Collaudo impianto fog: esperienze e consigli

Questo VIDEO è il risultato finale del test effettuato su vari elementi che compongono il tanto desiderato sistema per la produzione di nebbia in serra: il sistema fog.

Cercheremo di “guardare dentro” al sistema di gran lunga più usato per produrre nebbia artificiale “fog”: nebulizzazione dell’acqua con l’ausilio di una pompa ad alta pressione, nelle serre amatoriali per la coltivazione di orchidee e di altre essenze esotiche..
Ci dedicheremo esclusivamente alla conoscenza della tecnologia di cui è dotato tale sistema, tralasciando l’insieme impiantistico di gestione, per analizzare altresì le peculiarità delle sue componenti primarie, e cioè:
1 – Pompa ad alta pressione (70-100 Bar).
2 – Ugelli.
3 – Porta ugelli.
4 – Tubi di raccordo.
In buona sostanza questi sono i componenti che bisogna conoscere bene per poter fare una scelta oculata al momento dell’acquisto e per avere poi, in fase di esercizio, la dovuta padronanza in caso di imprevisti.

La pompa.
001Per la produzione di nebbia artificiale, la pompa è l’elemento fondamentale.

Posto che in termini di dimensione il nostro ambito di interesse è uno spazio chiuso (serra), che può partire dai 10 metri quadri per giungere fino ai 70-80 metri quadri, la scelta del modello giusto va indirizzata nel settore della produzione per usi industriali.

Idropulitrici
Le pompe ad alta pressione sono elemento essenziale per la realizzazione di idropultrici, ed è proprio da questo uso che derivano, opportunamente adeguate, le pompe per la produzione di nebbia.
La differenza sostanziale fra i due tipi di pompe sta tutta nella diversa taratura della quantità del flusso d’acqua nel tempo.
Generalmente l’idropulitrice ha una portata nell’ordine di circa 10 litri per minuto, mentre per le nostre necessità è sufficiente un flusso di 0,5 – 1 o 2 litri al minuto.
In entrambi i casi è la qualità della pompa, che fa valore aggiunto del prodotto e questo si evince dai materiali con i quali è costruita: pistoncini in bronzo piuttosto che in plastica e tecnologia di comando e protezione.
002Le parti sostanziali della pompa sono: ingresso acqua, motore elettrico, blocco compressione dell’acqua, regolatore della pressione di spinta e raccordi di uscita acqua.

A partire da questa essenzialità, in commercio si possono trovare pompe con soluzioni più sofisticate, sia di controllo d’ingresso, protezione e verifica in uscita.

La scelta della pompa
Un vecchio “adagio” recita: quello che non c’è non si guasta mai. Facendo tesoro di questa metafora, andremo a trovare quel prodotto che garantisce qualità, semplicità e nello stesso tempo, economicità.
004Per effettuare tutte le operazioni di collaudo, rivolte soprattutto alla verifica della buona funzionalità di vari tipi di ugelli per nebulizzazione attualmente in commercio, ho usato una vecchia pompa, per certi versi “spartana”, ma che rispondeva decisamente ai criteri di cui sopra: potenza del motore contenuta (bassi consumi), essenzialità (elettrovalvola in ingresso per il blocco del flusso d’acqua in caso di allacciamento all’acquedotto), blocco di pressione in bronzo e regolazione della pressione in uscita.
La pompa ha risposto egregiamente a tutte le condizioni di “stress-test” a cui è stata sottoposta.

Allacciamento dell’impianto alla pompa.
040Pur non volendoci addentrare nella struttura dell’impianto di distribuzione degli ugelli è utile fare alcune considerazioni.
La rete di distribuzione necessita di raccordi fra gli ugelli e cioè: porta ugelli e condotte, che possono essere in rame (soluzione costosa), o di materiale plastico. Il diametro consigliato è quello 041evidenziato nella foto.

Innesto del tubo.
Durante le operazioni di innesto del tubo nel foro del porta ugello va fatta particolare attenzione. Il tubo va tagliato senza produrre sbavature e va innestato con decisione fino a sentire il classico “clik” delle lamelle di ancoraggio interne al porta ugelli.
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Separazione pompa-rete di distribuzione.
E’ utile prevedere la possibilità di separazione fra rete di distribuzione e blocco pompa. Questa soluzione consente di staccare la pompa stessa, senza dover sfilare il tubo, operazione sempre ostica da compiersi.
A tal proposito si può installare un raccordo filettato a tenuta stagna maschio/femmina, fra pompa e tubazioni dell’impianto.

Ugelli
015In commercio ci sono vari tipi di ugelli appositamente studiati per nebulizzare l’acqua.
Nella foto alla vostra sinistra sono esposti vari tipi di ugelli in commercio, smontati e con le parti che li compongono, distribuite in sequenza di sistemazione.
Si possono notare piccole differenze fra loro: in alto un vecchio modello in bronzo, al centro una versione recente dotata di filtro, in basso con pistoncino ad imbuto rovesciato.
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Micronizzazione dell’acqua.
La tecnologia di fondo alla quale si rifanno la varie marche di ugelli è la micronizzazione dell’acqua, facendola passare ad alta pressione attraverso un piccolo foro praticato al centro della testa dell’ugello, opportunamente “vorticizzata” da un pistoncino interno.
Il pistoncino è a forma di chiodo con la punta dotata di due minuscole incisioni oblique (vedi foto a sinistra) che generano l’uscita vorticosa dal foro.
Tale principio emula sostanzialmente quello in uso nei bruciatori a gasolio.

Blocco del flusso d’acqua
Uno dei problemi che si presentano negli impianti di micronizzazione dell’acqua è quello della spruzzatina029 d’acqua a fine lavoro.
Nei bruciatori, il flusso di liquido a fine accensione (onde evitare indebite uscite) è bloccato da un’elettrovalvola, nei nostri ugelli invece, tale funzione è assolta da una molla dotata di un piccolo tappo che lascia fluire l’acqua solamente in presenza di pressione superiore a 30 – 40 bar circa.
Il buono stato di questa molla e l’integrità del tappo in gomma o silicone, a seconda del modello in uso, sono elementi importanti per il regolare flusso dell’acqua.

Ugello con filtro incorporato
La purezza dell’acqua utilizzata negli impianti di nebulizzazione è molto importante per la durata ed il buon funzionamento del sistema fog.
018A questo scopo sono previsti dei punti di filtraggio a monte in ingresso dell’acqua nella pompa. Di recente sono stati messi in commercio, ugelli dotati di filtro incorporato (vedi foto a sinistra).

Ugello con pistoncino ad imbuto
019Questa è una soluzione abbastanza interessante, il pistoncino (quel famoso “chiodo” con le due incisioni infilato nella testina) è stato sostituito da un “imbuto pieno, a forma di cono ziglinato” che entra con la sua punta nel foro della testina stessa.
In questo caso la nebulizzazione è provocata dalle ziglinature che spaccano l’acqua già prima che 035 fuoriesca dal foro. Forse a garanzia della resistenza fisica del piccolo foro, ovviamente più soggetto a usura, nelle ultime versioni la parte di contato con il pistoncino è di rubino.
Durante i test di questo ugello ho rilevato una migliore micronizzazione dell’acqua rispetto agli ugelli “tradizionali”, ma per converso si è presentata una relativa difficoltà di funzionamento: dopo poche ore vari ugelli bloccano l’uscita dell’acqua.

Guarnizioni O-Ring
008036Il tallone d’achille degli ugelli, soprattutto nella versione con pistoncino ad imbuto, è la tenuta idraulica con i porta ugelli. Tutto il sistema di tenuta, fra i vari componenti dell’ugello ed anche fra ugello e porta ugello è garantito da una serie di piccole guarnizioni O-Ring.
Ho verificato che, sia per il normale processo di invecchiamento, ma anche per le reiterate operazioni di pulizia, le guarnizioni perdono la loro tenuta e a volte si rompono.
Le guarnizioni, dapprima di gomma, ora in parte sostituite con similari in silicone, escono facilmente dalla loro sede, particolarmente quest’ultime, lasciando così uscire acqua con la conseguenza di indebite spruzzate e di perdite di pressione dell’impianto.

014Il reperimento degli O-Ring giusti è impresa non facile. Si possono trovare in qualche magazzino di forniture industriali, oppure vanno acquistati inizialmente, insieme agli altri componenti.
Queste sono le misure consigliate: diametro 4 mm e spessore da 1mm e da 1,4mm.
Il problema si complica quando gli ugelli sono installati in porta ugelli miniaturizzati per tubature di diametro ridotto.

Note:
1 – Mi scuso per avervi mostrato le mie mani sporche, ma le foto sono state scattate durante le operazioni di collaudo e di norma non lavoro con i guanti.
2 – I prodotti descritti in questo post sono acquistabili anche in e-commerce presso SerreGiardini

EFESTO… un “trono” per le tue passioni verdi

L’idea del bancale intelligente.
Quel giorno ero intento a costruire i bancali per la nuova serra, in loco, quando mio figlio (tecnologico ante litteram), guardandomi con fare compassionevole esordì: “Così non va caro papà! Il bancale deve essere modulare e componibile, solo così potrà soddisfare tutte le esigenze, in serra userete vari moduli fino a raggiungere le dimensioni di ingombro desiderate e nelle verande delle signore “Maria”, potrà starci il modulo base che non dovrà superare l’ingombro di uno o due metri: IKEA insegna” – concluse.

Efesto Vulcano forgia le folgoriE’ così che cominciò a frullare nella mia testa, l’idea del “bancale intelligente”, di poco ingombro, componibile con facilità, resistente e modulare. Quasi ogni giorno il mio pensiero andava a quel vecchio fabbro, conosciuto anni fa in Grecia a Cleo, piccolo paese dell’Isola di Lesbo.
La sua bottega era poco più che una grotta buia dalle pareti scure, informi, con il pavimento fatto di unti sedimenti polverosi, ma dalle sue mani uscivano dei veri capolavori. Chissà, forse era la reincarnazione di Efesto, nella mitologia greca e Vulcano in quella latina, dio del fuoco e dei Fabbri.

Vulcano forgia le folgori per Giove
Pieter Paul Rubens (Siegen, Vestfalia, 1577 – Anversa 1640)

Mitologia, fonte di ispirazione
Efesto, divinità greca del fuoco, figlio di Zeus e di Era, nacque zoppo, e per questo la madre lo gettò dall’Olimpo in mare, dove fu raccolto dalle ninfe Eurinome e Tetide. Si racconta che Efesto per vendicarsi della madre le costruì un trono d’oro con dei lacci inestricabili per chi vi si fosse seduto; Era vi rimase avvinta e per scioglierla, Dionisio convinse Efesto a risalire nell’Olimpo per liberarla dai legami che egli solo sapeva districare. Da allora Efesto è il dio dei fabbri ed è a lui che abbiamo chiesto collaborazione per creare: il trono per le tue passioni verdi.
063 Il bancale intelligente
A dire il vero non è stato proprio Efesto a dar vita al nostro “prototipo”, ma quello che vedrete in sequenza fotografica è opera di un bravo artigiano modenese e verrà presentato in anteprima a Pordenoneorchidea 2014.
Come si può vedere nella foto a sinstra, ecco tutto l’occorrente per costruire una unità modulare a tre gradini con alzata di 2 m x 1,5 di lunghezza.
I moduli sono facilmente componibili e sono stati studiati per resistere all’aggressione degli agenti esterni attraverso una verniciatura integrale a caldo. il peso complessivo del colle è di circa 30 Kg.
078 Sono sufficenti 6 bulloni – et voilà – e l’intera struttura sta in piedi. Questa può essere singola (con tre gradini di lato, vedi foto) e appoggiata a parete, oppure doppia e sistemata nella parte centrale della serra. Il tutto è regolabile in altezza a seconda degli usi e dei luoghi.
005L’alzata è stata studiata per ospitare piante sistemate su zattera, ma anche, vista la sua maglia spessa e resistente, può essere attrezzata come giardino pensile dove poter creare gli habitat per alloggiare miniature di varia natura: Orchidee, Tillandsie, Succulente ed altre essenze da collezione.
Sappiamo tutti che le piante su zattera asciugano più velocemente rispetto a quelle in vaso, per questo motivo, sul lato più alto della griglia verticale saranno sistemati gli ugelli dell’impianto nebbia.

086 Ecco le prime due regine sedute sul “trono” di EFESTO, pare si siano trovate bene.
Al netto di piccole ed eventuali modifiche, questo “bancale intelligente” sarà presto disponibile nel mercato delle serre amatoriali: ovviamente è già brevettato. Per informazioni di vario genere inviate una mail a info@orchids.it

Serra “Orchidea” prototipo… quasi finita!

Un bel lavoro, veramente un ottima idea messa nero su bianco… quella che mancava per l’amatorialità orchidofila.
La grande disponibilità di Luca, titolare di “Serregiardini” nel volersi cimentare in questa avventura, condita con il lavoro certosino, frutto di tanti anni di mie sperimentazioni nella coltivazione amatoriale delle orchidee, hanno dato vita ad un bel giocattolo per il collezionismo orchidofilo.
Le prime prove di funzionalità stanno dando buoni risultati: temperatura ed umidità interne tengono bene.
Ora manca solamente l’ultimazione dell’impiantistica con le necessarie automazioni e poi si procederà a collaudare la serra con l’inserimento di orchidee e quant’altro andrà a colonizzare il nuovo ambiente, solo dopo l’ambientazione, avrà luogo la presentazione pubblica (prevista per una Domenica di Settembre p.v.)
Sarà mia cura invitare alla presentazione della nuova serra, tutte le amiche e gli amici orchidofili che vorranno condividere questo evento inusuale.
Badate bene, non sarà inaugurazione perché la serra è solo un prototipo di una serie che poi entrerà in produzione e vendita dalla ditta “Serregiardini di Mirandola Modena. Il raduno, oltre ad essere un bel momento enogastronomico fra amici appassionati, sarà anche l’occasione per valutare e discutere le soluzioni proposte per la coltivazione delle orchidee.

Ecco in anteprima, alcune foto d’insieme e di qualche particolare tecnico:

Chi vorrà e chi verrà, vedrà la “scatola” piena di orchidee e sarà tutta un’altra visione.

Il sogno di ogni collezionista di orchidee: la serra!

Coltivare orchidee esotiche è facile, basta creare l’habitat ideale per la loro vita, e questo è il vero problema da risolvere.
Sintetizzando, serve la serra! Serra che funzioni, che duri nel tempo e che sia anche bella… perché no!
Ecco il sogno, il sogno che mi ha accompagnato nei miei oltre 30 anni di vita con le orchidee, sogno che ho realizzato inventando soluzioni, accumulando nel tempo un bagaglio di esperienze, sia nella creazione di microclimi ideali, sia anche nella coltivazione.
Via via negli anni e da diversi coltivatori dilettanti ho visto nascere molte serre amatoriali, qualcuna auto costruita ed altre date in mano ad artigiani inesperti. Ho visto dei veri e propri obrobri, ma anche qualche buona soluzione. Il cruccio che mi ossessiona quando mi si chiedono consigli sulla serra in costruzione – per altro raramente seguiti – è quello di mettere in pratica le mie esperienze per realizzare un prototipo di serra per le orchidee, bello e funzionale.

Serra mod. “ORCHidea di Guido” (particolare)

Nasce il progetto: “ORCHidea di Guido”
Il progetto nasce da una conversazione con Luca Bedin, titolare di Serregiardini quando ad una sua precisa domanda – Guido, proviamo a costruire una serra amatoriale chiavi in mano, studiata per la coltivazione delle orchidee? – con un p’ò di incoscienza ho risposto: perché no! Così è partita l’avventura che ci porterà alla realizzazione del prototipo di quello che mancava, che poi sarà messo in vendita su scala commerciale: una serra amatoriale con prestazioni professionali, di dimensioni modulabili, esplicitamente studiata per le orchidee.

La serra (strutture “Serregiardini” – soluzioni tecnologiche di coltivazione “Guido”) sta “crescendo” da me. La presentazione ufficiale avrà luogo presumibilmente entro il mese di Agosto 2013.
Per tale occasione sarà dato alle stampe un libro illustrativo, corredato di un CD, dove saranno spiegati tutti i perché delle scelte tecniche applicate ed anche dei piccoli trucchi di una buona coltivazione: praticamente una guida illustrata alla coltivazione delle orchidee esotiche, con le storie e le leggende che da secoli accompagnano quel magico mondo.

PS) – Quando la serra sarà messa a regime (tecnologie funzionanti e piena di piante), ci sarà la cerimonia di presentazione, che avrà luogo presso la mia dimora. Chi desidererà presenziare invii una e-mail a info@orchids.it – posti limitati.