Sobralia macrantha: il giglio di Sant’Antonio

Un’orchidea terricola che produce grandi fiori effimeri.

Il genere Sobralia
I fiori di Sobralia sono notoriamente di breve durata ed effimeri, solitamente rimangono completamente aperti solamente per poche ore. Ciò può spiegare perché ci sono poche piante di Sobralia con premi AOS e RHS. Tuttavia, ci sono alcune specie con i fiori più durevoli e di buona sostanza.
Collezione Guido De Vidi -diritti riservati

Sobralia macrantha- pianta alta quasi due metri

Ci sono 17 ibridi di Sobralia registrati nella “Royal Horticultural Society“, il primo, Sobralia Wiganiae è stato registrato nel 1856.

Il genere Sobralia è stato stabilito dai botanici spagnoli Hipolito Ruiz & Jose Antonio Pavon nel 1794, con la pubblicazione “Sobralia dichotoma in Flora Peruvianae, et Chilensis Prodromus ” 120.
Tale pubblicazione è stata supportata dai materiali erbacei raccolti da Lopez, Pavon & Dombey durante la loro esplorazione in Cile e Perù (1777 – 1781), il nome è stato dato in onore del medico e botanico spagnolo Dott. Francisco Sobral.
Tuttavia, anche per questo genere ci sono delle dispute di primogenitura, secondo le affermazioni di padre Pedro Ortiz, è stato scoperto che la prima descrizione del genere Sobralia, correlata da disegni ed illustrazioni è stata fatta da José Celestino Mutis, direttore di una spedizione botanica colombiana (1783-1816).
Il genere Sobralia comprende circa 100 specie endemiche in centro e sud America, delle quali circa la metà sono colombiane.
Le piante sono di media e grande dimensione (da 40 cm. ad oltre 2 metri), terricole, raramente epifite a sviluppo simpodiale con pseudobulbi a canna e foglie plicate.
I fiori si formano alla fine o lateralmente alle ascelle superiori delle foglie con tonalità di colore giallo, arancione, rosa, porpora e rosso, con alcune varietà coerulee ed albine, ma non risulta alcuna registrazione tassonomica “forma alba”.

La specie


Sobralia macrantha
E’ stata scoperta nel 1841 dal Barone von Karwinsky vicino a Oaxaca – Messico e successivamente vicino alla Laguna dell’Azienda di C.J. Schiede. Lindley l’ha descritta nel1846. In coltivazione è fiorita per la prima volta nel mese di maggio del 1841.
Collezione Guido De Vidi – diritti riservati

Sobralia macrantha Lindley
Luoghi d’origine: Messico (zona di Oaxaca), Guatemala, Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua e Costa Rica.

Il nome della specie fa riferimento alla grande dimensione del fiore, dal latino – ‘macranthus’- grande fiore.
Le piante crescono in altezza anche oltre 2 metri, formano gambi lunghi assomiglianti a canne di bambù; dagli apici spuntano in progressione grandi fiori color lavanda-viola con il centro del labello, giallo-bianco e rimangono aperti solamente poche ore al punto che risulta difficile perfino fotografarli nel miglior stato di forma.
Tuttavia, i fiori si aprono in successione, così le piante possono rimanere in fioritura per un lungo periodo.
In America centrale, questa orchidea è conosciuta come il “Giglio di Sant’Antonio”.
Sobralia macrantha vive anche lungo i pendii di Veracruz in Chiapas, ma poiché produce fiori spettacolari è spesso raccolta dagli abitanti del luogo per piantarla nei loro giardini.
È un orchidea terrestre e cresce bene in substrati composti di miscela argillosa mista a fogliame e torba di sfagno, con una parte di corteccia di pino.
Ama temperature intermedie e buona ombreggiatura, produce facilmente keikis (vedi foto a sinistra) nella parte apicale degli pseudobulbi e non presenta particolari difficoltà di coltivazione.
Raramente si vede questa pianta nelle esposizioni, quando capita l’occasione vale la pena di immortalarla con qualche foto.

9 pensieri su “Sobralia macrantha: il giglio di Sant’Antonio

  1. Pingback: Conferenza Maserada 11.04.2012: traccia | Orchids.it

  2. CIAO GUIDO, scusa se ti disturbo in questo momento di confusione sul forum. visto che non riesco a trovare da nessuna parte l’Arundina graminifolia (ho cantattato diversi commerianti italiani ed europei, da cui mi fornisco di solito) volevo sapere se tu avevi disponibile qualcosa. se eventualmente ti avanza un pezzetto io lo accetto volentieri 🙂
    grazie
    claudio

  3. Probabilmente sì, ma se non si bruciano non preoccuparti…caso mai gira il vaso ogni tanto.
    Ad ogni modo il sole diretto dei prossimi mesi cerca di evitarglielo.
    Ciao
    Guido

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.