L’ANALISI

LE ORCHIDEE IN AUTUNNO

Le orchidee che noi coltiviamo in serra, sui davanzali, nelle e logge ed in mille altri modi, provengono da paesi dove le condizioni stagionali sono notevolmente diverse dalle nostre.
Molte specie vivono bene con temperature minime di 18 – 20 gradi centigradi, altre si accontentano di 14-15 ed altre ancora prediligono il freddo, 5 – 10 gradi.

Il dato della minima temperatura accettabile, è molto importante per la coltivazione in quanto raggruppa empiricamente, tutte le orchidee in tre grandi casistiche: da serra calda 18 – 20 gradi minimi, intermedia 14 – 15 e fredda 5-10.

La parola “SERRA” è da considerarsi un concetto esemplificativo per rappresentare spazi ambientali attrezzati e circoscritti, entro i quali si creano le diverse condizioni ambientali.

Possono quindi essere vere e proprie serre, oppure piccoli orchidari e non da ultime tutte quelle soluzioni ingegnose, attivate dall’inventiva dei piccoli collezionisti da davanzale, armadio o scantinato.

Naturalmente la temperatura minima nelle nostre coltivazioni è un problema che si presenta durante la stagione fredda (autunno inverno) e coinvolge tutti i sistemi di coltivazione: anche l’ormai mitica “signora Maria” deve risolverlo, tanto quanto il possessore delle più ricercate tecnologie.

Il secondo problema che affligge le orchidee in coltivazione nei siti con sensibili differenze delle ore di luce stagionali, è la repentina diminuzione della luminosità durante la stagione fredda.

All’inizio del mio articolo, evidenzio per l’appunto che le orchidee provengono da luoghi nei quali le stagioni sono diverse dalle nostre e si differenziano soprattutto per le ore di luce che sono abbastanza simili col cambiare delle stagioni.

La necessità di arricchire la fonte luminosa disponibile è determinata non necessariamente dalle poche ore ma soprattutto dalla scarsa luce sfruttabile all’inizio ed alla fine del ciclo giornaliero diurno ed è appunto in queste ore che è opportuno intervenire.

Questa peculiarità, determina la necessità di dover sopperire artificialmente con fonti luminose accessorie, durante la stagione buia.

Questo caso non è importante nelle serre, in quanto l’equilibrio complessivo “temperatura – umidità –luminosità” si regge sempre.

Nella coltivazione professionale, si gioca con il controllo delle ore di luce, nei casi in cui si coltivino orchidee fotosensibili e si voglia forzare il loro periodo di fioritura, mentre nelle coltivazioni amatoriali, durante la stagione fredda si prende atto che il ciclo biologico rallenta e si aspetta la nuova stagione.

L’effetto della carenza di luminosità si amplifica e crea veramente situazioni di disagio alle orchidee, nelle coltivazioni che io chiamo (non me ne vogliano gli amici) precarie.

Le coltivazioni sulle finestre nei soggiorni nelle logge ed in tutti quei posti che la nostra fantasia scova in casa, quando arriva l’autunno cominciano a dare segni di crisi e tutto quello che si è cercato di fare in estate, vanifica se non si aiutano le nostre orchidee.

Di primo acchito si pensa subito alla luce ed è per certi aspetti giusto, ma non basta.
Sulle soluzioni tecniche da adottare mi soffermo velocemente ed in termini generali in quanto le strategie particolari, sono legate alle specifiche varianti dei singoli casi.

Si è visto che anche le più piccole collezioni annoverano specie con esigenze diverse di luminosità, quindi la soluzione mediana che tenga conto di un supplemento di luce sufficiente a garantire complessivamente 10000 – 12000 lux (unità di misura della luminosità) può diventare un valido contributo.

Per individuare la potenza della fonte luminosa artificiale da attivare, si moltiplicano i lux per i metri quadri da illuminare e si trovano i lumen necessari, con questi dati si decide di installare fonti luminose tendenti a simulare la luce del sole: lampade ad incandescenza (consumano troppo e rendono poco), tubi al neon specifici (economici di buona resa ma antiestetici), faretti alogeni ( buoni ma costano).

Secondo la mia opinione, non è necessario che le ore di luce supplementare, eccedano di tanto, rispetto a quelle stagionali naturali. Ci sono altre opinioni rispettabili che invece sostengono la tesi della forzatura.

Alle nostre orchidee, oltre alla luminosità bisogna anche garantire la temperatura minima e lo sbalzo termico tra il giorno e la notte: minimo di 2 gradi centigradi.

Nelle serre, con una minima insolazione estemporanea, le temperature diurne aumentano da sole; negli altri casi è opportuno provvedere con sistemi di riscaldamento e/o di accumulo dell’eventuale insolazione proveniente dalla finestra ecc.

Terzo aspetto, sempre difficile da rispettare nelle coltivazioni casalinghe, è per l’appunto l’umidità.
Stabilita l’utilità dell’umidificatore ad ultrasuoni, abbastanza economico e di facile reperimento, bisogna anche dire che molti coltivatori hanno escogitato tanti altri sistemi artigianali, che pregherei di illustrare se credono, nei commenti.

AUTUNNO IN SERRA
Per i possessori di serra, l’autunno è fonte di molte preoccupazioni, visti anche i recenti andamenti delle fonti energetiche tradizionali, la più assillante è ovviamente il riscaldamento.

Riscaldare costa e quindi diventa importante trovare soluzioni che portano a risparmiare.
La prima e buona regola del risparmio sul riscaldamento è la più ovvia e la meno osservata, perlomeno nelle fasi progettuali della serra: una puntigliosa coibentazione, che si ottiene usando materiali quali vetro camera, policarbonato oppure doppio nylon con gonfiatura interna.

Molti coltivatori, durante l’inverno, usano proteggere internamente la serra, con nylon dotato di piccole camere d’aria a forma ovale.
Altro accorgimento che porta al risparmio, è quello di abbondare nella potenza dei vari sistemi di riscaldamento in uso, la scelta della fonte energetica è ovviamente legata a fattori contingenti: personalmente ritengo che riscaldare con stufe ad aria calda dotate di bruciatore a gasolio, sia la soluzione più economica in termini di costo x potenza termica resa.

Il riscaldamento ad aria calda, è una garanzia contro le possibili marcescenze invernali che con sistemi di riscaldamento per irradiazione sono sempre in agguato, però ha il difetto dell’eccessiva essiccazione dell’aria.

6 pensieri su “L’ANALISI

  1. Ciao Sara, perfetto ok e se ci riesci, in qualche giornata di sole arriva anche a 28 durante il giorno.
    Organizzati la prima quindicina di marzo perchè sto ideando un bel programma: per il momento non anticipo altro. Ciao, saluta anche la mamma.
    Guido

  2. Ciao Very, fai un bel funerale al bellatulum e per il momento lascialo perdere. Per quanto riguarda le aerangis penso che da te trovino buon clima. La ellisii è abbastanza grande e produce radici lunghe e rigide, penso che potresti coltivarla addiritura a radice nuda, legata ad un supporto ( rileggi il post del 20.09) le altre sono più contenute e comunque vanno sempre sistemate su zattera. Io ti consiglierei l\’Aerangis biloba che ha le stesse esigienze delle altre, però è molto generosa con le fioriture e non da ultimo, ha la caratteristica di produrre piccole piantine – keikis – sui vecchi steli fiorali.
    Ciao, quando punterai la tua barra verso nord, le mie orchidee ed io ti aspetteremo con gioia. Ciao Guido

  3. Ciao Guido, a proposito di coltivazione di temperatura, per le orchidee da serra calda possono andar bene 22 gradi di giorno e 17-18 di notte? l\’umidità sul 60% è sufficiente? grazie ciao Sara

  4. Dunque, non mi faccio sentire da un pò perchè ho avuto parecchi proplemi con il computer.Ti aggiorno sulle mie ultime conquiste.La diakya sta formando i boccioli, il dend.jenkinsii mette radici e pseudobulbi, la warningia nuove radici si ma non folie nuove e la sophrronitis brevipendiculata ha accresciuto le sue radici ma mi ha messo solo una fogliolina nuova, il phargmpipedium continua a mettere nuove foglie e purtroppo non ho buone notizie per il fu bellatulum. Vorrei se possibile un consiglio su un acquisto che vorrei aggiungere al nuovo bellatulum…dimmi se non va bene…AERANGIS ellisii oppure mystacidii o punctata o citrata. Ancora complimenti per la tua serra e spero di visitarla presto. Bacioni da Ischia

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