Acianthera luteola BM/ AIO

Ex Pleurothallis luteola, per qualcuno Specklinia luteola, per WCSP Acianthera luteola

Non so a quanti orchidofili potrà interessare questa analisi, l’ennesima analisi delle continue revisioni tassonomiche delle orchidee.
Ci sono alcuni gruppi, e quello delle Pleurothallidinae è sicuramente fra questi, che inevitabilmente si prestano a continui rimescolamenti tassonomici, non sempre condivisi da tutta la comunità scientifica. .

Prima descrizione: Autore John Lindley
Pleurothallis luteola Lindl. 1841
Pubblicazione in: Edwards’s Botanical Register 27: Misc. 1. 1841
L’esemplare in foto appartiene alla collezione rio Parnasso di Guido De Vidi ed è stato premiato con medaglia di bronzo dai giudici AIO.


Note generali sulla revisine tassonomica della Sottotribù Pleurothallidinae
La sottotribù Pleurothallidinae, nonostante sia stata scientificamente trascurata per lungo tempo, diventando di fatto il ricettacolo di tutto quanto non si sapeva o voleva inserire in altri generi, è oggi uno dei gruppi di orchidee, scientificamente più conosciuti.
La base morfologica della riorganizzazione tassonomica delle Pleurothallidinae nasce con Luer nel suo lavoro “Icones Pleurothallidinarum”, supportato da più di un decennio di approfondite indagini preliminari, dalle quali è nato un sistema tassonomico molto dettagliato di questo gruppo (Luer 1986a), poi ulteriormente riordinato nel 1986 (Luer 1986b). Negli anni successivi questo sistema è stato sottoposto soltanto a cambiamenti minori o aggiunte dell’autore. Luer ha prodotto un dettagliato database delle descrizioni con informazioni morfologiche, corologiche e tassonomiche su ogni sua recensione di taxon. I dati morfologici sono stati successivamente completati da caratteri anatomici esaminati da Pridgeon & al. (2001) – Morphology vs. DNA.
Mentre la classificazione di Luer si muove strettamente su base morfologica, concentrandosi soprattutto sulla forma, il livello di connotazione, la posizione degli organi riproduttivi, tipi di infiorescenza, e il numero di masse polliniche, altri studiosi, fra i quali Pridgeon & al. si concentrano sul DNA.
Pridgeon & al. (2001) ha pubblicato una analisi filogenetica basata su un’insieme di tre gene-dati.
Questo nuovo approccio alla scienza della tassonomia ha provocato la più devastante “tempesta tassonomica”, con più di 500 trasferimenti e nuove creazioni (Pridgeon & Chase 2001) . Non sorprende che questa radicale riclassificazione del sistema Luer abbia in un primo tempo provocato una confutazione netta (Luer 2002) di Pridgeon e Chase, in un secondo momento, le due vie per la classificazione tassonomica hanno trovato un punto d’incontro, dimostrandosi entrambe valide ed utili alla scienza.

Per capire fino in fondo la dimensione dello sconvolgimento tassonomico portato dallo studio del DNA delle varie specie appartenenti al vecchio genere Pleurothallis, varrebbe la pena di leggersi tutta la letteratura disponibile.

Fra tutte le considerazioni, una emerge chiara: lo studio sul completo riassetto tassonomico delle Pleurothallidinae non è certo completato; in futuro saranno indispensabili, sia la metodologia (Luer), sia quella basata sulle sequenze DNA.

Generi come Acianthera, Lepanthes, Octomeria, Masdevallia, Pleurothallis, Specklinia e Stelis ed altri, nati dalla divisione in clade del vecchio genere Pleurothallis, sono già troppo grandi e morfologicamente eterogenei, in modo che, forse, una ulteriore classificazione infragenerica sarà neccessaria per loro.

Ricompare il genere Specklinia
E’ in questa incertezza tassonomica che ora si trova la nostra Pleurothallis luteola, successivamente inclusa nel genere Specklinia, ristabilito da Pridgeon & Chase (2001), riesumandolo dal vecchio Specklinia Lindl. — Gen. et Sp. Orch. 8 (1830)ed inserendovi inizialmente 86 specie, in seguito, Barros (2004, 2005, 2006) e Luer (2004, 2007) hanno proposto nuovi trasferimenti di specie.
Va precisato che la prima ricomparsa del genere Specklinia (Lindley) va ascritta a Fabio de BARROS in Flora fanerogamica da reserva do parque Estadul das Fontes do Ipiranga (Sao Paulo, Brasil) (1983): Specklinia luteola (Lindl.) F.Barros, Hoehnea 10: 110 (1983 publ. 1984).

Acianthera (Scheidw.) riesumato da Luer
Non finisce qui l’incertezza perchè Alec Melton Pridgeon & Mark Wayne Chase, Lindleyana 16:244. (2001) includono Pleurothallis luteola nel genere Acianthera.
Questo nome di genere ricompare quando iniziò lo studio sistematico della sottotribù Pleurothallidinae, Carl A. Luer propose un sottogenere di Pleurothallis nominato Acianthera, vagamente basato sulle caratteristiche di Acianthera recurva: Acianthera (Scheidw.) Luer, Monogr. Syst. Bot. Missouri Bot. Gard. 20: 12 (1986).

Ad oggi, la sistemazione scientifica accettata da WCSP è:
Sottotribù: Pleurothallidinae
Genere: Acianthera
Specie: A. luteola
Nome binomiale: Acianthera luteola (Lindl.) Pridgeon & M.W. Chase (2001)
Sinonimi:
* Pleurothallis luteola Lindl. (1841) (Basionimo)
* Pleurothallis fragilis Lindl. (1841)
* Pleurothallis caespitosa Barb.Rodr. (1877)
* Pleurothallis caespitosa var. chrysantha Barb.Rodr. (1877)
* Humboldtia fragilis (Lindl.) Kuntze (1891)
* Pleurothallis caespitosa var. monantha Barb.Rodr. (1896)
* Pleurothallis subcordifolia Cogn. (1906)
* Specklinia luteola (Lindl.) F. Barros (1983)

Distribuzione geografica: sud-est e sud del Brasile.

E’ una specie epifita, che si sviluppa in luoghi umidi e ombreggiati, di solito in aree riparate vicino a corsi d’acqua. E’ endemica solo all’interno della Grande Foresta.
In coltivazione riprodurre il più fedelmente possibile le condizioni di vita in endemicità. Sistemazione preferibile su zattera, ma può essere coltivata anche in piccoli vasi.

Pleurothallis phalangifera ‘Dark Form’

Il fascino discreto delle Pleurothallidinae non finisce mai di stupire.

La specie che rappresento in questo post porta il nome botanico “phalangifera” che può tradursi come “portatatrice di falange”, quasi a voler significare che l’orchidea stia trasportando un piccola falange di soldati. Un’immagine da sogno con centinaia di elfi con i loro archi sulle spalle, che schieravano le loro forze, preparandosi per la battaglia. E in effetti l’orchidea sembra ricordare quell’immagine simile a Tolkien. Questa orchidea, con i suoi fiori dalle tinte fosche, porta i nostri pensieri sulla minaccia a volte rappresentata da forze oscure.

Pleurothallis phalangifera ‘Dark Form’

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Myrmecophila

Myrmecophila è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Orchidaceae . È originario del Messico meridionale, dell’America centrale , delle Indie occidentali e del Venezuela .


Myrmecophila tibicinis Batem. , 1841

Le specie di questo genere prediligono habitat da ofifitiche o litofitiche. I fiori leggermente profumati si formano all’apice di lunghe infiorescenze, da 1 a 4 metri di altezza.

Lunghe infiorescenze

Il nome Myrmecophila è un derivato della parola mirmecofile in riferimento alla simbiosi di questa pianta con le colonie di formiche che si trovano abitualmente negli pseudobulbi grandi, scavati, simili a banani. Gli pseudobulbi, vuoti, sono dotati di un’apertura basale che serve come ingresso per le formiche che visitano i fiori raccogliendone il nettare per nutrirsi, ma contestualmente trasportano all’interno degli pseudobulbi, detriti, formiche morte, insetti, pezzi di materiale vegetale, semi e sabbia che servono alla compensazione della scarsità di nutrimenti forniti dall’habitat circostante.

Le formiche al lavoro.

Foto per gentile concessione della collezione rio Parnasso.

Maxillaria tenuifolia

Maxillaria tenuifolia è originaria del Messico, del Guatemala, del Belize, del Salvador e del Nicaragua. E’ endemica nelle foreste pluviali, nelle foreste tropicali con alberi a foglia parzialmente caduca. Cresce a basse altitudini dal livello del mare fino a circa 1000 metri. Maxillaria tenuifolia, chiamata anche “L’Orchidea del Cocco”, “Maxillaria a foglie delicate”, “Maxillaria gracilifolia”, “Maxillariella tenuifolia”, è una specie del genere “Maxillaria”. Fu descritta da John Lindley nel 1837.

Maxillaria tenuifolia mem. Claudia Franguelli

Questa orchidea con i fiori che profumano intensamente di cocco è una specie epifita a foglie medie, occasionalmente terrestre con un’abitudine di crescita ascendente fino a 60 cm di altezza, con un rizoma completamente avvolto da brattee imbricanti. Produce pseudobulbi con un’unica foglia apicale, lineare, attenuata, lunga 12-50 cm e larga 0,2-0,7 cm. In primavera estate, dalle ascelle degli pseudobulbi spunta un’infiorescenza a fiore singolo lunga 5 cm, con brattee basali, con il fiore tenuto a metà altezza delle foglie. I fiori, lunghi circa 3,8-5,0 cm hanno una consistenza e un odore molto netti di cocco. Il loro colore è leggermente variabile, nella norma di colore rosso, a volte a macchia di leopardo, fino al marmo chiaro o giallo scuro. Il labello concavo è scuro, rosso sangue dalla base alla mezza lunghezza, mentre la sua parte apicale è più chiara con macchie rosso-viola o rosso-marrone che formano un motivo leopardato.

Le foto per gentile concessione della collezione rio Parnasso