: 10 (1912). Nome comune The Bristley Oberonia (in riferimento alle brattee floreali simili a setole). Dimensione dei fiori (mm). Distribuzione: Filippine, Malesia. Orchidea epifita di dimensioni ridotte, trovata su tronchi d’albero in luoghi ombreggiati ad altitudini intorno ai 1200 metri. Desidera temperature fresche. Morfologia simpodiale con foglie verdastre simili a spade. Forma steli fiorali penduli che fioriscono su un terminale, bratteato, di oltre 10 cm di lunghezza. L’infiorescenza ha molti fiori disposti in grappoli inanellati lateralmente attorno allo scape. Questa orchidea vive bene su supporti di felce arborea con del muschio di sfagno intorno alle radici per mantenere l’umidità.
Oberonia setigera Ames, Philipp. J. Sci., C 7: 10 (1912). Collezione rio Parnasso: pianta fiorita