Epidendrum cooperianum

Epidendrum cooperianum Bateman, Bot. Mag. 93: t. 5654 (1867).
Sinonimo: Epidendrum longispathum Barb Rodr. 1877

Epiteto di specie in onore di Thomas Cooper (sec. XIX), esploratore e botanico inglese. Specie epifita di grandi dimensioni, endemica in Brasile nella Mata Atlantica, Minas Gerais, Espirito Santo e Rio de Janeiro.

Epidendrum cooperianum: fiori

Epidendrum cooperianum produce steli eretti, robusti, che portano foglie distiche, coriacee, rigide, ligulate, ad apice acuto. Produce infiorescenze apicali, racemose, lunghe più di 10 centimetri, pendula, con molti fiori. Generalmente fiorisce in inverno – primavera. I fiori misurano circa 3 centimetri, i petali ed i sepali danno l’idea di piccole clavedi colore verde – marrone; il labello è molto appariscente, imbutiforme e trilobato, di colore rosa intenso con la parte centrale bianca.

Coltivazione
Stante la dimensione della pianta (adulta può raggiungere 70-80 cm. di altezza), e la sua facilità di sviluppo, conviene coltivare questa specie in vasi capienti con substrato grossolano misto a torba di sfagno. E. cooperianum desidera clima mite tutte le stagioni con un leggero riposo fresco dopo la fioritura, poca luce, bagnature e fertilizzazioni costanti.

Umidificazione

Umidificazione per serre: alla ricerca di proposte funzionali per le collezioni amatoriali di orchidee

Le serre intese come ambienti protetti, necessitano di accorgimenti utili ad organizzare forme di vita al loro interno; i valori da gestire sono umidità, temperatura e luce. Soprattutto nelle serre amatoriali pensate e costruite per coltivare essenze vegetali od arboree esotiche il problema principe è l’umidità ambientale.

Umidificare le serre è una pratica spesso necessaria e non sempre semplice da attuare. In ragione della conformazione e della tipologia delle colture e delle loro peculiari esigenze, si deve valutare come i vari sistemi possano fornire la soglia di umidità desiderata. Oggi il mercato propone sistemi che possono essere riassunti nelle seguenti famiglie:

Tipologie

Umidificatori ad ultrasuoni; adeguati per ambienti di piccole immissioni, hanno costo contenuto ma richiedono una manutenzione accurata e frequente, che porta a maggiore usura dei componenti

Umidificatori ad alta pressione; adeguati a tutti i volumi permettono una nebulizzazione molto fina e di facile gestione. Molto precisi ed efficaci possono essere variamente sofisticati e dal costo variabile.

Umidificatori a bassa pressione; producono uno spray con gocce di grande dimensione e tendono ad inumidire le superfici. Poco precisi e adeguati per ampie superfici hanno costi non elevati

Umidificatori a pacco evaporativo; sfruttano l’evaporazione di filtri imbevuti, efficaci ma poco precisi, utili in grandi ambienti. Necessitano di circolazione aria forzata e pulizia frequente per la salubrità dell’aria

Delle tipologie sopra menzionate quella che permette maggiore flessibilità di impiego e la giusta precisione con autonomia operativa è quella ad alta pressione. Il sistema ad alta pressione può fungere sia da umidificatore che da riduttore della temperatura ambiente. Vi sono numerose realtà che producono sistemi di nebulizzazione tra cui un’azienda italiana,  la Neo Tech, che potete trovare su http://www.fresconaturale.com con la quale Orchids.it sta collaborando al fine di proporre ai tanti coltivatori di orchidee, soluzioni professionali per l’umidificazione. La Neo Tech è una azienda che produce sistemi di nebulizzazione per molteplici applicazioni ivi incluse le serre per orchidee.

Seguiranno altri articoli di approfondimento sul tema. Alla prossima esposizione di  Pordenoneorchidea sarà messa in funzione una unità di nebulizzazione per soluzioni amatoriali: seguiteci anche su https://www.facebook.com/pordenoneorchidea/

Bc. Pastoral: a volte poco “Innocente”

Bc Pastoral ‘Innocence’ AM/AOS: Collezione rio Parnasso
(C. Mademoiselle Louise Pauwels x Bc. Deese)
Bc. Pastroal ‘Innocence’ 1961 AM/AOS, CCM/AOS-JOS, BM/JOGA, PC/JOS BM/JOGA
Ottimo risultato di un incrocio fra (C. Mademoiselle Louise Pauwels x Bc.Deesse ) ottenuto nel 1961 da Rolf Altenbur di Floralia. La genelogia parte dall’incrocio iniziale C. labiata Alba x C. dowiana.
Questa ibridazione ha prodotto diversi cloni famosi (‘White’ Orb, ‘Monica’, ‘Ave Maria’, ‘Ariel Carnier’, ‘Pink Pearl’), ma forse il più noto è ‘Innocence’, caratterizzato dallo “spot” color magenta sul labello, al quale è stato assegnato un AM/AOS nel 1979.
Famosissimo ibrido degli anni passati, desiderato e coltivato ancor oggi da molti coltivatori di tutte le parti del mondo.
Pianta di grosse dimensioni, che produce grandi fiori bianchi e fragranti, con il labello frangiato e la gola color giallo luminoso. Caratteristica inconfondibile di questo clone è l’impercettibile macchia magenta sul bordo del labello, come una goccia di sangue, da cui il nome clonale “innocenza”. Però i fiori non sempre manifestano la loro innocenza, a volte capita che quella inconfondibile goccia di sangue sul labello non compaia, chissà, forse a causa della verginità perduta?
Ad ogni buon conto la pianta si sviluppa facilmente e fiorisce regolarmente fra Natale e fine anno.
Può essere coltivata con successo anche su grandi zattere di legno duro. In tal modo la pianta riceve più luce e produce fioriture più grandi.

Storie di orchidee: Pinalia

Pinalia (ex Eria): floribunda e multiflora, due specie molto simili

Pinalia floribunda
Pinalia multiflora

Spesso guardi con occhio distratto le orchidee della tua collezone senza osservare più di tanto le differenze fra specie appartenenti allo stesso genere.  Poi capita che decidi di approfondire l’esattezza dei nomi e  di due specie affini del genere ex Eria, ora Pinalia, ed ecco che inizia una nuova storia.
Molti anni fa, sicuramente ante CITES, una amica orchidofila in vacanza nell’Isola di Bali, mi recapitò alcune orchidee senza nomi, col trascorrere delle stagioni e con le prime fioriture riuscii a classificarle quasi tutte.
Una però, oltre a classificarla nel genere (Eria), rimase nel limbo dell’incertezza come specie. La bella fioritura di questi giorni mi convince a dedicarle un po’ di tempo.
Coltivo diverse specie di Eria, molte si assomigliano sia per i fiori che per la loro morfologia, ma due, fatta salva la dimensione degli pseudobulbi, sono praticamente uguali: Eria floribunda ed Eria multiflora.

Ricerca

Le due specie di Eria oggetto delle ricerche sono: Eria floribunda ed Eria multiflora
Ma arriva subito la sorpresa che il nome di genere attualmente accettato, non è più Eria, bensì Pinalia.
Recenti studi sul DNA dimostrano che Eria è polifiletico poiché comprende specie derivate da diversi antenati. Sulla base di questi studi, Phillip Cribb e Yan Peng Ng, in Genera Orchidacearum, Volume 4 nel 2005, riconoscono Pinalia come nome di genere valido per molte ex Eria, ivi compresa anche Eria multiflora.
La letteratura offre poche argomentazioni a riguardo della somiglianza fra le due specie.
A dipanare il problema è stato di molto aiuto l’Edwards’s Botanical Register con questa provvidenziale annotazione:
“Una rara piccola pianta per la quale siamo in debito con il signor Van Houtte, di Gand, che ha ricevuto da Java. È piccola con i fiori ricoperti di una fine satinatura, l’unica parte colorata è la colonna, che è viola intenso. In abitudine assomiglia ad un piccolo esemplare di Eria floribunda.
Questa nota evidenzia che sono le dimensioni delle piante a fare la differenza, ma possono tornare utili anche questi disegni in :Johannes Jacobus Smith – Die Orchideen von Java – Figuren-Atlas – Viertes Heft (1911).

Pinalia floribunda – fiori

Pinalia floribunda (Lindl.) Kuntze fu descritta per la prima volta da John Lindley come Eria floribunda nel registro botanico nel 1844. L’epiteto specifico deriva dal latino floribundus (abbondantemente fiorito) per le numerose infiorescenze a molti fiori. Carl Kuntze trasferì questo taxon a Pinalia nel Revisio Generum Plantarum nel 1891.
La specie è originaria di Bali, Java e Sumatra dove cresce sugli alberi delle foreste umide tra 500 e 2200 m di altitudine. Pianta a sviluppo simpodiale con pseudobulbi eretti, staminali, strettamente ellissoidali portati da 2 a 5 foglie morbide, apicali, lineari-lanceolate ed ellittiche, i fiori producono nettare dolce dalla base del labello e hanno un profumo salmastro.
I fiori bianchi violacei si formano su infiorescenze che escono dagli pseudobulbi allungati a forma di fusto e dopo la caduta lasciano segni sul tronco, come fossero dei buchi. Le piccole radici sono di colore marrone e sottili come dei fili.
Le infiorescenze sono spighe compatte, lunghe 10-15 cm, prodotte ai nodi superiori e opposte alle foglie, con tantissimi e minuscoli fiori, di circa 0,5 cm di diametro, color bianco-rosato, pubescente esternamente, con labello rosa violaceo e colonna, fragrante.
Specie florifera che produce diverse infiorescenze su ogni pseudobulbo, quasi a compensare la vita piuttosto breve e le dimensioni minime dei singoli fiori. Richiede ombreggiatura parziale, temperature intermedie, 18-32° C, con valori invernali inferiori a 15° C, umidità costantemente alta, 70-85%, e una posizione ben aerata. Innaffiature regolari e abbondanti, lasciando asciugare parzialmente il substrato prima di ridare acqua, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o con osmosi inversa.
Sinonimi: Dendrolirium micranthum Blume (1825); Dendrolirium multiflorum Blume (1825); Octomeria racemosa Breda (1829); Eria micrantha (Blume) Lindl. (1830); Eria multiflora (Blume) Lindl. (1830); Pinalia micrantha (Blume) Kuntze (1891); Urostachya multiflora (Blume) Rauschert (1983).

Pinalia floribunda – pianta
Pinalia multiflora

Pinalia multiflora (Blume) Kuntze.
La specie è originaria di Bali, Giava e Sumatra dove vive sugli alberi delle foreste umide tra 800 e 2200 m di altitudine.
Pinalia multiflora (Blume) Kuntze, Revis. Gen. Pl. 2: 678 (1891).
Basionimo: Dendrolirium multiflorum Blume, Bijdr. Fl. Ned. Ind.: 349 (1825).
Sinonimo: Eria multiflora (Blume) Lindl., Gen. Sp. Orchid. Pl.: 68 (1830).
E’ una specie epifita morfologicamente simile a Pinalia floribunda che forma densi cespi con rizoma strisciante e pseudobulbi, distanziati tra loro di circa 1 cm, clavato-cilindrici, leggermente compressi lateralmente, di 10-20 cm di altezza e 0,4-0,6 cm di diametro.
Gli pseudobulbi sono provvisti lungo la parte superiore di 2-5 foglie lineari-lanceolate con apice da acuto a ottuso, lunghe 10-22 cm e larghe 1,5-2,6 cm.

Cattleya: gruppo Walkeriana, dubbi e incertezze.

Specie affini… con qualche difficoltà di identificazione

Cattleya walkweriana e Cattleya nobilior sono due specie molto simili (più avanti evidenzieremo le loro diversità), ed in certi casi vivono anche negli stessi habitat, questa loro peculiarità vegetativa facilita varie forme di ibridazione.
Come spesso accade nelle collezioni, in caso di incertezze tassonomica si aspetta la prima fioritura per approfondire le informazioni in possesso. La prima fioritura di un’orchidea è sempre un momento emozionante e qualche volta è anche l’occasione di studio perché il suo coltivatore sente il bisogno di attingere notizie che prima non servivano ed è così che scopre nuovi panorami del fantastico mondo delle orchidee. Nella mia collezione, questo è accaduto con la fioritura di una Cattleya cartellinata come  Cattleya walkweriana f. coerulea. Sin dalle prime ricerche si materializzò il dubbio: “Forse non è questa specie, forse è un ibrido, chissà!” Così inizià un viaggio dentro un piccolo frammento della botanica.

Le coppie critiche
Alcune specie del genere Cattleya, a causa delle loro caratteristiche morfologiche similari, possono essere considerate sorelle e costituiscono le così dette “coppie critiche”:
Cattleya loddigesii – C. harrisoniana
Cattleya nobilior – C. walkeriana
C. guttata – C. leopoldii
C. granulosa – C. schoffieldiana
C. labiata – C. warneri

Per finalizzare le ricerche al tema del post, prendiamo in esame la coppia: (Cattleya walkeriana- Cattleya nobilior). All’inizio del nostro “viaggio”ci tornano sicuramente utili le descrizioni originali riportate in “Flora brasiliensis.

Storia
Cattleya walkeriana Gardner

Cattleya walkeriana è stata scoperta dal medico-botanico inglese George Gardner.
Nel 1839 e nel 1840, Gardner è in Brasile. Egli, durante una visita alla regione diamantifera dello stato di Gerais, raccoglie alcune piante di orchidee abbarbicate su degli alberi situati lungo le rive di un piccolo affluente del Rio San Francisco, Gardneri ntuisce subito che si tratta di specie sconosciute e con gli esemplari raccolti può sicuramente procedere alla loro identificazione. La descrizione di questa nuova specie è stata pubblicata nel 1843 su “London Journal of Botany” ed in quell’occasione Gardner assegna alla nuova specie il nome del suo amico ed accompagnatore Edward Walker.

Endemicità
Cattleya walkeriana è una specie con endemicità molto differenziata. Principalmente si sviluppa in forma epifita, ma anche come rupicola. Sopporta grandi sbalzi di temperatura e di umidità, dai 30° C. giornalieri, che in certi siti possono raggiungere anche i 40°C, per toccare anche i 5°C. durante la notte. Può essere trovata in gran parte dello stato del Minas Gerais e Sao Paulo, ma anche nello stato del Goias e del Mato Grosso.
In alcune zone del Minas Gerais, Cattleya walkeriana e Cattleya bicolor condividono lo stesso habitat, coabitazione che favorisca la nascita di un ibrido primario chiamato Cattleya joaquiniana.
Inoltre, nello stato di Sao Paulo ed in altre parti del Minas Gerais,
Cattleya walkeriana divide il suo habitat con Cattleya loddigesii, dando origine al famoso ibrido naturale denominato Cattleya dolosa, per molto tempo considerata specie.
Nello stato di Goiás, in cui esiste un vasto aerale con la presenza, sia della
Cattleya walkeriana, che della Cattleya nobilior, non è difficile trovare grandi popolazioni della Cattleya mesquitae, ibrido primario tra le due specie.

Cattleya nobilior
Cattleya nobilior Rchb. f.
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Epidendreae
Sottotribù: Laeliinae
Specie: Cattleya nobilior Rchb. f. 1883
Nome popolare: Flor de Piedra.
Sinonimi:
Cattleya walkeriana var nobilior (Rchb.f) Veitch 1887

Cattleya nobilior fiorì per la prima volta in Europa nella collezione della Compagnia Continental (citta di Gent- Belgio), nel mese di Aprile del 1883.
Lucien Linden, proprietario della pianta, abbozzò una sommaria illustrazione e la inviò al botanico Reichenbach (figlio) affinchè potesse descrivere la nuova specie.
Cattleya nobilior è presente come litofita in areali molto vasti (400-1200 metri di altitudine), caratterizzati da estesi affioramenti rocciosi, presenti nelle foreste secche della Bolivia, del Brasile e di una parte del Paraguay.
Il clima tipico delle zone di influenza della Cattleya nobilior è regolato da un periodo secco invernale e la rimanenza dell’anno da uno piovoso, con temperature medie di 25°C.
Stante la tipicità del suo habitat,  Cattleya nobilior rientra fra le orchidee con il metabolismo simile ad alcune piante xerofite detto C.A.M (Crassulacean Acid Methabolism).
Alcune piante xerofite e qualche specie di orchidea, vivono in ambienti caratterizzati da mesi invernali secchi durante i quali l’umidità dell’aria è maggiore di notte, pertanto, queste aprono i loro stomi solamente di notte (normalmente nelle altre piante questo avviene durante il giorno.
Cattleya nobilior è una specie quasi esclusivamente rupicola, vive su formazioni di roccia metamorfica di tipo quarzico e solo raramentesopra gli alberi ( processo metamorfico, detto appunto metamorfismo comporta la trasformazione mineralogica di rocce preesistenti. Una roccia metamorfica si può infatti formare da una roccia ignea, sedimentaria, o da una stessa roccia metamorfica)
Questa specie appartiene al gruppo delle Cattleyae bifoliate, possiede pseudobulbi ellitici, solcati, lunghi da 8 a 15 centimetri; le foglie sono coriacee e misurano da 6 a 15 centimetri.
Le infiorescenze sono basali ed emergono da corti rizomi; i fiori si formano in numero da 2 a 4 con petali e sepali di colore variabile, dal lilla tenue al lilla scuro, più raramente bianchi, coerulei o semi alba. Il labello tetra lobato, avvolge la colonna con lo stesso colore di petali e sepali, mentre la parte apicale è più scura. L’antera è di colore bianco e contiene due paia di pollinia. Fioritura da Agosto a Settembre, fiori sono gradevolmente profumati.

Differenze fra C. walkeriana e C. nobilior
Cattleya nobilior produce 2-4 fiori per infiorescenza, di solito un pò più grandi di quelli della C. walkeriana. Inoltre, la stagione della fioritura delle due specie è quasi all’opposto temporale: in autunno la C. nobilior ed in primavera la C. walkeriana.

Cattleya nobilior
Pseudobulbi esclusivamente con due foglie. Fiori color rosa magenta, a seconda della popolazione, con una vasta zona biancastra a giallastra, che copre la maggior parte del labello, generalmente più scuro dei petali e dei sepali, con venature colore marrone che si diffondono nella maggior parte della sua parte frontale.
I lobi laterali del labello sono ben sviluppati e coprono abbondantemente la colonna.
Colonna frontale posta a 90 gradi rispetto ai petali ed ai sepali.

Cattleya walkeriana
Pseudobulbi tipicamente con una foglia, raramente con due. Fiori di colore magenta con sepali, petali e labello dello stesso colore, a volte più scuro e di solito con solo un piccolo bottoncino centrale bianco o giallastro, posto dove la colonna tocca il labello: è raro notare delle venature scure sul labello.
I lobi laterali del labello sono molto piccoli e coprono solo in parte la base della colonna
Colonna frontale rivolta verso il basso rispetto ai petali ed ai sepali.

Considerazioni
Evidenziate queste diversità dovrebbe essere facile individuare le due specie. Purtroppo non è così perché Cattleya walkeriana e Cattleya nobilior, convivendo negli stessi habitat possono dar luogo a ibridazioni che modificano le loro peculiarità morfologiche originale, inoltre sono state oggetto di innumerevoli impollinazioni artificiali con la conseguente immissione nel mercato orchidofilo di molti “seedling”, di difficile interpretazione. Questo è uno dei lati negativi della propagazione artificiale.

Il caso: unifoliata, ma le infiorescenze si formano alla base degli pseudobulbi, evoluzione della specie? Vai sul link di seguito.