Quest’anno le mie uscite a caccia di spontanee, a causa degli impegni con il nuovo lavoro si erano sostanzialmente azzerate. Ora dopo un ulteriore cambio sono tornato ai vecchi regimi e riesco ad avere i fine settimana liberi per poter dar spazio ai miei hobby.
Approfittando immediatamente di questa ritrovata disponibilità non ci ho pensato due volte nel cogliere al volo una telefonata dell’amico Giovanni e proporgli un’uscita alla caccia (beninteso è sempre fotografica) di alcune spontanee che fioriscono in questo periodo.
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Una grande giornata da incorniciare… e pensare che non era partita nel migliore dei modi
Cypripedium calceolus, nome popolare scarpetta di Venere o Pianella della Madonna
L’appuntamento dei soci del Club per la visita ad una delle colonie più numerose d’Europa era all’uscita del casello autostradale di Verona est alle 9.30 e fin qui tutto bene. Purtroppo, appena formata l’autocolonna, alla seconda rotonda della tangenziale, già ci sian persi. Panico a non finire, ma dopo altri due o tre errori stradali, siamo riusciti a prendere la statale che porta verso l’alta Val d’Illasi… la nostra meta.
La giornata era splendida, le prealpi veronesi limpidissime e la temperatura in pianura sopportabilissima. Era Domenica però, una Domenica di inizio estate che gran parte dei veronesi aveva deciso di spendere in montagna. Alle 10 del mattino il traffico automobilistico lungo la strada che porta in Val d’Illasi era stranamente scarso… per forza, gli escursionisti erano già tutti piazzati lungo i numerosi sentieri, sin dalle prime ore mattino: le loro automobili però, erano tutte parcheggiate lungo le rive della strettissima strada piena di tornanti che porta al rifugio Revolto (1336 metri di altitudine).
Chilometri di automobili parcheggiate senza soluzione di continuità, il nostro gruppo, dopo una serie di manovre è riuscito a parcheggiare le auto a 15 minuti di strada a piedi. Niente paura, armi e bagagli, e su per le ripide rive dei sentieri che tagliano di brutto i tornanti della strada asfaltata.
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Visto che ci avviciniamo alle feste Ntalizie divertiamoci con un bel quiz e godiamoci questa bella coreografia.
In natura non capiterà mai di vedere queste orchidee insieme, i luoghi delle loro endemicità sono diversi… miracoli delle collezioni.
Una delle orchidee in fioritura nella foto, proviene da VACHEROT & LECOUFLE ed è stata acquistata tanti anni fa al Flormart di Padova, le altre due sono divisioni regalatemi da un amico collezionista.
Divertitevi a trovare i nomi di genere e specie, provate a dare anche un vostro valore commerciale ad ogni singolo esemplare e soprattutto, conoscendo i periodi di fioritura delle piante, indovinate giorno e mese in cui può essere stata scattata la foto.
Orchidea nera? Non proprio, ma i suoi fiori sono di un bel colore scuro
Alta, appesa sui sostegni superiori della serra, viveva indisturbata da anni la mia Trichoglottis brachiata senza mai mostrarmi i suoi fiori… per la verità uno sono riuscito a vederlo qualche anno fa.
Tanto ero rassegnato che durante le bagnature, nemmeno buttavo lo sguardo su di lei ma, sorpresa delle sorprese, quasi nascosti dalle foglie coriacee, ecco che quest’anno sono spuntati i suoi bellissimi fiori.
Questa bella specie produce fiori testurizzati con petali e sepali ricchi di rosso porpora, labello viola e bianco, talvolta è denominata Orchidea Nera
Trichoglottis brachiata Ames, Orchidaceae 7: 136 (1922).
Familglia: Orchidaceae
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Vandeae
Sottotribù: Aeridinae
Nome scientifico: Trichoglottis brachiata Ames
Sinonimi: Trichoglottis atropurpurea Reichb.f. 1877;Trichoglottis philippinensis Lindley var. brachiata (Ames) L. O. Williams
Distribuzione: Filppine
Origine del nome: dalla struttura corpulenta della sua vegetazione (brachitipo)
Specie epifita endemica nelle Filippine, vive ad altitudini di 300 metri sul livello del mare.
Pianta a sviluppo monopodiale dotata di lunghe ramificazioni che necessitano di sostegni, garantiti in natura da grosse radici bianche prodotte lungo i fusti vegetativi.
Le vegetazioni sono avvolte da foglie distiche, coriacee, oblunghe-ovali e carinate. In estate, nelle ascelle delle foglie si formano corte infiorescenze con 1 o 2 fiori carnosi e fragranti, carichi di un bel colore scuro.
Trichoglottis brachiata richiede molta acqua, abbondanti fertilizzazioni e molta luce durante il periodo della crescita. Conviene coltivare questa orchidea in vasi con substrato grossolano (bark di grossa pezzatura) dotati di tutore lungo il quale sostenere i suoi fusti vegetativi.
Le deliziose fioriture di questa bella specie diventano copiose su esemplari molto sviluppati; Trichoglottis brachiata non è consigliabile a neofiti sprovvisti di serra.
…ovvero, quando i Cymbiduim fioriscono anche in estate
Grande è stata la sorpresa nel veder fiorire questa orchidea cinese a ferragosto, ed allora dedichiamola ai giorni delle Olimpiadi in Cina, inaugurate a Pechino l’08.08.08.
Cymbidium Cinesi
Il genere Cymbidium è molto popolare, amato dai collezionisti e nelle zone a clima mite, coltivato anche all’aperto nei giardini insieme ad altre piante da fiore.
Se vi capita di viaggiare nei paesi dell’estremo oriente avrete la fortuna di vedere specie di Cymbidium esili, molto decorativi e gradevolmente profumati.
Per molti secoli i Cymbidium cinesi sono stati molto popolari nella coltivazione in vari paesi quali ad esempio: Cina, Corea, Taiwan e Giappone.
In Cina è un grande onore donare o ricevere una di queste orchidee straordinarie perché sono considerate simboli di virtuosismo e di amicizia. Queste orchidee sono apprezzate, sia per le loro fioriture fragranti che per il portamento grazioso delle foglie.
Confucio denominò queste piante “ Re della fragranza” ed ancora oggi in quei luoghi sono conosciute con questo nome popolare.
I Cymbidium cinesi sono raggruppati in un sottogenere chiamato Jensoa.
Le cinque specie che compongono questo sottogenere sono: Cymbidium ensifolium (Jian Lan), Cymbidium goeringii (Chun Lan), Cymbidium kanran (Han Lan), Cymbidium sinense (Mo Lan), e Cymbidium faberi (Hui Lan).
Le orchidee, generalmente, non sono conosciute per la bellezza del loro fogliame. I Cymbidium cinesi sono un eccezione a questa regola. Le foglie di queste orchidee sono amate tanto quanto le fioriture. Infatti, i Cymbidium variegati sono esposti e giudicati spesso nelle esposizioni orchidofile senza fioriture! Ogni specie di Cymbidium cinese fiorisce in tempi diversi dell’anno, questa peculiarità consente ai collezionisti di avere sempre piante in fioritura.
I fiori tendono ad essere piccoli, ma abbondanti più alti della pianta. In ogni specie, i colori possono variare notevolmente.
Nel loro ambiente naturale, i Cymbidium cinesi crescono sia nelle parti basse delle montagne (Cymbidium sinese) che nelle vette (Cymbidium faberi). La maggior parte delle specie richiedono luce molto filtrata, zone protette ed ambienti circostanti sempre umidi. Possono essere trovati a crescere protetti da altra vegetazione che funge da filtro del sole.

Cymbidium ensifolium
Descritto da Linnaeus nel 1753 in seminal Species Plantarum.
Potrebbe essere più facile da dire dove questa specie non si sviluppa, poiché è presente nella maggior parte dei paesi in cui vivono altre specie di Cymbidium. È una specie in gran parte terrestre di formato modesto che forma steli fiorali con 2-10 fiori fragranti di (5 cm), di colore verde o verdastro-marrone, nella fine dell’estate o inizio autunno.
Questa specie è famosa in quanto un genitore del Cymbidium tetraploide – Peter Pan ‘ Greensleeves’. Questa orchidea, a sua volta, è stata utilizzata negli incroci a fioritura tardiva degli ibridi moderni producendo una certa progenie attraente che fiorisce a metà e/o alla fine dell’estate. I fiori della maggior parte di questi ibridi non durano molto recisi ed è più interessante ammirarli sulla pianta. Cymbidium sinense è una specie simile ed entrambi sono stati usati per produrre gli ibridi temperatura-tolleranti che fioriranno nei tropici.

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