Consigli: domande e risposte

La Phalaenopsis ed i suoi problemi

Caro Guido,
navigavo nel web alla ricerca di qualche consiglio per la mia orchidea e mi sono imbattuta nelle tue risposte.. Spero tu possa avere il tempo di rispondere anche a me!

Innanzitutto premetto di essere molto inesperta nel coltivare orchidee.
Mi è stata regalata ad inizio novembre una phalaenopsis, con due rami fioriferi e fiori di color violaceo.
La fioritura è terminata a metà dicembre, ed io ho staccato i fiori secchi (come avevo letto da qualche parte..non conoscevo ancora questo sito!).
Tutto sembrava procedere bene, quando circa tre settimane fa i rami hanno iniziato ad ingiallirsi dall’apice, e si sono seccati pian piano. L’altro giorno mi sono trovata costretta a tagliarli, uno dalla base, e l’altro poco più su, ma comunque al di sotto dell’ultimo nodo.

Conservo la mia orchidea in un appartamento di Torino, quindi acqua, smog e umidità non giocano a nostro favore.
E’ posizionata in alto, in una stanza che guarda a sud, molto luminosa, ma non sotto la luce diretta del sole (alle finestre ci sono tende bianche).
La bagno ogni 7-10 giorni, possibilmente avendo fatto decantare l’acqua per una notte con un liquido per orchidee che mi hanno donato (che dovrebbe contenere concime e aiuterebbe a diminuire la concentrazione di cloro e di calcare -che si deposita sul fondo del barattolo-), facendo attenzione affinché tutta l’acqua in eccesso scivoli via.
Il vaso è lo stesso che aveva dall’inizio, piccolo, in plastica, con dei fori.
L’appartamento è molto riscaldato e secco, perciò ho cercato di ovviare al problema circondando il termosifone con contenitori d’acqua (ne ho messo uno anche accanto al vaso), e ciò ha fatto sì che io venga continuamente derisa dalle mie coinquiline..
Le foglie sono di un verde intenso, piuttosto turgide, insomma..hanno mantenuto il loro aspetto iniziale.

Cosa posso fare?
E da cosa può dipendere questo malore che mi manifesta la mia orchidea?
Confido nella tua passione e nella tua conoscenza in questo bel settore, e spero tu possa trovare qualche minuto per aiutarmi.

Grazie!
Marta
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Ciao Marta, quello che sta succedendo alla tua Phalaenopsis è nella norma. Non sempre e non in tutte le Phalaenopsis, gli steli fiorali rifioriscono, dipende dallo stato di forza della pianta dalla stagione e dal ciclo vegetativo della pianta stessa (tu sai che le orchidee hanno un ciclo vegetativo annuale, crescono sviluppano radici nuove e questa fase si nota dal diverso colore delle punte di quelle esistenti, poi decidono di fiorire e poi ancora, si prendono un periodo di riposo per ricominciare).
A quanto pare, la tua pianta ha deciso di non continuare a sforzarsi con la fioritura, ora si prenderà le ferie e poi vedrai che comincerà a germogliare una nuova foglia al centro superiore del colletto (attenta che non ristagni acqua nella parte superiore, marcirebbero le foglie), le radici esterne ti mostreranno le punte verdi o d’altro colore, forse nel tuo caso essendo viola il colore dei fiori, saranno più scure.

Di quello che racconti dell’ambiente Torinese, l’unico problema è il cloro nell’acqua che puoi appunto ovviare decantandola per qualche giorno. L’umidità è utilissima, ma con la tua soluzione non ottieni grandi risultati ( le tue coinquiline sono “invidiosette” e per questo ti sfottono), piuttosto conviene che tu la spruzzi sulle foglie anche più volte il giorno ( per capire se la pianta ha sete, basta che tu verifichi quanto tempo rimangono bagnate le sue foglie dopo la spruzzata….se asciugano subito significa che è disidratata e quindi puoi spruzzarla ancora).

Le Phalaenopsis non amano tanta luce, da quel che mi scrivi, la tenda non basta se arriva il sole diretto, in ogni caso un pò di luce in più non pregiudica lo sviluppo, se ti accorgi che le foglie si scottano, mettila in posizione più ombreggiata.
Bagnature: il composto deve essere sempre umido, mai secco e mai bagnato fradicio, e quindi le bagnature del vaso vanno regolate in funzione della stagione e dalle temperature ambientali.
Fertilizzante: cerca un fertilizzante solubile in acqua con le seguenti composizioni – N.P.K. 20.20.20 e lo sciogli in acqua, 1/2 cucchiaino da caffé ogni 20gg….in bocca al lupo!!! Se le cose andranno per il meglio, in tarda estate rispunteranno nuovi steli fiorali… tieni conto che la tua pianta, quando ti è stata regalata era appena uscita da l’ambiente protetto e super alimentato di una serra commerciale e quindi ci vorrà un pò di tempo perchè si ambienti nella tua casa. Ciao a presto.

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Oncidium, tanti e diversi

Buongiorno a tutti
Sono contenta di aver trovato questo prezioso sito che sto consultando da quando mi sono stati regalati alcuni esemplari di orchidea che mi hanno attaccato la febbre di Nero Wolfe.
Sono a chiedere indicazioni su una bellissima oncidium, che tengo in casa da febbraio e che mi allieta con una cascata di “ballerine gialle” (forse del genere tigrato). Ora i fiori stanno appassendo e ho letto che la pianta ci metterà circa 8/10 mesi per riprodurli. Quale l’ambiente in cui far riposare la pianta e cosa farla per aiutare a farla rifiorire?
Grazie e complimenti
Paola

Collezione Guido de Vidi – foto Igor – mostra di Gorizia 03.04.05
Diritti riservati
Oncidium equitante ibrido H&R
Ciao Paola, grazie per i complimenti e speriamo vivamente che la “febbre” ti salga ulteriormente ed il nuovo Club appena costituito a Gorizia, ti aiuterà a mantenerla!
Il tuo oncidium potrebbe essere un ibrido e magari anche intergenerico, cioè figlio di generi diversi (ad esempio con Odontoglossum).
Intanto possiamo subito rilevare che il ciclo vegetativo delle orchidee è annuale, alcune riposano prima di ricominciare, mentre altre, vegetano in progressione al punto che possono anche presentare più fioriture durante l’anno.
Il genere degli oncidium, specie più specie meno, ne raggruppa oltre un migliaio che richiede condizioni ambientali molto diverse da specie e specie.
Su questo blog troverai un post che inizia il racconto sulla grande Famiglia degli oncidium, presto mi dedicherò al suo completamento.
Tornando al tuo Oncidium, appena i fiori sono tutti appassiti e gli steli cominciano a seccare, puoi tagliarli con una forbice sterilizzata sulla fiamma del gas. Poniamo che gli pseudobulbi siano ancora turgidi, in questo caso puoi dare un po’ più di luce alla pianta e puoi iniziare a fertilizzarla con concime solubile una volta ogni 15gg. 05 grammi sciolti in un litro d’acqua: tieni sempre conto che il composto del vaso deve essere sempre umido. Puoi anche spruzzare le foglie, attenta che non rimane acqua nei nuovi germogli tra i vecchi pseudobulbi.
Nel caso la tua pianta, finita la fioritura, sia stressata e presenti gli pseudobulbi raggrinziti, per farla riprendere è bene che tu la tenga spruzzata ed in ambiente fresco ed umido.
Appena il tuo Oncidium mette nuovi germogli e mostra le giovani radici, puoi aumentare le fertilizzazioni le bagnature e l’esposizione alla luce finché i nuovi pseudobulbi non saranno maturi.
Per non farti più confusione del dovuto, possiamo affermare che la tua pianta non ha bisogno di grandi periodi di riposo, puoi anche tenerla all’aperto per tutta l’estate, purché non sia esposta alla luce diretta e purché tu la segua con il cibo e con l’acqua, ciao a presto.

9 pensieri su “Consigli: domande e risposte

  1. ciao guido vorrei un consiglio , riguardo il mio oncidium , ormai a perso tutti i suoi fiori ,ma lo stelo fiorifero e ancora verde e in buono stato.cosa devo fare?devo reciderlo?grazie mary.

  2. buongiorno guido,
    stavo cercando un sito che mi aiutasse a salvare il mio oncidium parecchio stressato e spero di essere ancora in tempo a salvarlo, magari lei mi può dare un consiglio. la mia povera pianticella presenta i bulbi raggrinziti, ha però un germoglio che sta crescendo, l\’ho rinvasata in un composto per orchidee ma da qualche gg presenta una macchia scura al centro di una foglia che si è ora allargata ingiallendo la stessa foglia, verso lo stesso bulbo ….sos che faccio????
    la ringrazio per qnto potrà consigliarmi e rinnovo i saluti
    claudia

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