Foto di copertina: Seidenfadenia mitrata [Rchb.f]Garay 1972. Collezione rio Parnasso

Genere monotipico (che comprende una sola specie), Seidenfadenia mitrata, è stata per molti anni (e in qualche caso lo è ancora) trovata nel mercato delle orchidee come Aerides mitrata. Nel 1972 Leslie Garay fondò questo nuovo genere in onore di Gunnar Seidenfaden, botanico ricercatore delle orchidee sud est orientali. Alcune differenze tecniche tra i fiori e il fogliame semiterete distinguono questo genere da Aerides. Seidenfadenia mitrata fiorisce in primavera/estate producendo infiorescenze dalla base del fogliame semiterete.
La specie:
Miniatura epifita, endemica in Myanamar e in Tailandia ad altitudini da 100 a 800 metri. Orchidea da clima caldo, a sviluppo monopodiale con foglie semi-terete, acuminate, scanalate sulla parte superiore, a portamento pendulo. Infiorescenze ascellari con parecchi fiori color viola pallido – lavanda, erette e più corte delle foglie, ramificate con brattee triangolari-ovate. Fiorisce in primavera inizio estate e ha fiori dolcemente profumati.
Coltivazione:
Stante il suo portamento pendulo, conviene sistemare questa orchidea su supporti (zattere o cestini) di legno. Non richiede periodi di riposo vegetativo, desidera clima caldo e umido: temperature minime 18°, massime 30-32°. Ferilizzazioni regolari, più diradate in inverno.

Altre foto

Bulbophyllum dentiferum e B. taeniophyllum

Disquisizioni tassonomiche
E’ veramente difficile descrivere le differenze morfologiche fra le due specie citate nel titolo, posto che di specie si possa intendere, perchè potremmo anche trovarci a disquisire su un sinonimo della stessa specie. Per capirne un po’ di più, proviamo a chiedere aiuto alla letteratura disponibile. Le foto del post mostrano una pianta della mia collezione, cartellinata come Bulbophyllum dentiferum.
Gunnar Seidenfanden, nel suo libro scritto insieme a JJWood (Notes on Cirrhopetalum, 1973 and Orchids of Peninsula Malaysia and Singapore, 1992), ha separato B. taeniophyllum da B. dentiferum per alcune differenze morfologiche sui margini del sepalo dorsale (peluria, erosione e forma).
Nel libro, fra l’altro si legge: Bulbophyllum dentiferum – sepalo dorsale con erosioni e lieve peluria (hair-point) al vertice, petali erosi, ciliati, acuminati e scuri al vertice, sepali laterali misurano (3-5 x 15-20 mm).
Peter O’Byrne (A-Z of South East Asian Orchid Species, 2001) scrive che B. dentiferum produce più fiori di tutte le altre specie della sezione Cirrhopetalum. Mediamente 12-30 fiori, completando spesso l’intero cerchio ed anche raddoppiando la spirale. Egli aggiunge che la pigmentazione rosa sui sepali varia considerevolmente.
Altra annotazione sul libro di Seidenfanden rileva che i petali di B. taeniophyllum hanno le superfici papillose.

Differenze.
Non c’è dubbio che le differenze tra queste due specie sono minime. Oltre alla dimensione dei fiori, sembra essere determinante la struttura dei sepali dorsali.

B. dentiferum. Denticolati: con denti molto piccoli.
Entrambe queste specie hanno questa caratteristica lungo i margini all’apice della dorsale.
B. taeniophyllum. Taenia: a forma di benda o fascia, con riferimento alle foglie.

Considerazioni finali.
La descrizione della specie B. taeniophyllum, nella stessa pubblicazione di cui sopra, evidenzia la punta molto breve del sepalo dorsale, con i bordi dentati all’apice (non così pronunciata come nel B. dentiferum) ma tuttavia presente.
Forse queste piccole differenze tra la specie malese B.dentiferum e la specie ben più ampiamente distribuita B.taeniophyllum sono i risultati evolutivi di un più ampio aerale di endemicità in cui è presente quest’ultima specie.
Se qualche autore o tassonomo, in futuro, proponesse una nuova riclassificazione, ovvero: B.dentiferum Seidenfaden 1973 = sinonimo di B.tainiophyllum Par & Reichb, f. 1874., mi troverebbe perfettamente d’accordo.

Laelia purpurata var. rosada

Foto di copertina: Laelia purpurata var. rosada (collezione rio Parnasso), le orchidee di Guido.

Senza volerci addentrare nelle dispute tassonomiche ancora in essere sul nome di genere – Laelia, Cattleya, Brasilorchis – nel grande “mare” delle innumerevoli varietà della specie Laelia purpurata (leggi questo post su orchids.it), ce n’è una abbastanza rara nelle collezioni di orchidee: varietà rosada.
Foto a sinistra: Laelia purpurata var. rosada (collezione rio Parnasso).

Qualche nota storica sulla specie:
Laelia purpurata è originaria di San Paolo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul, in una stretta striscia di foresta pluviale limitata in quasi tutta la sua lunghezza dalla Serra do Mar.
La specie si è ambientata con facilità nel ricco habitat per epifite (come bromelie), liane, felci e muschi (perenifília forestali hidrofila costiera), sia come epifita su alberi secolari, ma anche come rupicola sulle rocce.
Basionimo: Laelia purpurata Lindl. & Paxton, Paxton’s Fl. Gard. 3: 111 (1852)

Laelia purpurata è stata scoperta nel 1846 da Francois Devos nella costiera imperiale Provincia dell’isola di Santa Catarina.
Come per altre nuove specie di orchidee (a tal riguardo giova ricordare sempre, che i cosiddetti “scopritori”, non sono da annoverare fra i filantropi mecenati della botanica, ma spesso erano al servizio di vivai europei), anche con la scoperta di questa nuova Laelia, iniziarono le spedizioni in grandi quantità di piante raccolte in siu sull’isola di Santa Catarina, a beneficio di aziende M. Verschaffelt (1847), a Gand, in Belgio, nonché per Mijnheer Brys (1850), di Bornhem, a Anversa, per essere distribuite (vendute) a numerose collezioni di orchidee esistenti nell’Europa continentale e in Inghilterra.

Nel mese di giugno del 1852, Laelia Purpurata è stata esposta al Royal Horticulture Society di Londra, in tale occasione fu classificata e descritta dal John Lindley. L’esemplare da lui osservato e che lo guidò nella classificazione e nella descrizione era una Laelia purpurata con sepali e petali quasi bianchi.
La pubblicazione di questi studi e soprattutto la descrizione fu curata dal giardiniere e architetto Giuseppe Paxon, sempre nel 1852: 111-112, scheda. 96.
Nel 1852 fiorì anche un’altra pianta di quella scoperta, ma fu erroneamente classificata da Ch. Lemaire come Cattleya brysiana. Questa pianta era un esemplare dai sepali e petali di rosa, un fatto che inizialmente causò un po ‘di confusione. Quella pianta, descritta da Ch. Lemaire è oggi una varietà di Laelia purpurata: Laelia purpurata var. rosada.
Nel 1859 un’altra copia fu classificata da H. G. Reichenbach fil., come Laelia casperiana. Successivamente, Alfred Cogniaux l’ha riclassificata come sinonimo di Laelia purpurata tipo.

Pensieri in libertà… finché resterà

Condivido questo articolo apparso sul blog di Lucia Annunziata e faccio mia la sua conclusione:

…”La storia non nasce oggi, con Conte o con M5s o con la Lega. Quel che rimane nelle nostre memorie costituisce la differenza, almeno per quel che mi riguarda, con questo nuovo potere che nasce. Differenza non negoziabile”.