TRIBUNA APERTA: QUALE ACQUA?

Che acqua bevono le nostre orchidee?

I visitatori chiedono:

…. che acqua usi per bagnare le piante? io uso ancora l’acqua del rubinetto… non mi sembra che le piantine si lamentino in maniera eccessiva ma volevo sapere se conoscevi qualche sistema pratico (e magari economico!!!) per migliorare quest’acqua… raccogliere la piovana purtroppo non posso, abito vicino a una statale… utilizzare acqua demineralizzata è un impresa, mi ci vorrebbero + di 2 ore per bagnare bene tutte con uno spruzzino…
ciao e ancora auguri!!!
Matteo

Penso che il problema della qualità dell’acqua sia di interesse generale e quindi rispondo con questo post, ciao. Guido

Uso acqua di pozzo abbastanza dolce, lo posso notare dalla scarsa presenza di calcare residuo sulle foglie. Sono fortunato di abitare in una zona molto ricca di risorgive al punto che ogni abitazione può attingere in proprio, l’acqua dalle falde freatiche che a varie stratificazioni costituisce il sottosuolo del mio paese.
Uso anche l’acqua piovana che raccolgo in una grande vasca sotterranea, dove può decantarsi e perdere le impurità che porta con sé, cadendo dall’ambiente inquinato.

L’acqua è presente nelle orchidee fino al 95% del peso dei suoi organi vegetativi, molto meno nei semi.

Il 99% dell’acqua assorbita dalle radici delle orchidee, dopo essere servita alle piante come vettore dei sali minerali utili per il loro nutrimento e per il processo di fotosintesi clorofilliana, sarà eliminata sotto forma di vapore tramite la traspirazione. Il resto potrà servire per la costituzione di nuovo materiale vegetale.

La qualità dell’acqua da usare per le nostre orchidee dovrà essere la migliore possibile: in teoria non dovrebbe contenere sostanze tossiche, come il cloro spesso aggiunto come disinfettante negli acquedotti, o sali alcalini.

Collezione Guido de Vidi. Foto Graziano 29.12.04
Maxillaria sophronitis (Rchb. f.) Garay 1958
Indovina le dimensioni del fiore?
Personalmente sono convinto che nella pratica e soprattutto in coltivazioni amatoriali non sia utile enfatizzare il “purismo, ma sia sufficiente raggiungere naturalmente, il giusto equilibrio possibile, tenuto anche conto che la gran parte delle orchidee è molto rustica e resistente.

Posto che l’acqua delle reti idriche Italiane è dura o mediamente dura, cioè ricca dei sali disciolti, raccolti nel terreno delle falde durante il suo tragitto sotterraneo, e considerato che è disinfettata con cloro o più comunemente con biossido di cloro, si tratta di valutare visivamente, eventuali effetti collaterali indesiderabili, ad esempio la patinatura bianca delle foglie con i residui di calcare.

A mio avviso, l’acqua di rubinetto non presenta grossi problemi alle orchidee, tuttavia è buona norma lasciar ‘decantare’ l’acqua per 24 ore in un contenitore aperto, in modo da consentire l’evaporazione di buona parte del cloro presente.

Nei casi d’eccesso di cloro ( presenza di forte odore), per eliminarlo immediatamente, si può ricorrere all’uso d’acqua ossigenata diluita al 3% del tipo in vendita nelle farmacie, così facendo si ottiene anche un importante risultato collaterale: l’apporto d’enorme quantità d’ossigeno aggiunto, alle radici delle orchidee.

La presenza nell’acqua di sali minerali del tipo: calcio, magnesio e metalli pesanti, potrebbe manifestare lievi fenomeni di carenze, facilmente rimediabili con fertilizzazioni diversificate, ad ogni modo, bisogna sempre aver presente che le orchidee sono poco esigenti ed è difficile che sia l’acqua a causare problemi di carenza nutritiva.

I produttori commerciali possono trarre vantaggio da un’alimentazione pilotata e forzata: ad esempio una dieta abbondante di calcio garantisce la crescita e la consistenza degli pseudobulbi, mentre un’alimentazione molto azotata, accelera l’attività vegetativa. Come si può capire, forzare lo sviluppo delle orchidee, accelera la loro crescita e le rende commerciabili in minor tempo…. poi le dobbiamo coltivare noi dilettanti e non possiamo ovviamente impazzire con i bilancini, sali minerali aggiuntivi e depuratori di varia origine: le nostre orchidee per poter vivere tutte “un po’ bene”, devono stare tutte “un po’ male”…. non servono “laboratori sterili ed acque miracolose”.

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5 risposte a TRIBUNA APERTA: QUALE ACQUA?

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