Coelogyne barbata

035Coelogyne barbata Lindl. ex Griff. 1848
Il nome di questa specie trae origine dalla estesa peluria del labello.

Da diversi anni coltivo con successo alcune piante di questa specie. Non è molto presente nelle collezioni, ma non è di difficile coltivazione.
E’ originaria dell’India e del Sikkim, produce infiorescenze inizialmente erette, ma tendenti ad assumere una posizione pendula a causa del peso dei fiori.
Lo stelo fiorale porta più di 10 grandi fiori bianchi che si aprono in progressione; il labello è bruno vistosamente fimbriato (da cui il nome barbata), con i lobi laterali color bianco esternamente e bruno chiaro all’interno.
Gli pseudobulbi sono ovoidi e portano due foglie lanceolate, rigide e lunghe quanto le infiorescenze.
Fiorisce in autunno/inverno e va coltivata in vaso con substrato di bark e torba di sfagno. Vegeta bene con temperature da serra intermedia.
Non ama molta luce, anche una breve esposizione eccessiva scotta irrimediabilmente le foglie che assumono un colore brunastro e diventano mollicce per poi seccarsi parzialmente. Il giusto rapporto dei valori (temperatura – luce – umidità) è molto importante per la sua buona coltivazione. Ogni qualvolta che uno di questi valori, scende o supera la soglia di accettabilità complessiva delle piante in coltivazione, si notano subito gli effetti negativi. Ad esempio la luce troppo forte, ingiallisce le foglie e bracchizza la pianta, mentre un inopportuno abbassamento della temperatura mette in crisi le piante da clima caldo; segnali che il bravo coltivatore deve saper cogliere….le piante sapranno ringraziare.

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