Goodyera repens, spontanea minuta e rara

Spesso le gite fuori porta, seppure di breve durata, riservano agli appassionati di natura, e nel mio specifico caso anche di orchidee spontanee, delle piacevolissime sorprese.
Il carnet orchidee spontanee ieri si è rimpinguato con una nuova miniatura scoperta nell’alto bellunese, la Goodyera repens (L.) R.Br. in W.T.Aiton, Hortus Kew. 5: 198 (1813).Goodyera repens

Sistematica:
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta
Superdivisione: Spermatophyta
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Sottoclasse: Liliidae
Ordine: Orchidales
Famiglia: Orchidaceae
Genere: Goodyera
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Orchidee spontanee del Veneto: presentazione di un nuovo libro

Un appuntamento da non perdere

copertina_orchidee_spontane“Mettere” le orchidee in un libro non è facile e descrivere quelle spontanee è ancor più difficile.
Corrado Lazzari, naturalista e conoscitore del mondo orchidofilo ci prova, con successo, da tempo.
Un suo nuovo volume uscirà a breve e per l’occasione, l’amico Corrado ci invita tutti alla “prima” di:
Orchidee spontanee del Veneto

PROGRAMMA
Sabato 4 aprile 2009, presso il Cinema Italia Eden di Montebelluna (Tv), in viale della Vittoria 31, con inizio alle ore 10,30, verrà presentato il volume Orchidee spontanee del Veneto, del naturalista veneziano Corrado Lazzari.
L’opera, frutto di oltre dieci anni di ricerche ed edita dal Museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna, analizza la presenza delle orchidee spontanee che fioriscono, talvolta numerose, in ogni ambiente della regione, dai territori costieri a livello del mare fino alle alte cime dolomitiche.
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Una domenica speciale

Davvero così…speciale.
Iniziata con la telefonata a sorpresa di un nuovo amico, del quale avevo visto le foto in internet, al quale ho rotto le scatole per qualche settimana, ma col quale ho avuto modo di scambiare interessanti informazioni sulle orchidee spontanee del nostro meraviglioso territorio.
Lui si chiama Isidoro Barattin, micologo, avvicinatosi alle orchidee spontanee per scommessa, ha dedicato oltre 15 anni alla ricerca, mappatura e fotografia delle orchidee della sola provincia di Belluno, riuscendo a censirne ben 54 specie diverse, una enormità se pensiamo che in tutta Italia il numero di specie presenti è di 120 (contando poi anche le subspecie si arriva a 250 circa).
Chiacchierando con lui ho avuto modo di sapere come avviene l’impollinazione in date specie ed altre cose di interesse botanico che spero avrà il tempo di approfondire con me in futuro e delle quali farvi partecipi in questo blog.
Il secondo incontro è con una nuova amica appassionata di orchidee sia spontanee che coltivate (leggasi non spontanee) Mara, che ha dimostrato subito di essere preparata in materia.
La giornata ha condotto me, Carlo Ivano, Gabriella, Mara e Giovanni (Guido invece ci ha dato buca, ma con giustifica 😉 ) verso un areale visitato anche lo scorso anno, dove scoprii l’Epipactis palustris bianca, fenomeno raro già di per sè, ma il fatto che lo rese particolare fu il trovarne e contarne ben 21 esemplari.
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E’ in fiore il Cypripedium calceolus

Dopo un anno di attesa finalmente riesco a vedere la famosa Scarpetta di Venere (o Pianella della Madonna) in piena fioritura, che continuerà ad occhio e croce per un’altra decina di giorni.
L’anno scorso me la persi per aver visitato il sito con una settimana di ritardo, mentre quest’anno nonostante pensassi ad un ritardo nella fioritura dovuta alla stagione piovosa, l’intuito mi ha suggerito che il momento giusto fosse comunque arrivato.
Sabato mattina, presto in piedi come al solito, ho aperto un balcone e sebbene a nord il tempo non sembrasse dei migliori, ho deciso di uscire per uno dei miei ormai usuali sopralluoghi. Spinto da chissà quale misteriosa vocina, anziché visitare uno dei tanti biotopi scovati in internet, nelle orecchie mi riecheggia una parolina….Cypripedium calceolus, Cypripedium calceolus, Cypripedium calceolus, Cypripedium calceolus….
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Due giorni…spontanei

Alcuni probabilmente riterranno leggermente eccessiva l’euforia per il solo aver fotografato specie non ancora inserite nel proprio “carnet”, ma il connubio tra due passioni – fotografia e orchidee – rende la cosa, allo stesso modo, particolarmente eccitante e gratificante.
L’alzarsi presto al mattino porta indubbiamente alcuni vantaggi, quali il poco traffico per raggiungere i luoghi di ritrovamento e l’assoluta quiete nel poter guardarsi attorno senza il timore di rivelare alle persone sbagliate (ahimè esiste ancora chi raccoglie orchidee come margherite) i luoghi di stanziamento di queste meravigliose miniature della natura.
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