Vanda coerulea ‘Sutter’ passioni e tragedia

Seconda fioritura della famosa Vanda coerulea ‘Sutter’, traslocata l’anno scorso nella nuova serra ORCHIDEA.

005 Anche lei, l’orchidea blu, per la precisione il suo nome botanico è Vanda coerulea, ha chiesto di poter cambiare “casa” e come si poteva rifiutare!
Oltre ad essere famosa come specie, ha anche una sua storia: questa pianta proviene dalla famosa collezione di orchidee delle serre di villa Sutter, smenbrata nei primi anni 80 del 1900.

Il rapimento di Milena
Milena Sutter, appena 13 anni, figlia di Arturo – industriale svizzero della cera per pavimenti e del lucido da scarpe – sparisce alle cinque del pomeriggio del 6 maggio 1971. Milena esce dall’esclusiva scuola elvetica che frequenta a Genova e scompare nel nulla. La prima terribile ipotesi è quella del rapimento.
Il giorno dopo la sua sparizione, nella lussuosa villa dei Sutter, arriva una telefonata: una voce maschile chiede un riscatto di 50 milioni. Poi il silenzio, fino a quando – due settimane dopo – il corpo della ragazzina riemerge 500 metri al largo della spiaggia di Priaruggia, sempre a Genova. A trovarlo sono due pescatori. Non c’è alcun dubbio: Milena Sutter è rimasta viva appena mezz’ora, forse un’ora. E’ stata strangolata prima di essere gettata in mare. I pesi che avrebbero dovuto tenere il suo corpicino sul fondo non hanno funzionato. Di questo delitto sarà incolpato Lorenzo Bozano, 25 anni, figlio della buona borghesia genovese (la sua famiglia è imparentata con gli armatori Costa).
Il vecchio edificio che ospitò la direzione della fabbrica Sutter a Sturla fino agli anni ’80, è rimasto pressoché uguale. È scomparsa la grossa insegna del lucido per scarpe Marga, sul lato più vicino al ponticello che scavalca il torrente Sturla. La villa, quella del nonno di Milena, è ancora della famiglia. In via Mosto, ad Albaro, sorgevano le serre di orchidee, tanto care a Milena.

Fine di una passione.
Era suo nonno Adolfo che aveva la passione per le orchidee. A seguito della morte della nipote, Adolfo non volle più nessuno dentro le serre, si chiuse nel suo dolore e le rigogliose piante di orchidee finirono i loro giorni insieme a lui. Oggi, sulle vecchie serre dove giocava Milena, scarni basamenti in cemento armato ricordano un tempo oramai dimenticato.

La collezione smembrata
Con la morte del nonno Adolfo, la collezione fu smembrata e venduta a vari (allora) coltivatori di orchidee, fra i quali, anche alla mia cara amica Anna Maria Boticelli (biologa ed ora brava giornalista botanica). Da lei, acquistai la mia prima Vanda coerulea… parte della collezione dei Sutter. Chissà quante volte Milena avrà ammirato il delicato colore azzurro dei suoi fiori. La salma di Milena riposa lontano dalla curiosità dei genovesi che allora coltivavrono un morboso interesse per la tragedia della ricca adolescente. Fu la madre a scegliere che Milena fosse tumulata i Belgio, dove nacque il nonno paterno, tanto amato dalla studentessa.

Vanda coerulea Griff. ex Lindl. 1847
Sinonimi: Vanda coerulescens Lindl. 1857
Nomi popolari: Vanda blu, Autumn lady’s tresses orchid, Kwak Lei (Manipuri)
Etimologia del nome Vanda: da un parola sanscrita con la quale le antiche popolazioni indiane indicavano la Vanda tessellata.
Abbastanza rara in natura, recentemente sono state individuate delle nuove varietà, che sono in attesa di classificazione.
Vanda coerulea è conosciuta anche con il nome popolare “Orchidea blu” ed è originaria dell’Asia sud orientale – Myanmar, Assam, Tailandia – e vive ad altezze comprese fra 800 – 1600 metri.
E’ una specie epifita a sviluppo monopodiale e preferisce climi freschi.

Vanda coerulea var. rosea
Sono note molte varietà, si differenziano tra loro per la tessellatura più o meno marcata sui fiori, per le tonalità dei colori, che vanno dal blu marcato, semi alba, e per la loro diversa dimensione.
I mesi di fioritura di Vanda coerulea sono generalmente: Luglio, Agosto e Settembre.
Analizzando esemplari di Vanda coerulea si nota la netta differenza fra piante in coltivazione, selezionate da vari auto incroci per impollinazione, e piante provenienti dai luoghi d’origine raccolte in sito, che possiamo chiamare “selvagge”.
Vanda coerulea è stata scoperta nel 1937 dal botanico inglese William Griffith (1810-1845), sugli alberi di Gordonia (Theaceae) delle foreste di pino e di quercia, durante un suo viaggio nelle zone collinose dell’India orientale.
Questa nuova orchidea rimase pressoché sconosciuta fino al 1847 quando Lindley la descrisse sulla base di un esemplare presente in un erbario. La raccolta in sito è iniziata qualche anno più tardi, e nel 1850 con le importazioni in Inghilterra da parte di Thomas Lobb e Joseph Hooker. L’orchidea blu, potè essere ammirata per prima vota dagli appassionati orchidofili europei, nelle serre della Ditta inglese “Veitch & Sons”.
Questo evento suscitò un gran interesse fra i collezionisti dell’epoca. Purtroppo, le raccolte indiscriminate che seguirono la sua scoperta, decimarono velocemente le varie colonie in sito e presto fu severamente limitata la commercializzazione di questa orchidea.
Ciò nonostante, sia dilettanti che professionisti, incoraggiati dalle richieste di mercato, continuarono l’accumulazione di questa specie facilmente reperibile anche nei mercati locali sempre ben forniti di piante in fiore, strappate nei siti di endemicità dalle popolazioni indigene.
Le raccolte eccessive di questa nuova specie, la distruzione dell’habitat dovuto ad incendi dolosi per ricavare nuovi terreni coltivabili, e non da ultimo il mutamento dell’equilibrio ambientale causato dal riscaldamento atmosferico per l’effetto serra sono state e continuano ad essere gravi minacce della sua estinzione in natura.
A tal proposito giunge strana la notizia che Vanda coerulea sia tornata, suo malgrado, in Appendice II del CITES.
Questa specie era stata inclusa in Appendice I (specie in forte pericolo di estinzione) del CITES, nel 1979, ma nel 2004 in occasione del 13° Meeting of the Conferences of the Party in Bangkok è stata spostata in Appendice II (possibilità di commercializzazione).
Ecco il testo del verbale di trasferimento:
” Prop. 44. Transfer the blue vanda orchid (Vanda coerulea) from Appendix I to Appendix II (Thailand). Tentative U.S. negotiating position: Oppose. This orchid was severely depleted in portions of its range due to over-collection in the past, although, the proponent states that most range countries’ populations are believed to have recovered and that export of wild-collected specimens is prohibited in all range countries by domestic legislation. The preferred specimens for trade in this species are artificially propagated specimens of select clones and hybrids, which are vastly superior in color and form to wild-collected specimens. This species is listed as Rare in the 1997 IUCN Red List of Threatened Plants, although currently the main threat to the species is forest conversion and not collection from the wild for international trade. There is still concern, however, that this species continues to be collected from the wild, particularly in India and Myanmar”.
Le motivazioni sono state più o meno queste: impossibilità di stabilire con sicurezza il reale pericolo di estinzione in quanto i paesi interessati ritengono possibile il recupero delle popolazioni di Vanda coerulea ed inoltre, che le nuove tecnologie di riproduzione renderanno meno appetibile il mercato delle piante in sito… decisamente poco convincenti queste motivazioni.

Descrizione e coltivazione:
Vanda coerulea f. rogersii ‘Dottori’
Vanda coerulea è dotata di un fusto vegetativo corpulento, presenta foglie coriacee, ligulate, distiche, conduplicate, oblique e tridentate agli apici. Gli steli fiorali possono raggiungere anche lunghezze di 60 cm ed escono dalle ascelle delle foglie a portamento eretto o sub eretto con 5-12 fiori di di grande dimensione e lunga durata. A differenza di tante altre specie dello stesso genere, Vanda coerulea preferisce temperature fresche e luce media, con notti invernali fredde (alcuni coltivatori durante la stagione invernale tengono le loro piante di Vanda coerulea insieme ai Cymbidium con temperature notturne di pochi gradi sopra lo zero termico) e periodo secco (garantire solamente leggere nebulizzazioni di mantenimento) per favorire la successiva fioritura.

Vanda coerulea, l’orchidea preferita dal Signor Bellamy.
Per cogliere le emozioni che si vivono fra appasionati orchidofili, seppur datati, trovo molto interessanti gli appunti di un viaggio nell’allora Birmania (ora Myanmar), apparsi nel bollettino dell’American Orchid Society del primo Settembre 1952.
“Orchids in Burma Today by Philip R. Fehlandt”
Il signor Philip R. Fehlandt, americano e collezionista di orchidee, racconta la realizzazione di un suo grande sogno: poter visitare i paesi d’origine di molte orchidee della sua collezione.
Descrive con dovizia di particolari, delusioni, paure e difficoltà incontrate in un paese difficile, sempre in balia di guerre e colpi di Stato. Alla fine, le difficoltà incontrate, trovano soddisfazione con la conoscenza di un appassionato collezionista residente da anni in Myanmar ex (Birmania): il signor Bellamy.

Libera riduzione ed interpretazione di quel racconto:
…”Un motivo naturalmente, la guerra. Durante i quasi quattro anni del conflitto, la Birmania è stata devastata dalla guerra. L’avanzamento giapponese ed il ritiro degli americani, gli anni lunghi dell’occupazione giapponese sotto il bombardamento alleato quasi costante, poi la ritirata giapponese e l’avanzamento finale americano, hanno inflitto danni pesanti al paese.
In questa situazione girare per il paese a caccia di orchidee non poteva essere un’impresa facile… senza conoscenze locali, qualsiasi spostamento risultava infruttuoso per non dire pericoloso, ma col tempo qualche contatto cominciava a dare i suoi frutti.
Il primo incontro positivo si materializza con il solito missionario appassionato di orchidee, in questo caso un americano super conoscitore di tutti i Dendrobium indigeni, compreso il famoso Dendrobium color rosso luminoso.
Il vero colpo di teatro succede quando, sparsasi la voce della passione per le orchidee di Philip R. Fehlandt, un conoscente del luogo gli propone un incontro con la principessa Ma Lat, cugina del Re. Si dice che abbia una collezione stupenda, colpo di fortuna! La Principessa per la verità è la moglie del signor Bellamy, un australiano geniale che vive in Birmania da oltre venticinque anni ed è lui il vero collezionista.
I coniugi Bellamy vivono nella Birmania del nord, a Maymyo, più di mille metri sul livello del mare, luce luminosa di giorno, fresco e ventilato la notte. A mezzogiorno, con il sole diretto il caldo si fa sentire, ma basta mettersi all’ombra per godere una temperatura frizzante.
Il signor Bellamy durante la guerra perse l’intera collezione ed ora sta ricostruendola con passione e con risultati lusinghieri. L’incontro nella coltivazione del signor Bellamy avviene in un periodo di scarse fioriture, ma la visione delle piante in piena vegetazione, rigogliose e in perfetta salute è ugualmente uno spettacolo bellissimo – il vero appassionato di orchidee trova enorme soddisfazione quando può ammirare buone coltivazioni – e poi che meraviglia quel Saccolabium là in fondo, carico di fiori e le radici, tutte quelle radici aeree lunghe e ben sviluppate.
Birmania è la patria della Vanda coerulea, e paese adottivo del signor Bellamy, nella sua collezione dovevano essere sicuramente presenti alcuni esemplari:
“Sì, eccoli in bella mostra, ben coltivati e carichi di fiori in tutte le tonalità naturali: blu, rosa e porpora.

La preferita del signor Bellamy è la Vanda coerulea sistemata nel cestello di legno: quattro gambi con steli fiorali per un totale di oltre 200 fiori, che spettacolo!”
“Qual’è il segreto di tanto successo nella coltivazione” – chiedo –
“Il segreto di tanto successo è semplicemente un buon periodo di riposo con notti fredde nel periodo invernale” – esordisce il signor Bellamy -.
A Maymyo durante la stagione invernale le temperature oscillano da 35 gradi centigradi durante il giorno a 16 notturni.
Famosa rimane la foto del signor Bellamy mentre mostra orgoglioso una delle sue piante di Vanda coerulea con ben quattro gambi in fioritura con oltre 200 fiori.
Le variazioni di colore delle varietà di Vanda coerulea della collezione del sig. Bellamy variano dall’azzurro profondo con blu-chiaro e dal lillà al colore rosa”…

Eravamo sul finire degli anni 40 ma ancor oggi il periodo di fresco secco invernale è il vero segreto per poter godere superbe fioriture di Vanda coerulea.

Storie di orchidee: Francesco, un giovane orchidofilo

L’imprevedibile, e certe volte affascinante mondo delle orchidee, ti serba sempre delle piacevoli soddisfazioni.
Nella speranza di non urtare la suscettibilità di chi bazzica nell’orchidofilia internazionale, forse per merito degli anni di militanza e della passione dedicata alla divulgazione di questa passione, penso poter dire di essere un riferimento per molti orchidofili.
Gran partre del merito va ascritto a questo sito internet che curo a mie spese da 10 anni: qui dentro sono conservati, fatti e misfatti dell’orchidologia italiana, fra le pagine di questo blog si leggono notizie e attingono informazioni tecniche, propedeutiche alla nostra comune passione.

Pur essendoci FaceBook che bypassa in velocità il dialogo che prima avveniva esclusivamente con l’interattività del blog, rilevo che Orchids.it rimane sempre l’approdo di molti orchidofili.
Ecco, questa premessa, l’ho confezionata quale preambolo per raccontarvi la passione per le orchidee di un giovane fiorentino, che su Fb mi scrive:

coppo_francesco“Buonasera Guido, piacere sono Francesco.
Sono un grande appassionato e coltivatore di orchidee. Ho visto molti dei suoi video su YouTube e oggi ho realizzato una sua creazione, grazie al tutorial su Orchids.it. Adesso le mando alcune foto.”

Non potete immaginare la mia felicità nel rilevare “plasticamente” manifesta, la mia “utopia” della condivisione.
L’approccio con il “lei” di Francesco mi ha fatto capire che la sua età non sarebbe stata poi tanto vetusta, effettivamente è giovane e questo particolare mi ha ancor più entusiasmato. Sì perchè, l’iconografia dei gruppi orchidofili va spesso a sbattere con l’immagine delle gite aziendali dei pensionati, e quindi: benvenuto ai giovani!

Dopo aver eliminato subito la barriera del “lei”… fra orchidofili il tu è d’obbligo – raccomandai – chiesi a Francesco di raccontarmi la sua passione e di autorizzarmi a pubblicare la sua storia su orchids.it
Ne è nata una bella intervista che desidero condividere con tutti i lettori di questo blog.

Ecco la passione di Francesco, raccontata da lui stesso
“Questa passione è nata circa tre anni fa, me l’ha trasmessa il mio babbo (coltivatore fin da ragazzo di Cymbidium ). Un anno e mezzo fa, andai alla mostra di orchidee a Roccastrada (da Giulio Farinelli) e rimasi stupefatto da come queste piante possano essere affascinanti e particolari; allora ne acquistai alcune (l’ Haraella odorata , l’Enciclia cochleata e la Maxillaria tenuifolia). Era estate, le misi in un posto ombreggiato (sotto un acero che ho in giardino ) ogni giorno le nebulizzavo e qualche volta le annaffiavo. “Le tenevo d’occhio anche la notte” e guardavo se c’erano getti floreali, nuovi pseudobulbi ecc..

serra_francescoL’anno scorso decisi con babbo di acquistare una serra, la comprai su Amazon, è 10 metri quadrati per 2 metri e mezzo di altezza e 3.5 di larghezza. Qualche mese fa ritornai alla mostra a Roccastrada e osservando le varie specie che ha Giulio dissi a mia mamma: ” guarda quella è una Cattleya aclandiae messa su una zattera di sughero”. Vicino a noi c’era una persona che era a fotografare quelle piante e mi disse : “ma come fai a sapere tutte queste cose a quell’età ?” e io risposi un po’ timido: ” bhè… mi interessano queste piante ????” Questa persona disse : ” vieni con me che ti faccio conoscere un po’ di persone”.

(Questa persona è Francesco Taormina, che fa parte dell’ ALO) Mi portò a far conoscere un bel po’ di persone tra cui Gianfranca Cogotti che adesso è una mia cara amica e che cura le piante dell’ ALO. Per completare la serra mancava solamente l’impianto Fog, e anche in questo caso, super Francy (Taormina) ci fece conoscere il ragazzo che monta gli impianti per la nebulizzazione nelle serre. A fine giornata ci salutammo, ci scambiamo numeri di telefono e il giorno seguente mi accolsero (come il più giovane) nel gruppo Orchidee che passione di Facebook.

serra_francesco_2Arrivarono subito i primi regali da Roberto Bicelli e da Gianfranca (Brassolaeliocattleya Makai mayumi). Una volta completata la serra ero entusiasta! Avevo non molti esemplari in serra (all’incirca una 15… adesso all’interno della serra ho all’incirca 120 esemplari di specie differenti; tra cui : Cattleya, Bulbophyllum, Dendrobium, Oncidium, Scaphosepalum, Tolumnia, Phalaenopsis, Mediocalcar, Dracula, Vanilla, Cambria, Vanda, Epidendrum, Oerstedella, Coelogyne ecc… A me piacciono all’incirca tutte le specie ma in particolare le Cattleya, Dendrobium, Epidendrum, Bulbophyllum e Pleurothallis. 7 mesi fa circa successe un guaio in serra… tornati dalla vacanza, entrai in serra tutto contento per vedere le nuove fioriture e trovai 52° C all’interno. Chiaramente erano quasi tutte morte (orchidee lesse), avevano le foglie flaccide e tutte disidratate… ero disperato… non sapevo più cosa fare, quindi preso dal nervoso andai dal mio babbo e gli dissi tutto… anche lui una volta entrato in serra rimase malissimo, e rimase anche male a vedere me come ero abbattuto! Per quel momento pensai anche a mollare tutto… però grazie alla mia famiglia e ai consigli che mi dettero riuscii a ripartire. Eh beh, non auguro veramente a nessuno quello che è successo a me! Comunque oggi tutte stanno bene !!!”

In bocca al lupo Francesco e complimenti per la tua coltivazione e, se ti va un mio consiglio: non bruciare le tappe, hai una lunga vita davanti a te e una grande passione da custodire.
Guido

Padre Andreetta è salito in cielo il 13 Settembre 2011

Forse vi sarà sicuramente capitato di ammirare qualche orchidea ecuadoregna, che portava il nome di specie “andreettae”
Questo nome, assegnato a diverse specie è stato dato in onore di un grande personaggio dell’orchidolgia mondiale: Padre Angelo Andreetta, missionario Salesiano in Ecuador dal 1950
Padre Andreetta è morto lo scorso 13 Settembre, era nato a Castions di Zoppola (PN) Friuli Italia nel 1920.
Chi studia o più semplicemente chi ama le orchidee deve molto al grande lavoro e studio dedicati da questa persona alle orchidee e noi tutti dobbiamo essergli moto riconoscenti. Sul sito di Ecuagenera è apparso questo articolo in suo ricordo.

Traduzione in sintesi dell’articolo:
Omaggio al missionario Padre Angel Andreetta
Il sacerdote salesiano Padre Angel Andreetta arriva in Ecuador nel 1950 come missionario. Inizialmente si stabilisce a Bomboiza nella Provincia di Morona Santiago.
Grazie alla sua missione ebbe modo di effettuare molte escursioni in varie località ecuadoregne, rimanendo colpito dalla grande diversità biologica, in particolare del gran numero di orchidee. In occasione dei suoi viaggi documentò fotograficamente e raccolse alcune piante sconosciute alla scienza. La sua collezione di orchidee iniziò in Bomboiza nella azienda Yumancay de Paute, Provincia di Azuay.
Andretta lavorò congiuntamente con diversi Tassonomi della flora orchidacea con la finalità di registrare e descrivere specie sconosciute sino ad allora, ha condiviso la sua conoscenza con molti appassionati locali e stranieri, sottolineando l’importanza del salvataggio e preservazione di tale ricchezza ambientale.
Più tardi, la sua collezione è stata donata generosamente ed ora è custodita da Ecuagenera.
Padre Andretta non è stato solamente uno studioso ed appassionato della flora orchidacea, ma anche dedicato la sua vita al servizio dei giovani poveri, al solo fine di garantire un tenore di vita migliore.
Dopo una vita di lavoro e di servizio, e dopo aver lasciato un patrimonio affascinante nel mondo delle orchidee muore 13 SETTEMBRE 2011.
Animati da sentimenti di affetto, rispetto e ammirazione per l’uomo di Scienza e Degnissimo Sacerdote con la sua ampia visione ha dato l’incoraggiamento ed il sostegno decisivo per valutare e dare la necessaria importanza per la flora del nostro paese. Rendiamo omaggio alla sua memoria.

Qualche notizia sulla sua vita, reperita sul web:

Il paradiso delle orchidee
L’unico orto botanico dell’Ecuador che meriti questo nome, scrive un quotidiano di quella Repubblica, si trova nel centro missionario di Bomboiza, una linda e moderna cittadinaa attraversata da un largo ed ombroso viale bordato ai lati da belle piante ornanmentali e cori grazioso villette inaugurate lo scorso armo. Questo «orto botanico» che prende il nome da «Mons. Pintado salesiano, Vescovo coadiutore con diritto di successione del venerando Mons. Comin, Vicario Apostolico di Mendez e Gualaquiza, è chiamato il « paradiso delle orchidee». Il merito di questa realizzazione va al missionario salesiano Don Angelo Andreetta, che per lunghi anni, oltre che coltivare anime, ha raccolto e coltivato gran numero di orchidee, delle quali molte specie nuove ottenute con incroci, e di piante ornamentali e floreali in genere. I Kivari, che non avevano mai avuto interesse per i fiori – perehè non si possono ne bere ne mangiare – sull’esempio del missionario, li coltivano e con essi adornano le loro casette. La missione di Bomboiza è diventata così una vera « oasi nella foresta », anche nel senso materiale.

L’ORCHIDEA SALESIANA È DIVENTATA FRANCOBOLLO

L’orchidea « Scuticaria Salesiana » è stata scelta come soggetto per un francobollo oggi in circolazione nell’Ecuador.

Questa particolare varietà (di cui il BS aveva parlato nello scorso settembre a pag. 5) è stata selezionata dal missionario padre Angelo Andreetta, che anni fa l’aveva presentata all’« Esposizione internazionale delle orchidee » di Medellín, e l’aveva vista premiare col primo premio e diploma di merito botanico. Padre Andreetta ha lavorato a lungo in Bomboiza nell’Oriente Ecuatoriano, fra gli indios Shuar, e oltre che coltivatore di anime è diventato anche esperto coltivatore di orchidee. Negli anni di residenza a Bomboiza ha realizzato un orto botanico che lo studioso José Strobel è ha definito «paradiso delle orchidee». Prima di lui gli Shuar non si interessavano dei fiori, dato che « non si possono mangiare né bere ». Ma a poco a poco hanno imparato dal missionario ad averli in simpatia, e ora con le orchidee adornano le loro casette.

Don Andreetta conosce tutti i segreti di queste piante, sa combinare incroci e ottenere nuove varietà: alla prima da lui ottenuta ha dato il proprio nome, ad altre il nome di suoi amici, e questa l’ha chiamata semplicemente salesiana.

Di recente l’Ecuador ha dedicato alle orchidee una riuscita serie di francobolli, e ha assegnato al bell’esemplare salesiano il valore di sucres 10,60 (pari a quasi 400 lire) della posta aerea.

Nota: sarò molto lieto di inserire in questo post, anche le vostre notizie riguardanti la vita di questo grande ed umile uomo di fede e di scienza.
Guido

Trichosalpinx blaisdellii ‘CAMANI’


Questo post è interamente dedicato ad Antonio Camani, e consentimi Antonio, dedicato ad un bel personaggio del collezionismo orchidofilo italiano.

Nella foto a sinistra, Antonio Camani in occasione della mostra di San Donà di Piave mentre illustra alle autorità, le peculiarità dell’esposizione.

Presentazione
L’amicizia con Antonio Camani, risale alla notte dei tempi, si direbbe… non proprio alla notte dei tempi, però insieme abbiamo attraversato molti flussi e riflussi dell’ambiente orchidofilo italiano degli ultimi 30 anni.
La collezione di orchidee dell’amico Antonio è di quelle che non finisci mai di scoprire. Lui è semplice, modesto anche – non ho molte piante fiorite… porterò qualche cosa – usa dire quando gli si chiede collaborazione per allestire le esposizioni di Orchids Club Italia, ed invece quando arriva tutto trafelato con le sue cassette di piante da esporre, ecco che ti tira fuori dal “cilindro”, piante stranissime ed inusuali. Sai, questa è giunta tanti anni fa dal Costa Rica, quest’altra mi ricorda un bellissimo viaggio in Colombia.

Ecco, la collezione di Antonio è paragonabile ad un libro aperto, dentro il quale egli scrive le sue belle pagine di vita e di viaggi. Una collezione da “bere” con curiosità. Una collezione cresciuta lentamente, caratterizzata da ripensamenti ed incertezze logistiche – leggi serra – durate anni, una collezione che pulsa, che va in crisi e che rinasce… una collezione viva.
Fin qui Camani il collezionista. Potrebbe bastare, ma Antonio Camani assume la statura di personaggio, soprattutto perchè sin dagli albori della nostra comune passione, ha sempre saputo mettersi a disposizione dell’associazionismo orchidofilo, inteso come valore aggiunto, sia culturale che scientifico.
Insieme abbiamo dato vita all’ATAO… entrambi siamo soci fondatori di quella Associazione. Nei momenti di crisi, che nel tempo l’Associazione ha incontrato, ha saputo discernere con magistrale equilibrio le varie posizioni. Ci siamo presto ritrovati ancora insieme… con qualche annetto in più sulle spalle, a vivere l’attuale esperienza di Orchids Club Italia ed anche in questa circostanza, nei momenti di turbolenza ha contribuito a mantenere la barra dritta a supporto delle comuni idee fondanti.

Le rarità della sua collezione
Si scriveva delle sue rarità, ne ha molte in serra!! Una di queste si è conquistata la ribalta su questo blog in un post di qualche anno fa, Ottobre del 2007 per la precisione (vedi foto).
Purtroppo quel post passò presto nell’archivio del blog, senza lasciar traccia. Quando Camani mi diede una piccola divisione di questa orchidea, mi disse – forse è una restrepia, aspetta la fioritura e poi vedrai. Quando fiorì, ottobre 2007, pubblicai questo post. Il quiz fu risolto e si riuscì a trovare la giusta sistemazione tassonomica alla pianta, giunta molti anni prima dal Costa Rica.

Probabilmente allora, nessuno si preoccupò di cartellinare con nome e cognome la specie.
Devo essere franco, nemmeno io lo feci e fu così che ci trovammo alla mostra di Villa Manin 2010, con la bella miniatura di Antonio in mostra… ma ancora senza nome.
Son trascorsi tre anni ed ora, quella piccola divisione è diventata una bella pianta ben sviluppata e carica di infiorescenze, seppur seminascoste sotto le pagine inferiori delle foglie.
Come leggeremo più avanti, il nome di questa specie non è di quelli che ti rimangono facilmente in memoria e per questo ho faticato un pochino a ritrovare il post, che la presentava.

Il genere Trichosalpinx
Nuovo genere descritto da C.A. Luer su Phytologia, Vol.54, 1983, p.393 – 398
Trichosalpinx, conosciuto anche con il nome popolare di “orchidea tromba” è un genere di circa 100 specie endemiche nella fascia neotropicale americana. Questo genere è strettamente legato alla famiglia delle Pleurothallidinae. Si differenzia per i suoi steli anellati e pelosi. Essi sono caratterizzati dalla presenza di una guaina a costine attorno al fusto. Il nome generico significa “tromba con i capelli” e si riferisce a questo anello peloso.

La specie
Trichosalpinx blaisdellii (S.Wats.) Luer
Nominata in onore di F. E. Blaisdell (collezionista australiano, direttore di coltivazione in Guatemala 1800), e del suo amico Sereno Watson, co-scopritore della specie.
Sinonimi:
(Basionimo)- Pleurothallis blaisdellii S. Watson 1888; Pleurothallis peraltensis Ames 1923; Pleurothallis standleyi Ames 1925; Trichosalpinx tamayoana Soto Arenas 1987
Questa specie è nativa in Messico, Belize, Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Ecuador e Colombia occidentale, vive nelle foreste pluviali sempreverdi ad altitudini tra i 200 e i 2500 metri, come miniatura epifita.
In coltivazione prospera bene in ambiente umido e ombreggiato a temperature da serra intermedia.

Nota finale: Il cultivar descritto in questo post, in onore dell’amico Antonio, assumerà il nome di Trichosalpinx blaisdellii‘CAMANI’

Vanda coerulea pink form

vanda_coer_var_rosea Vanda coerulea, un’orchidea delicata e molto amata dai collezionisti, conosciuta anche con il nome popolare “Orchidea blu” è originaria dell’Asia sud orientale – Myanmar, Assam, Tailandia e vive ad altezze di 800 – 1600 metri.
Sono note molte varietà, si differenziano tra loro per la tessellatura più o meno marcata sui fiori, per le tonalità dei colori, che vanno dal blu marcato, semi alba, rosa e porpora chiaro e per la loro diversa dimensione.
vanda_coer_var_rosea_1Queste foto mostrano una forma molto rara: “pink form”, presente nella mia collezione.
In questi giorni è venuto a mancare un grande coltivatore di orchidee: Antonio Pravisani di Udine.
Tanti orchidofili italiani devono molto alla sua passione ed alle sue orchidee. Forse anche questa Vanda è passata per le sue serre: dedichiamo un pensiero al signor Pravisani.