Grave lutto

Ospitale di Cadore (Belluno) – Faceva parte di un gruppo di 18 scout di Treviso, il giovane che ha perso la vita ieri mattina precipitando in un canale ghiacciato per circa 250 metri. Era il nipote del nostro carissimo amico Alberto Ghedin, figlio della sorella, già provata dalla perdita del marito in un incidente stradale di 8 anni fa.
Jacopo Ceneda, sedici anni, era uno dei due accompagnatori, il ragazzo stava percorrendo con la comitiva il sentiero che porta a casera Girolda, lungo una vecchia mulattiera molto frequentata nel periodo estivo, ma completamente ghiacciata in questi giorni. Trovatosi di fronte una slavina di neve ormai dura che interrompeva il sentiero, ha provato a superarla perdendo l’equilibrio e scivolando nel canale sottostante.

Condoglianze.
Il bog rimane in silenzio ad onorare questa giovane vita spezzata dal destino.

20 pensieri su “Grave lutto

  1. Caro Alberto, a Te e a Tua sorella in particolare le nostre più sentite condoglianze per questo secondo e ancora più grave lutto che ha cosi duramente colpito la Vs. famiglia.
    Vi siamo vicini, con affetto.
    Antonio e Daniela C.

  2. Per queste cose non ci sono parole.
    Un figlio non dovrebbe mai morire prima dei genitori.
    Il mio pensiero va ad Alberto e sua sorella per la grande sofferenza.

  3. Anch’io faccio a tutta la famiglia le mie più sentite condoglianze.
    La notizia mi ha sconvolto, quando ho sentito il telegiornale, visto che vanto 15 anno di scoutismo, di cui 5 passati come capo reparto. Alla spensieratezza di quei tempi e al piacere delle camminate, dei giochi, delle notti in tenda, dei campi, associo comunque il senso di preoccupazione che mi prendeva prima di ogni uscita…andrà tutto bene? Riporterò a casa i ragazzi tutti interi e senza intoppi? Si divertiranno, ci saranno problemi? Queste sono le domande che si pone sempre chi si assume una responsabilità del genere. Perchè essere scout (e capo a maggior ragione) non vuol dire solo andare ad accendere fuochi nei boschi (come mi sono sentita ripetere con scherno più volte) ma voler in qualche modo fare qualcosa di bello per sè stessi e per gli altri. Diceva B. Powell (fondatore dello scoutismo): “lasciate il mondo migliore di come l’avete trovato”. Ecco, sono convinta che anche Jacopo, con tutta l’esuberanza dei suoi 16 anni ma anche con la consapevolezza dell’impegno che si era preso nei confronti del gruppo, fosse partito coi miei stessi pensieri… Io auguro alla sua famiglia e quelli che lo conoscevano di non cadere nello sconforto e di cercare di farsi forza. Lui ne sarebbe felice!
    Jacopo, Buona Strada!
    Elisa

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