Orchidee nei libri: l’appetito vien leggendo!

La metafora “Il peso della cultura” coniata in questo post suscita ancora attenzione “letteraria” nel mondo dell’orchidologia italiana e non sarebbe una cattiva idea che diventasse l’occasione per costituire, fra gli appassionati delle orchidee, un gruppo di interesse permanente.

PROMOZIONI LETTERARIE IN CANTIERE
1 – Ricordate Due libri per natale? Bene, l’iniziativa ha avuto enorme successo, tanto da riproporre alla vostra attenzione un nuovo ordine scontato. Come è capitato per il primo ordine, il costo dei due volumi potrà oscillare fra i 60 – 70 euro – tutto dipende dal valore del cambio euro/sterlina. Abbiamo già in prenotazione più di 10 adesioni, chi fosse interessato (per gli sconti massimi, dobbiamo raggiungere minimo 14 prenotazioni) invii la sua prenotazione (con urgenza) a info@orchids.it
NOTA POSTUMA IN EVIDENZA
Purtroppo, l’appetito viene anche “vendendo”: ci giunge notizia (dopo la stesura del post) che l’editore ha modificato le condizioni di sconto, per avere i libri scontati del 45% bisogna raggiungere 20 adesioni e non più 14.
Niente paura, diamoci da fare, chi ha visto ed acquistato i libri, vi invita a non perdere l’occasione!

2 – Alberto Grossi ha contattato Rudolf Jenny, autore di varie monografie sulle Stanhopeinae, ed ha concordato uno sconto di 75 euro sul suo bellissimo volume: The Stanhopea book. E’ la sua ultima monografia sul genere Stanhopea, uscita qualche anno fa con prezzo di copertina 175 Euro.
DSCF0665Il volume di Rudolf Jenny “parla” anche un po’ italiano: il disegno di copertina è opera di Silvana Rava, bravissima pittrice botanica, ispirata in quell’occasione da un esemplare di Stanhopea nigroviolacea della mia collezione.
La pianta dipinta da Silvana Rava, racconta anche una sua interessante storia.
Anche per questo volume, chi fosse interessato all’acquisto ne dia notizia a info@orchids.it.

Il peso della cultura!

L’operazione: “Due libri per natale” ha raggiunto con successo un buon numero di adesioni, che ci consentiranno di ottenere uno sconto del 45% sul prezzo di copertina.

Presto sarà fatto l’ordine. Alberto Grossi, il nostro “Collettore” di fiducia, scrive: “ieri sera l’editore mi ha confermato il peso: oltre 4 kg ogni volume, quindi più di 8 kg per i due volumi, circa 160 kg di cultura sta per arrivarmi a casa…”

Chi avrebbe mai detto che la cultura “pesasse” così tanto! Ma… insieme si può!

Due libri per Natale… dai! Facciamoci un bel regalo

A Compendium of Miniature Orchid Species Volume 1 + 2

Vol 1 and 2 Front Cover-640x640
by Ron Parsons and Mary E. Gerritsen
Editor: Alastair S. Robinson
Su suggerimento di alcuni lettori del blog, ORCHIDS.IT promuove l’iniziativa: “Dai! Facciamoci un bel regalo di Natale”
E’ stata contattata la casa editrice, con la quale abbiamo concordato condizioni d’acquisto molto interessanti, decisamente migliori di qualsiasi proposta presente su internet: superate le 10 prenotazioni dei due volumi, ci sarà uno sconto del 40% sul prezzo di copertina.
Nel caso non siano consegnabili personalmente, i libri saranno disponibili in occasione delle mostre primaverili: Pordenoneorchidea e Monteporziocatone.
Per conoscere tutte le condizioni, inviate una mail a info@orchids.it o telefonate allo 042290870, oppure 3495444568.

A buon intenditore poche parole, dai! Facciamoci un bel regalo!

A Compendium of Miniature Orchid Species Volume 1 + 2

Frammenti… dal libro “Orchidea, la passione diventa serra”

Dal capitolo 1

…” Ma come e quando nacque l’idea di proteggere in ambiente chiuso le essenze vegetali, e chi scoprì il miracolo della coltivazione sotto vetro? A fare questa scoperta fu Nathaniel Bagshaw Ward (1791-1868), quest’uomo, che ha il merito di aver cambiato il mondo botanico così drasticamente, rimane l’ennesimo personaggio-ombra che emerge dalle nebbie della Londra vittoriana. Non pensiate che questa sia la solita frase retorica, dietro alle sue scoperte, si nascondono una serie di evoluzioni storiche senza le quali il mondo moderno sarebbe decisamente diverso da quello che noi conosciamo.

1.4 Nathaniel Bagshaw Ward
NPG D37486; Nathaniel Bagshaw Ward by Richard James Lane, printed by  M & N Hanhart, after  John Prescott KnightSarebbe noioso stilare l’elenco delle società che lo vedevano attore partecipe, basti sapere che spaziavano dal campo medico, farmaceutico a quello botanico. Ma partiamo con ordine: nato a Londra Ward sviluppò presto il suo interesse per il mondo naturale nonostante lo circondasse il grigio panorama della città industrializzata. Alla tenera età di 13 anni si ritrova per mare su una nave in viaggio per la Giamaica: era convinto di far carriera in marina.

Dopo quel viaggio, come sperava il padre, valente chirurgo, egli abbandonava l’idea di essere un marinaio per seguirlo nella pratica medica. Ma la flora tropicale aveva risvegliato in lui l’interesse per la natura e in particolare per palme e felci. Ward lavorava nell’est End di Londra e continuava a coltivare la sua passione per la botanica e l’entomologia tra un paziente e l’altro, nel tempo libero collezionava piante coltivandole all’aperto: il suo erbario contava più di 25.000 specie. Sognava di ricoprire un vecchio muro di confine del suo giardino di felci e muschi.

Il suo giardino a Wellclose Square non fu esattamente quello che Ward si era immaginato, solo poche delle felci piantate sopravvissero. Questo tasso di fallimento fu determinato dalla cappa di inquinamento soffocante della Londra industrializzata, la stessa atmosfera inquinata dal fumo proveniente dalla combustione del carbone e dai solfuri che fece coniare a un giornalista nel 1905 il termine “smog”, abbreviazione di “smokey fog” (nebbia fumosa).

Ward girò il mondo per dar soddisfazione al suo interesse per l’entomologia. In occasione di uno dei suoi viaggi, egli raccolse la pupa di un lepidottero (sfinge) e la collocò in un contenitore trasparente e sigillato. La storia non ricorda il destino del lepidottero, ma dopo un po’ di tempo, Ward notò che alla base del contenitore chiuso, dal terreno iniziavano a germogliare delle felci: la sua curiosità su quanto tempo queste potessero vivere in un ambiente protetto, o meglio sigillato, portò a una delle scoperte botaniche ed economiche più importanti dell’età vittoriana: la cassetta wardiana (Wardian Case).

Wardian_Case_foto_6_parte_1Preso dal fervore per la sua scoperta, Ward inizò tutta una serie di esperimenti. Costruì dei terrari in vetro, di varie dimensioni, che riempirono il suo giardino e ogni stanza della sua abitazione: alcuni li mise perfino sopra il tetto di casa! Il terrario più grande (2.4 mq.) conteneva al suo interno più di 50 specie di piante abbarbicate sulla riproduzione di una finestra della Tintern Abbey.
I contatti con la famosa Loddiges Nursery che sponsorizzava le spedizioni esplorative volte alla scoperta di nuove piante, gli permisero di testare il potenziale della sua invenzione per il trasporto di esemplari per mare. All’epoca la sopravvivenza a questi lunghi viaggi era impensabile. Le piante tenute sottocoperta morivano per mancanza di luce, mentre quelle tenute sul ponte per salsedine, forti venti, bruciature da sole e mancanza d’acqua.

Coltivare e spedire piante sotto vetro non era cosa nuova, ma nuovo era il concetto dell’ambiente sigillato non contaminato dalle condzioni atmosferiche circostanti. Ward fece costruire da un carpentiere una cassa per le sperimentazioni, il telaio doveva essere in legno duro e le connessioni più rigide e resistenti possibili: questo per evitare danni per effetto della condensa. Ed ecco nato il primo terrario!
Nel 1833 spedì, in due casse, delle felci native dell’Inghilterra, in Australia, questo fu il suo primo grande esperimento. Dopo 6 mesi di navigazione il carico sbarcò nel porto di Sydney con le piante vive e vegete! Le casse come su richiesta vennero pulite e riempite di specie native australiane che prima di allora non si erano mai riuscite a trasportare oltremare; nel febbraio del 1835 il carico salpò, ma la nave, sconvolta dalle tempeste di Capo Horn arrivò a Londra solo dopo 8 mesi di navigazione. Le casse erano sul ponte e non erano state aperte nonostante le temperature fossero variate da -7 a 49 C° e coperte dalla neve durante parte del viaggio.

1.5 I successi degli esperimenti
Intanto in città Ward attendeva ansioso di visionare il carico. Nel suo libro del 1852 scrisse: “I shall not readily forget the delight expressed by Mr. G. Loddiges, who accompanied me on board, at the beautiful appearance of the fronds of Gleichenia microphylla [umbrella or coral fern], a plant now for the first time seen alive in this country”.
L’esperimento ebbe successo e Ward pubblicò un pamphlet dal titolo “The growth of Plants without open exposure to the Air” in cui descriveva i sui metodi. A questo seguì la pubblicazione nel 1842 del libro “On the Growth of Plants in Closely Glazed Cases”.
Dopo di lui tutta l’Inghilterra iniziò a usare i terrari, sia per le coltivazioni cittadine che per le spedizioni via mare e Loddiges potè constatare che il tasso di sopravvivenza delle piante era cresciuto dallo 0.1 al 90%.

Joseph Dalton Hooker fu uno dei primi a servirsi delle cassette wardiane per la sua spedizione in Antartico nel 1839, ma il primo di cui si ha notizia fu John Gibson, pupillo di Paxton, che partì per l’India nel 1835 per conto del duca del Devonshire, in un viaggio che lo tenne lontano dall’Inghilterra per oltre 2 anni e che riportò al duca più di 80 specie di orchidee diverse, tra cui quello che venne chiamato Dendrobium devonianum, che fiorì per la prima volta nelle serre di Chatsworth nel 1840.
Nel 1854 il Dott. Ward diede lettura della sua scoperta alla Royal Society nel Chelsea Physic Garden: in quel tempo era già noto che la sue wardian cases avevano cambiato la faccia del commercio in tutto il mondo. Queste rimasero in uso per parecchio tempo, si dovette aspettare più di un secolo l’arrivo delle buste in plastica e le ingombranti e pesanti cassette vennero soppiantate”….

Nota: Il libro non è ancora in distribuzione. Sono state stampate 100 copie, distribuite gratuitamente in occasione della presentazione della serra “ORCHIDEA” e recapitate a vari amici orchidofili. Praticamente una pre edizione, con “vari errori”, dei quali mi scuso con chi avrà modo di leggere il libro, ma, volendo metterla in positivo: le renderanno uniche.

Rewind: Francis Bauer e le sue orchidee

Dipingere orchidee

Franz Andreas Bauer (1758-1840) fu un pittore botanico. Fu molto meno noto del fratello Ferdinand (1760-1826), il cui nome è legato all’illustrazione di Flora Graeca. Non di meno Francis, come venne chiamato successivamente, ci interessa in questo blog dedicato alle orchidee perché parte molte delle sue opere ritraggono specie di orchidee botaniche sia native dell’Austria, paese nativo, che dell’Inghilterra, dove andò a vivere, che piante fiorite nelle serre dei già allora famosi Giardini Reali di Kew. The Orchid Paintings of Franz BauerGrazie al sapiente uso del microscopio trasferì immagini dettagliate della struttura di varie parti delle orchidee, dal fiore nel suo insieme, al labello, alla colonna, al frutto, fino ai minuti semi. Dr. Lindley scelse 28 opere di Bauer a cui ne aggiunse 7 di proprio pugno per pubblicare Illustrations of Orchidaceous Plants (1830-1838). Il libro che vi consiglio, The Orchid Paintings of Franz Bauer, raccoglie immagini provenienti da diversi Musei e Biblioteche presenti in Europa, che “nascondono” tesori di inestimabile valore scientifico e artistico. Ciascuna delle 63 opere sono accompagnate da note introduttive del genere e quindi della specie in questione. Molti di questi disegni non sono altrimenti visibili, perché finora mai pubblicati. I critici ritengono che le opere dei fratelli Bauer siano a tutto oggi quanto di meglio sia mai stato eseguito.

Nota: in sguito ad un vecchio backup tecnico del sito, gli articoli scritti antecedentemente, appaiono come “Redazione”, se non ricordo male, questo post è stato scritto da Alberto Grossi nel 2009.