Sinonimi omotipici: Angraecum polystachyum (Thouars) A.Rich., Mém. Mus. Hist. Nat. 4: 66 (1818). Aeranthes polystachya (Thouars) Rchb.f. in W.G.Walpers, Ann. Bot. Syst. 6: 901 (1864). Listrostachys polystachys (Thouars) Rchb.f. in W.G.Walpers, Ann. Bot. Syst. 6: 909 (1864). Beclardia polystachya (Thouars) Frapp., Orch. Reun. Cat. Esp. Ind.: 12 (1880). Oeonia polystachya (Thouars) Benth. & Hook.f., Gen. Pl. 3: 584 (1883). Angorchis polystachya (Thouars) Kuntze, Revis. Gen. Pl. 2: 651 (1891). Epidorkis polystachya (Thouars) Kuntze, Revis. Gen. Pl. 2: 659 (1891). Monixus polystachys (Thouars) Finet, Bull. Soc. Bot. France 54(9): 18 (1907).
Descrizione
Miniatura epifita a sviluppo monopodiale. L’origine del nome di specie deriva dalle abbondanti fioriture. Cresce formando fusti eretti, ramificati, rigidi, frondosi, con foglie ligulate, carnose e steli fiorali laterali, ascellari, racemosi che in primavera producono abbondanti fioriture profumate, cariche di fiori colore bianco verde, disposti su due file.
Oeoniella polystachys è una delle poche Angraecoidi presente in tutte le isole del Madagascar, nelle Isole Comore ovest della punta settentrionale del Madagascar, nelle Isole Mascarene a est del Madagascar e nelle Isole Seychelle a nord e nord-est del Madagascar, nonché nelle pianure del Madagascar orientale stesso. Orchidea epifita che cresce principalmente sugli alberi ad altitudini poco sopra il livello del mare.
In coltivazione, poichè Oeoniella polystachys produce radici lungo tutto il fusto di crescita, conviene sistemare la pianta appoggiandola ad un tutore di fibra vegetale con dello sfagno alla base.
Questa specie vegeta durante tutto l’anno con un lieve periodo di riposo, quindi richiede bagnature costanti: una o due volte al giorno. Oeoniella polystachys, in condizioni di crescita ideali può fiorire anche due volte l’anno; temperature intermedie, ambiente ventilato e luminosità filtrata del 25-30% rispetto alla luce diretta del sole. Fertilizzare tutto l’anno a piccole dosi – mezzo grammo di NPK bilanciato sciolto su litro d’acqua, con cadenze settimanali.
Acianthera glanduligera (Lindl.) Luer, Monogr. Syst. Bot. Missouri Bot. Gard. 95: 253. (2004)
Origine del nome di specie: dalla forma a guscio chiuso del fiore.
Habitat: Brasile orientale, foresta ciliare primaria ad altitudini intorno ai 900 metri. Pianta di piccole dimensioni, epifita, desidera temperature fresche e luminosità filtrata. Sviluppo cespitoso con esili steli avvolti da poche guaine tubolari e singole foglie apicali, erette, coriacee, ellittiche, ovate o lanceolate, rigide, e sessili.
Sulle ascelle, nella parte superiore delle foglie, in primavera si formano brevi infiorescenze con uno o due fiori.
Coltivazione ideale su zattera, su lastre di fibra vegetale o su piccoli vasi con bark sminuzzato.
Note:
– Acianthera = nuovo genere stabilito nel 2004 da Luer nel suo lavoro di riordino del genere Pleurothallis
– A suo tempo sono state effettuate due registrazioni della stessa specie con nome di genere Pleurothallis: la prima Pleurothallis glanduligera Lindl., Companion Bot. Mag. 2: 355 (1837), e la seconda Pleurothallis cryptoceras Rchb.f., Flora 69: 554 (1886). Questo fatto può creare confusione sul nome di specie valido, il nome accettato è Acianthera glanduligera essendo questo nome di specie ad essere stato registrato per primo.
Phaius flavus orchidea terricola di facile coltivazione: mettila dove vuoi, dimenticala pure, ma lei in primavera ti mostrerà comunque, quel ciuffo di fiori gialli, compatti e leggermente profumati.
Famiglia: ochidaceae
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Collabieae (a volte incluso in Arethuseae)
Nome scientifico: Phaius flavus (Blume) Lindley
… e una bella sfilza di sinonimi: Bletia flava Wallace ex Lindley; Bletia woodfordii Hooker; Hecabe lutea Rafinesque; Limodorum crispum Reinwardt ex Blume; Limodorum flavum Blume; Phaius bracteosus Reichenbach f. ; Phaius celebicus Schlechter; Phaius crispus Blume; Phaius flavus (Blume) Lindley forma punctatus (Ohwi) K . Nakajima; Phaius flexuosus Blume; Phaius indigoferus Blume; Phaius linearifolius Ames; Phaius maculatus Lindley; Phaius maculatus Lindley var. minore (Blume) Franchet et Savatier; Phaius minore Blume; Phaius minore Blume forma punctatus Ohwi; Phaius platychilus Reichenbach f,. Phaius Somai Hayata; Phaius undulatomarginata Hayata; Phaius woodfordii (Hooker) Merrill
Nomi comuni in Giappone: Ganzeki-ran – (significato: orchidea rock), Hoshi-kei-ran (significato: star kei-ran).
Distribuzione: (Giappone) Honshu (ovest della Prefettura di Shizuoka), Shikoku, Kyushu, Okinawa
(Altre nazioni) Cina, Taiwan, Filippine, Vietnam, Laos, Thailandia, Malesia, Indonesia, Nuova Guinea, Nuova Caledonia, Samoa, Vanuatu, Myanmar, Nepal, India.
Habitat: sottobosco delle foreste.
Descrizione: Foglie 30-70cm di lunghezza, 4-7cm di larghezza. Infiorescenze 40-60cm di altezza. Fiori gialli, fioritura aprile-maggio. Terrestre. Pianta perenne.
Quanti anni sono trascorsi, ormai ci conosciamo bene caro palloncino rosa.
Ho già scritto vari post su questa orchidea giunta in Italia direttamente dalla Cina, dopo essere stata raccolta in sito – quando ancora si poteva – ed acquistata da Lecoufle in occasione della seconda mostra “ORCHIBO” organizzata dall’AERADO …eravamo negli anni 80 del secolo scorso.
Da allora fiorisce regolarmente in primavera e ad ogni fioritura non manca mai di stupirmi. Nelle esposizioni orchidofile che si sono susseguite nel tempo, ho avuto modo di vedere diversi Paphiopedilum micranthum fioriti, ma …il mio caro ed amato P. micranthum rimane insuperabile.
Paphiopedilum micranthum var. micranthum Tang & Wang 1951
SOTTOGENERE Parvisepalum Karasawa & Saito 1982
Questa particolarissima specie è stata scoperta in Cina nella prima metà del ventesimo secolo – anni 40 – vicino al confine con il Vietnam.
Cresce nel sud est della Cina, vicino Seechan, Maripoa e Wanshan. Nella zona est di Guizhou Plateau, al lato nord di Nyanin a circa 600 ~ 800 m dal livello del mare.
Il fiore è il più grande fra le 5-6 varietà conosciute e il colore rosa è molto marcato. Questa varietà è la più preziosa ed apprezzata.
Paphiopedilum micranthum è sostanzialmente considerato di origine cinese, però si possono trovare delle varietà particolari anche nel Vietnam.
Dopo la scoperta di questa specie, trascorreranno più di 10 anni prima di avere sue notizie ufficiali con la descrizione e registrazione da parte di J.Tang e F.C.Wangt, depositata soltanto nel 1951.
Si può ragionevolmente pensare che qualche botanico cinese abbia descritto questa specie sin dalla sua scoperta, ma il mondo scientifico non possiede documentazione scritta in tal senso.
collezione Guido De vidi – foto 13.04.2011 Passano ancora diversi anni, prima che il Paphiopedilum micranthum sia conosciuto dai collezionisti di orchidee. Siamo ormai negli anni 70 quando questa nuova specie, insieme ad un’altra ugualmente interessante – Paphiopedilum armeniacum – fanno la loro prima comparsa nelle esposizioni internazionali, sorprendendo un po’ tutti i collezionisti, sia per la loro forma che per i colori dei fiori, molto diversi dalle specie cinesi già note.
Karasawa e Saitoh, dopo aver notato la chiara differenza di queste nuove specie hanno deciso di costituire il nuovo sottogenere dei Parvisepalum, che attualmente le raggruppa.
Come è già accaduto in occasione di altre apparizioni di nuove orchidee, anche per queste due specie cinesi, sul finire degli anni 70, fra i collezionisti europei è nata la febbre del possesso. Certo, chi possiede piante originarie, non dertivate da semine successive, ha un valore aggiunto, nella sua collezione… se poi ha la fortuna di avere delle fioriture superbe, possiede anche un piccolo tesoro!
Queste nuove specie hanno il sepalo dorsale più piccolo ed il labello (a forma di sacchetto) molto grande e squilibrato rispetto al resto del fiore. L’infiorescenza è più lunga delle altre specie incluse nei Brachypetalum.
L’area di endemicità diPaphiopedilum micranthum, pur molto ampia ed a diverse altitudini (100 -2000 metri), dal sud di Yunnan a Guangxi, è legata dalla comune composizione del substrato vegetativo costituito da spesse fasce calcaree coperte da strati di sedimenti fogliari e torbosi. Paphiopedilum micranthum comprende 5 varietà consolidate, micranthum, marginatum, extendatum, eburneum, guangxi, ed una scoperta di recente in Vietnam, P. vietnamense molto simile al P. guangxi.
Collezione Guido De Vidi – Mostra di Pordenone – foto 10.03.05
Brevi note di coltivazione
In natura queste orchidee sono sottoposte a condizioni climatiche molto rigide, ma in coltivazione si adattano con facilità ad ambienti moderatamente temperati: 15 gradi di minima temperatura invernale.
Giova osservare che la temperatura minima di 15 gradi è utile ad un buon sviluppo della pianta, per favorire la fioritura conviene ridurre ulteriormente la temperatura minima invernale (10 gradi circa) ed aumentare l’esposizione luminosa, che normalmente va ridotta del 50% rispetto alla luce del sole.
Si consiglia di non eccedere con le fertilizzazioni è bene ridurle a metà, sia nel dosaggio che nella frequenza rispetto alle dosi medie di etichetta.
Il substrato di coltivazione può essere costituito da corteccia, torba di sfagno, agriperlite e sabbia di fiume opportunamente miscelato nelle quantità che ognuno di voi riterrà opportune a garantire un substrato ben drenante.
La crescita vegetativa del Paphiopedilum micranthum si caratterizza per la produzione di estesi rizomi orizzontali che uscendo dal substrato formano nuovi ceppi abbastanza distanziati dalla vegetazione madre. Questa particolarità consiglia di non dividere le piante ancora giovani. Nel caso che i rizomi orizzontali trasbordino, conviene aumentare la dimensione del vaso senza toccare l’apparato radicale.
Come per tutti i Paphiopedilum, anche il P. micranthum gradisce che il suo substrato rimanga sempre umido, mai bagnato fradicio.
Nel mese di Aprile del 2004, su Orchids.it, appariva questo post. Lo ripropongo integralmente alla vostra attenzione, con il solo inserimento (ora la tecnologia lo consente) di una foto e di due video. Nel 2004 il blog era appena stato messo in rete – Febbraio 2004 – allora non c’era Facebook, non si cinguettava su Twitter, i forum dovevano ancora decollare e nella rete si comunicava quasi esclusivamente attraverso le chat-group… orchidofili compresi.
Questa era l’atmosfera di quei tempi; arcaici per certi aspetti. Quel post, che allora suscitò ilarità, incomprensione e qualche inimicizia, a distanza di anni, pare ancora attuale. Si’ certo, sono aumentate le “mostre mercato”, ma in Italia sono aumentati solo i venditori, mentre le collezioni e le Associazioni, purtroppo, continuano a languere… e quella rondine non fa ancora primavera.