Anna Maria Botticelli se nè andata l’ultimo giorno di Marzo

AnnaMariaBotticelli150Ciao Anna Maria, mamma mia, ma cosa mi hai combinato! Dovevamo fare tante cose insieme, non ultima una bella cenetta a casa mia con Rosetta e Daniel, il piccolo Daniel come tu amavi ricordarlo, ed invece te ne sei andata in cielo, così, senza avviso ed in silenzio.
A dire il vero, cara Anna Maria, le lunghe e piacevoli telefonate dello scorso Febbraio, ufficialmente mirate a realizzare il sogno dei signori Ricci: la serra tropicale nei giardini della Villa della Pergola di Alassio (Savona), sono state anche l’occasione della tua “comunicazione” del tuo stato di salute.
Avevano un sapore premonitore quelle telefonate ad ore inconsuete. Fra le altre cose, mi chiedevi: …“Ti sarei grata se potessi mandare il tuo libro “Orchidea” alla Signora Silvia Arnaud Ricci, proprietaria, insieme al marito Antonio dei bellissimi Giardini di Villa della Pergola di Alassio (Savona) che hanno amorevolmente salvato dal degrado e riportati al giusto splendore. Entrambi sono interessati a impostare una nuova collezione dedicata alle orchidee. E’ in corso di approvazione il progetto per la realizzazione di due serre in stile inglese, la più grande delle quali misura circa 40 mq.”… come a dire: prendi tu il testimone.
Certo, ora con il senno del poi, tutto è chiaro, ma nella mia mente girano e rigirano episodi, tempi, a partire dalla tua prima esperienza con la coltivazione di orchidee (si rideva, durante le nostre conversazioni telefoniche, quando raccontavi della situazione spartana in cui ti trovavi a condividere il lavoro con soli uomini), per continuare con la Vanda coerulea della collezione Sutter, e non da ultima la bella esperienza a Brescia nell’Aprile del 2004 con la nostra partecipazione alla rassegna “A qualcuno piace giallo” con tema nero Wolfe e le orchidee.
Mi sto perdendo, Anna Maria, per quale motivo faccio questi lunghi giri di parole, solamente perchè non riesco a scrivere che non ci sei più, che sei morta.
Meglio di me lo ha saputo scrivere la tua collega Mimma Pallavicini nel suo post del 1 Aprile dal quale condivido quanto segue:
“Poi in questa mattina di vento e sole che inaugura aprile arrivano due telefonate. Smetto di correre il tempo necessario per raccontare come la vita e la morte incrociano le piante e loro siano un tramite e una consolazione. Ieri sera, portata via da un tumore di cui conosceva gli esiti, se n’è andata la mia collega e quasi coetanea Anna Maria Botticelli, giornalista delle piante dopo essere stata biologa analista e coltivatrice di orchidee. Mi hanno raccontato la sua dignità nell’affrontare un male che lei, da biologa, conosceva come feroce e che pure, con il suo consueto spirito, ha affrontato a testa alta. Mi hanno detto che la sua stanza d’ospedale era piena di vasi di orchidee e io spero che, pur andandosene in quel modo ingiusto, la loro bellezza sia stata sino all’ultimo una prova della Bellezza della vita“…
020Le orchidee, sì le orchidee in fondo sono state la tua vera passione.
Nella presentazione del tuo ultimo libro “ORCHIDEE” per l’appunto, citavi il libro cinese Yi Jing o libro dei mutamenti:
“Quando due amici si comprendono completamente le parole sono soavi e forti come il profumo di orchidee”
E’vero. Le tue ultime parole, seppur strette dal filo del telefono erano sempre soavi e forti!
022Soavi e forti sono anche le righe che hai dedicato a me nel tuo libro a pag. 159, ma chi avrebbe mai detto che a orchids.it, citato nel libro, quale strumento di divulgazione a volte anche fantastica, sarebbe toccata la sorte di raccontare anche la tua morte. Non ti dimenticheremo Anna Maria, l’orchidologia italiana, la letteratura italiana e i tantissimi amici che il magico mondo dei fiori ha fatto crescere attorno a te sarà per sempre vicino: ciao Anna Maria, che dire di più, ciao.

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