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Segnalazione di manifestazioni e mostre, legate al mondo delle orchidee.

Uscita per safari fotografico a Epipactis palustris f. alba

A chi fosse interessato domenica mattina 6 luglio ho previsto un’uscita nel bellunese per fotografare ed ammirare la rara e copiosa fioritura dell’Epipactis palustris f. alba.
L’evento riveste una particolare eccezionalità non solo per la colorazione “albina” di questa orchidea, ma anche per la quantità degli esemplari che si possono ammirare.
Chi fosse interessato a questa scampagnata è pregato di comunicarlo via posta elettronica a moria0672 chiocciola yahoo.it o commentando qui di seguito.

Sarà inoltre possibile l’osservazione di altre specie di orchidee.
La scampagnata è assolutamente non impegnativa e non richiede alcuna particolare attrezzatura, macchine fotografiche escluse ovviamente.

Programma

Il ritrovo è previsto per le 9.30 in piazza a Trichiana, si giunge in situ in circa 20 min. si dedica il tempo che ognuno reputa adeguato e poi decidereremo il da farsi.

Cuitlauzina candida ex Palumbina candida

Non riesci nemmeno a pronunciare il nome di questo genere di orchidee? Prenditela con Dressler & NHWilliams, sono loro che lo hanno creato. Il genere Cuitlauzina porta questo nome in onore dell’imperatore messicano: Cuitlahuazin

La specie
Cuitlauzina candida, alla stregua di tante altre orchidee, nel tempo ha cambiato più volte nome di genere.
All’origine era stata classificata come Oncidium candidum Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 29 (Misc.): 56 (1843) e vi rimase per 20 anni finchè Reichenbach si accorse che questa specie aveva i sepali laterali uniti, mentre in tutte le altre del genere Oncidium erano separati e pertanto creò un nuovo genere monotipo: Palumbina Rchb.f. 1863 SOTTOFAMIGLIA Epidendroideae, TRIBU’ Maxillareae, SOTTOTRIBU’ Oncidiinae, SPECIE Palumbina candida (Lindl.) Rchb.f., Ann. Bot. Syst. 6: 699 (1863).
Il nome Palumbina candida è legato al fatto che i suoi fiori assomigliano a piccole colombe bianche.
Palumbina candida rimase tranquilla con questo nome per circa 140 anni, finché nel 2003, Dressler & NHWilliams, pubblicarono un loro lavoro su Selbyana, che sostanzialmente risistemava in un nuovo genere dal nome Cuitlauzina, 5-6 specie endemiche in Messico e Guatemala, provenienti da altri generi, fra le quali anche la nostra piccola specie.

Le specie del genere Cuitlauzina:
Cuitlauzina pendula Lex. in P.de La Llave & JMde Lexarza; specie tipo – ex Odontoglossum pendulum
Cuitlauzina candida (Lindl.) Dressler & N.H.Williams in Selbyana 24(1): 44 (2003): ex Palumbina candida
Cuitlauzina convallarioides (Schltr.) Dressler & N.H.Williams in Selbyana 24(1): 44 (2003): ex Osmoglossum convallarioides
Cuitlauzina egertonii (Lindl.) Dressler & N.H.Williams in Selbyana 24(1): 44 (2003): ex Odontoglossum egertonii
Cuitlauzina pulchella (Bateman ex Lindl.) Dressler & N.H.Williams in Selbyana 24(1): 44 (2003): ex Odontoglossum pulchellum

Cuitlauzina candida (Lindl.) Dressler & N.H.Williams, Selbyana 24: 44 (2003).
Specie rara, piccola, endemica nelle foreste pluviali tropicali della Sierra Madre de Chiapas, la regione messicana del Soconusco, vicino al confine con il Guatemala. Cresce in altitudini tra 1500 e 2000 metri. I suoi pseudobulbi sono compressi, oblunghi, obovoidi, unifoliati ed avvolti da sottili brattee. Le foglie sono lineari ellittiche, acute, con una vena di rilievo. Le infiorescenze spuntano dalla base delle nuove vegetazioni e si sviluppano contemporaneamente a quest’ ultime, formando esili racemi con 2-5 fiori profumati. Il fiori, con il loro labello a forma di uovo allungato sono molto originali, e come si è già scritto sopra, assomigliamo a piccole colombe bianche in volo.
Cuitlauzina candida cresce bene se coltivata in piccoli vasi e tenuta in ambiente moderatamente ombreggiato con media umidità e temperature intermedie: bagnature e fertilizzazioni regolari tutto l’anno con una leggera diminuzione a pseudobulbi maturi.

Miniature spontanee…Coeloglossum viride

Sembra tornato l’autunno anche se, guardando il calendario, non dovrebbe essere così. La stagione delle orchidee spontanee prosegue comunque mantenendo, più o meno, gli stessi ritmi degli anni precedenti.
Sebbene preferirei programmare le mie sortite per effettuare le mie ricerche, è diventata ormai consuetudine fare le uscite “al volo”…mi alzo al mattino presto, apro il balcone ed in base al tempo decido il da farsi.
Avessi dovuto basare le mie decisioni sulle previsioni meteo, domenica sarei rimasto sotto le coperte a poltrire, ed invece no. Aprendo il balcone ho avuto la piacevole sorpresa di trovare una gionata assolata con il cielo terso, ma con un’arietta tutt’altro che tiepida (gli 11° ricordavano l’autunno piuttosto che l’estate).
Decido allora di dirigermi verso una meta poco distante da casa, che pensavo di visitare già da un paio di settimane, ma che avevo accantonato a scapito di altre.
Non sapendo bene dove andare, parcheggio l’auto in una rientranza alla sommità del monte e mi dirigo verso il crinale, dopo aver visto a fianco della strada alcune Orchis mascula quasi completamente sfiorite. Pochi passi, un centinaio di metri circa, e faccio il mio primo, piacevole, nuovo incontro: alcune Coeloglossum viride (L.) Hartm., Handb. Skand. Fl.: 329 (1820), piccola orchidea che passerebbe inosservata all’occhio medio per la sua taglia minuta, non più di 5/10 cm, e per la colorazione, dal verde chiaro al bruno.
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Si va a visitare il giardino d’Europa…con Orchids Club Italia

Domenica 18 Maggio 2008, escursione sul Monte Baldo (VR)

Rifugio Monte Baldo – foto Vincenzo Ghirardi
…A guardia del lago di Garda, nella provincia di Verona, vigilano attente le vette del Monte Baldo, dal tedesco wald (bosco). Si offre come paradiso degli amanti della natura, è denominato Hortus Europae dai botanici, giardino d’Italia e d’Europa per l’eccezionalità del suo ambiente vegetale.
Risalire il Monte Baldo è come un viaggio… dal Mediterraneo alle terre artiche. Le mutevoli vicende climatiche verificatesi nel corso dei millenni nella regione padano-alpina hanno determinato l’insediamento su questa montagna di innumerevoli specie floristiche, che qui hanno trovato rifugio.
Il nostro Club organizza una escursione facile e senza pretese scientifiche, alla ricerca di qualche colonia di orchidee spontanee.

Questa prima uscita del 2008 a fotografar “spontanee” è stata simbolicamente programmata in uno degli itinerari naturalistici più affascinanti per dar corpo nel migliore dei modi ad una nuova iniziativa divulgativa di Orchids Club Italia: la creazione di un album fotografico che raccolga foto di qualità, raffiguranti le orchidee spontanee viste dagli appassionati durante le loro escursioni.
L’album fotografico che potrà essere titolato – Le nostre maliarde…spontanee – sarà visibile in una nuova pagina di www.orchids.it ed inoltre le foto migliori (per qualità e per rappresentazione), scelte da un’apposita giuria, saranno stampate in formato grande per essere esposte in tutte le manifestazioni organizzate dal Club.
Le foto pervenute durante l’anno ed ammesse a far parte dell’Album “Le nostre maliarde…spontanee” parteciperanno al premio “Cypripedium d’oro” che sarà assegnato da una giuria specialistica alla migliore foto in concorso, in occasione della nostra prima esposizione orchidofila dell’anno successivo.
La partecipazione è aperta a tutti: sarà pubblicato un regolamento specifico.
A tal proposito, le vostre osservazioni ed i vostri contributi saranno preziose indicazioni per la stesura finale dell’iniziativa

Programma dell’escursione naturalistica
foto Vincenzo Ghirardi
Domenica 18 Maggio ore 9.30: raduno dei partecipanti all’uscita del casello autostradale di Verona Nord – quello che imbocca la strada del Lago di Garda.
ore 10 – 10.20 raduno al campo base, breve colazione “campagnola”, presentazione dell’itinerario proposto dagli organizzatori e partenza per l’escursione.
ore 13 ritrovo in un ristorante tipico per il pranzo.
Pomeriggio libero – su richiesta di qualche irriducibile si può fare un supplemento di escursione.
Chiunque si può aggregare al gruppo, anzi la presenza di nuovi appassionati sarà graditissima.
Per ovvie ragioni organizzative è indispensabile la vostra adesione preventiva, da inviare via e-mail a info at orchids.it – at sta per @
Attendiamo numerose adesioni, nei prossimi giorni uscirà un post più dettagliato.
L’organizzazione logistica è a cura dei nostri amici veronesi Gianni Faccioli e Vincenzo Ghirardi

San Donà di Piave: orchidee a primavera…in una giornata – parte seconda.

Just One Day…

Orchidee esposte, primi piani delle maliarde.

Non sarà possibile mostrarvele tutte, la sintesi sarà pertanto difficile e magari settaria (ognuno vede il bello per i propri occhi), allora procederò per temi.

Il giardino delle Phal. …di Maya
L’applauso iniziale va dedicato alla nostra Maya, a suo dire principiante, ma senza ombra di dubbio ottima coltivatrice fuori serra. Non sarò io a dirlo, guardate le foto!
Giovedì pomeriggio, a preparare l’allestimento eravamo io Antonio e Maya. Finite le operazioni ci sian concessi un caffè, anche per fare una piccola sintesi sul da farsi dell’indomani mattina. Quanti saranno i soci che porteranno piante? – esordisco. Domanda ovvia ed inevitabile per la programmazione degli spazi e Maya…quasi a scusarsi, ribatte – Guido io non ho
niente da portare, ho solo Phalaenopsis ibridacci – portale tutte – rispondo perentoriamente – le orchidee fiorite sono tutte degne di essere ammirate.
Eccole le Phal di Maya, belle, ben coltivate e molto fotografate, li in mostra a dar incitamento a tutte le timide coltivatrici che non possono permettersi di coltivare le loro orchidee in una serra.
Era felice Maya…con le sue orchidee per la prima volta esposte al pubblico.
Anche Orietta e Severino Bellotto hanno portato le loro prime orchidee in una esposizione…un bel Dendrobium (vedi foto a destra) ed una Aerides
Il loro orgoglio era incontenibile, quanta strada hanno fatto da quel primo incontro con le orchidee di Pordenoneorchidea 2005. Per chi non li conosce, Severino e Orietta sono i due visitatori subito alla mia sinistra nella seconda foto del link: complimenti ad entrambi.
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