Anteprima: Barlia robertiana a Brescia!

L’amico Alessio di Brescia ci scrive:

barlia_robert… “Ieri, 28 Marzo 2010, facendo una passeggiata per l’azienda agricola di mia moglie sui Ronchi di san Francesco a Brescia (nel comune di Brescia) mi sono imbattuto in quella che a me sembra indubitabilmente una stazione spontanea di “Barlia robertiana” che sta per iniziare a fiorire.
Da un libro in mio possesso sulle orchidee spontanee bresciane (FENAROLI F. e TONNI BAZZA C., 1994 – Orchidee spontanee nel Bresciano. Ecoservizi, Brescia:), questa orchidea era nel 1994 classificata estremamente rara e localizzata nel bresciano, e si attendeva appunto il ritrovamento di una stazione diversa dal lago di Garda per annoverarla a pieno titolo tra quelle presenti a Brescia. Dal ’94 sono passati pero’ gia’ 16 anni…. ho scritto al GIROS e mi confermano che quella in foto è una Barlia robertiana e che questa è la prima segnalazione in Brescia escluso il lago di Garda… una conferma che questa orchidea è in espansione un po’ in tutto il nord.
Nei prossimi giorni spero di trovarla tutta fiorita e – se Inky e Querida, cavalla e cavallina, non se la mangiano – spero di mandarvi delle foto piu’ belle.
La fioritura non e’ ancora completa nemmeno per i primi due fiori della spiga, ma ritengo che l’identificazione sia giusta: il lungo labello centrale e’ ancora parzialmente “arrotolato” ma è presente.”…

Grazie Alessio, attendiamo altre foto da inserire nel post… manda pure le foto a orchids, ora il blog viaggia in banda larga 😉

Spontanee…è l’ora delle Epipactis

Quest’anno le mie uscite a caccia di spontanee, a causa degli impegni con il nuovo lavoro si erano sostanzialmente azzerate. Ora dopo un ulteriore cambio sono tornato ai vecchi regimi e riesco ad avere i fine settimana liberi per poter dar spazio ai miei hobby.
Approfittando immediatamente di questa ritrovata disponibilità non ci ho pensato due volte nel cogliere al volo una telefonata dell’amico Giovanni e proporgli un’uscita alla caccia (beninteso è sempre fotografica) di alcune spontanee che fioriscono in questo periodo.
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Orchidee spontanee: nuvole di “Pianelle”, ma non solo loro

Una grande giornata da incorniciare… e pensare che non era partita nel migliore dei modi

Cypripedium calceolus, nome popolare scarpetta di Venere o Pianella della Madonna

L’appuntamento dei soci del Club per la visita ad una delle colonie più numerose d’Europa era all’uscita del casello autostradale di Verona est alle 9.30 e fin qui tutto bene. Purtroppo, appena formata l’autocolonna, alla seconda rotonda della tangenziale, già ci sian persi. Panico a non finire, ma dopo altri due o tre errori stradali, siamo riusciti a prendere la statale che porta verso l’alta Val d’Illasi… la nostra meta.
carega_vinc_4La giornata era splendida, le prealpi veronesi limpidissime e la temperatura in pianura sopportabilissima. Era Domenica però, una Domenica di inizio estate che gran parte dei veronesi aveva deciso di spendere in montagna. Alle 10 del mattino il traffico automobilistico lungo la strada che porta in Val d’Illasi era stranamente scarso… per forza, gli escursionisti erano già tutti piazzati lungo i numerosi sentieri, sin dalle prime ore mattino: le loro automobili però, erano tutte parcheggiate lungo le rive della strettissima strada piena di tornanti che porta al rifugio Revolto (1336 metri di altitudine).
Chilometri di automobili parcheggiate senza soluzione di continuità, il nostro gruppo, dopo una serie di manovre è riuscito a parcheggiare le auto a 15 minuti di strada a piedi. Niente paura, armi e bagagli, e su per le ripide rive dei sentieri che tagliano di brutto i tornanti della strada asfaltata.
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Sole e orchidee in serra: un quiz per Natale

Visto che ci avviciniamo alle feste Ntalizie divertiamoci con un bel quiz e godiamoci questa bella coreografia.
In natura non capiterà mai di vedere queste orchidee insieme, i luoghi delle loro endemicità sono diversi… miracoli delle collezioni.
Una delle orchidee in fioritura nella foto, proviene da VACHEROT & LECOUFLE ed è stata acquistata tanti anni fa al Flormart di Padova, le altre due sono divisioni regalatemi da un amico collezionista.
Divertitevi a trovare i nomi di genere e specie, provate a dare anche un vostro valore commerciale ad ogni singolo esemplare e soprattutto, conoscendo i periodi di fioritura delle piante, indovinate giorno e mese in cui può essere stata scattata la foto.

Trichoglottis brachiata…quei bei fiori rosso porpora

Orchidea nera? Non proprio, ma i suoi fiori sono di un bel colore scuro
Alta, appesa sui sostegni superiori della serra, viveva indisturbata da anni la mia Trichoglottis brachiata senza mai mostrarmi i suoi fiori… per la verità uno sono riuscito a vederlo qualche anno fa.
Tanto ero rassegnato che durante le bagnature, nemmeno buttavo lo sguardo su di lei ma, sorpresa delle sorprese, quasi nascosti dalle foglie coriacee, ecco che quest’anno sono spuntati i suoi bellissimi fiori.
Questa bella specie produce fiori testurizzati con petali e sepali ricchi di rosso porpora, labello viola e bianco, talvolta è denominata Orchidea Nera
Trichoglottis brachiata Ames, Orchidaceae 7: 136 (1922).

Familglia: Orchidaceae
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Vandeae
Sottotribù: Aeridinae
Nome scientifico: Trichoglottis brachiata Ames
Sinonimi: Trichoglottis atropurpurea Reichb.f. 1877;Trichoglottis philippinensis Lindley var. brachiata (Ames) L. O. Williams
Distribuzione: Filppine
Origine del nome: dalla struttura corpulenta della sua vegetazione (brachitipo)
Specie epifita endemica nelle Filippine, vive ad altitudini di 300 metri sul livello del mare.
Pianta a sviluppo monopodiale dotata di lunghe ramificazioni che necessitano di sostegni, garantiti in natura da grosse radici bianche prodotte lungo i fusti vegetativi.
Le vegetazioni sono avvolte da foglie distiche, coriacee, oblunghe-ovali e carinate. In estate, nelle ascelle delle foglie si formano corte infiorescenze con 1 o 2 fiori carnosi e fragranti, carichi di un bel colore scuro.
Trichoglottis brachiata richiede molta acqua, abbondanti fertilizzazioni e molta luce durante il periodo della crescita. Conviene coltivare questa orchidea in vasi con substrato grossolano (bark di grossa pezzatura) dotati di tutore lungo il quale sostenere i suoi fusti vegetativi.
Le deliziose fioriture di questa bella specie diventano copiose su esemplari molto sviluppati; Trichoglottis brachiata non è consigliabile a neofiti sprovvisti di serra.