Le grandi tribù delle orchidee: odontoglossum

Garay e Stacy, dal cui lavoro traggo spunto per il mio racconto, hanno descritto quasi 400 specie di Oncidium ed altri autori arrivano a 750. Queste orchidee vivono in un’area geografica molto vasta, che comprende l’intera fascia dell’America centrale fino alla parte meridionale dell’America del nord.
In questa grande zona geografica il genere Oncidium ha avuto l’opportunità di sviluppare molte specie: alcune si sono limitate a vivere in zone ristrette, altre invece, hanno colonizzato quasi tutta l’area.

Gli Oncidium, appartengono alla famiglia secondaria delle Vandoideae, e nella scala dell’evoluzione occupano i primi posti.
In natura gli Oncidium sono principalmente (ape impollinanti), imitatori dello pseudoantagonista che assolve un compito importante nel processo riproduttivo.
Alcune specie di oncidium per esempio, imitano i fiori della vite, da cui le api scure ottengono l’olio. Queste api sono state viste appoggiarsi su alcuni fiori di Oncidium e cambiare continuamente fiore, appena si accorgono che non trovano quello che cercano. Questa strategica induzione all’errore da parte dei fiori, risolve la loro necessità riproduttiva.

Oncidium phymatochilum Lindl. 1850

Altri esempi d’induzione all’impollinazione, vedono protagoniste alcune femmine di api frequentatrici degli steli fiorali degli Oncidium.
I maschi di questa specie d’api, sorvegliano e difendono gli steli fiorali dall’occupazione d’altri insetti invasori, ma quando il vento muove le loro infiorescenze, queste assomigliano ad insetti in volo ed è a questo punto che scatta la trappola: il maschio difensore attacca un fiore credendolo insetto invasore e così facendo si becca in faccia i suoi pollinia (l’impollinazione avviene quando quest’azione è iripetuta su un altro fiore).
Questi sistemi di impollinazione sono chiamati “pseudoantagonismi”. Ad esempio,O. hyphaematicum planilabre e O. stipitatum, sono impollinati in questo modo.
La maggior parte degli Oncidium ha fiori gialli, marrone, in qualche caso con parti bianche od ocra e raramente di colore rosso.
La colorazione rosso puro è rara perché la maggior parte delle api non capta le frequenze del “rosso”, i pochi fiori di questo colore, per farsi vedere, emanano anche raggi ultravioletti.
Con tutti questi trucchi, l’impollinazione e la contaminazione potrebbe sembrare abbastanza frequente, invece le specie mantengono la loro purezza perché vivono in zone geografiche ed altitudini distinte, oppure, perché il colore, la forma ed il tipo di profumo, seleziona gli impollinatori.

Oncidium microchilum Bateman ex Lindl. 1840
Il generen Oncidium, pur essendo suddiviso in diverse sezioni è continuamente in evoluzione, ma questa strada non è ritenuta conveniente da tutti gli studiosi.< Già alcune specie sono state rimosse. La sezione Iridifolia che ragruppa anche l’Oncidium pusillum, ora è stata trasferita nel nuovo genere Psygmorchis (P . pusilla). Questa sezione è stata esclusa dal genere Oncidium per gli stessi motivi della Lockhartia, già spostata da tempo.
Qualche botanico suggerisce che certe specie di Miltonia, dovrebbero essere trasferite nella sezione Stellata del genere Oncidium, oppure dovrebbero addiritura dar vita ad un genere separato, con il nome di ‘Gymizodon’.
Ovviamente nel prossimo futuro, altri botanici confermeranno, modificheranno o rifiuteranno l’attuale situazione, in ogni caso, potremo stare certi che avremo altri sviluppi (e confusione) nella classificazione delle piante che ora chiamiamo “Oncidium”.
Garay e Stacy suggeriscono che i candidati possibili per la separazione sono le sezioni Stellata, Waluewa, Rhinocerotes, Paucituberculata e Concoloria. Per contro, le sezioni, Plurituberculata, Cebolletae e Variegata sono proposti per la separazione da Williams e Dresler. Tali considerazioni nascono dalla differenza delle forme ed i numeri fisiologici del cromosoma di queste sezioni.

Questa voce è stata pubblicata in Orchids. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Le grandi tribù delle orchidee: odontoglossum

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.