Bulbophyllum grandiflorum

Orchidea cobra

Immaginate la reazione delle persone che stanno vicino a voi se vi presentate con un serpente fra le vostre mani. Ecco, i fiori della strana specie che andremo a conoscere, richiamano alle fattezze del serpente cobra. E’ sempre affascinante e divertente mostrare una piccola pianta fiorita di Bulbophyllum grandiflorum. Un po’ tutte le specie di Bulbophyllum, mostrano le loro originalità. Questa sembra un serpente cobra con la testa alzata e gli amici ai quali la mostrate rimangono stupiti e divertiti, nonostante la sua apparenza minacciosa.

Il genere Bulbophyllum è così grande che è stato diviso in sezioni: Bulbophyllum grandiflorum Blume 1847 SEZIONE Hyalosema Schlechter 1911.

Endemico nelle foreste primarie pluviali, alla base dei tronchi d’albero, nella Papua (Highlands, isola di Bouganville),
Solomon (Jericho, Malaita, Kolombangara, isola Santa Ana, isola San Cristobal).

Poco sopra si diceva della originalità del genere Bulbophyllum, almeno per quanto riguarda l’impollinazione. Le specie di Bulbophyllum presentano alcune caratteristiche comuni nei loro fiori: agitano la peluria, appendici mobili, colori rossi appariscenti, odore della carne decomposta, il tutto per attirare le mosche che impollinano i fiori.

Notate le finestre traslucide (finestrazioni) sulla dorsale. Bulbophyllum grandiflorum condivide questa caratteristica con alcune piante carnivore, come Sarracenia minor, Darlingtonia californica e Nepenthes aristolochioides. L’insetto che si trova all’interno del fiore vola verso la sorgente luminosa, si blocca nella parte posteriore e cade verso la sorgente di polline, nel caso di orchidea (o succo di digestione), se pianta carnivora.

Struttura del fiore.
Foto tratta da internet.
I sepali enormi danno la netta impressione che questo fiore abbia l’aspetto del cobra. I petali sono minuscoli, quasi inpercettibili. Il labello, frangiato da peluria viola è legato alla base della colonna da un sottile legamento flessibile, che gli consente di catapultare l’insetto che si posa sopra, contro la colonna che rilascierà il pollinario sul suo corpo.
Nota curiosa: il labello flette non solo su e giù, ma anche lateralmente.

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