Messaggero Veneto: 70 anni di notizie e di record

Venerdì 27 Maggio ero al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” (UDINE) a presenziare ai festeggiamenti del 70° anniversario della nascita del Giornale “Messaggero Veneto”, quotidiano del Friuli.

Io ero lì, su invito dell’amico Tommaso Cerno, direttore del giornale. Ho aderito all’invito con molto entusiasmo, anche e non solo, per cogliere l’occasione di vivere in diretta il mondo del giornalismo, che mi vede, forse immeritatamente coinvolto, nella mia veste di curatore di un blog.

Si dirà, ma dai, cosa centra il tuo blog con il giornalismo! C’entra e come che c’entra! Seppur di settore, su orchids.it escono notizie che a volte piacciono ed altre no, che fanno incazzare oppure ammirare. La notizia che tu vuoi comunicare va data tutta e senza preoccupazione di quel che essa farà succedere – scriveva Pier Paolo Pasolini. Ecco, per questo orchids.it c’entra con il mondo che per mestiere dà notizie.
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Brylobium hyacinthoides ex Eria hyacinthoides

Nella foto in evidenza: fioritura nella collezione Rio Parnasso

Orchidea dalle infiorescenze simili a quelle dei Giacinti, specie già nota come Eria hyacinthoides.

Come tante altre specie, anche questa, inizialmente descritta da Blume nel 1825, come Dendrolirium hyacinthoides ha successivamente cambiato nome di genere ed anche di specie. Le varie collocazioni, ed i relativi cambi di nome possiamo per comodità considerarli come sinonimi della stessa pianta: Dendrolirium ebulbe Blume 1825 – Dendrolirium hyacinthoides Blume 1825 – Eria ebulbis Lindley 1830 – Eria endymion Ridl. 1896 – Pinalia ebulbis (Blume) Kuntze 1891 – Pinalia hyacinthodes (Lindl.) Kuntze 1891.

Carl Ludwig Blume (29 giugno 1789 – 3 febbraio 1862) botanico tedesco/olandese, nella sua vita ha effettuato vasti studi della flora dell’Asia meridionale, specialmente a Java, allora una colonia dei Paesi Bassi).
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Graphorkis lurida

Graphorkis, un genere abbastanza insolito appartenente alla Tribù Cymbidieae.
Genere:
Autore: Thouars
Pubblicazione: Nouv. Bull. Sci. Soc. Phiom. Paris 1(19):318 (1809)
SOTTOFAMIGLIA: Epidendroideae.
TRIBU’: Cymbidieae.
SOTTOTRIBU’: Cymbidiinae
Nota: la forma ortografica originale del nome era “Graphorchis” è stata variata con Graphorkis in Hist. Orchid., Table 4, sub 3,t. 39 (1822)

La Tribù
Graphorkis, insieme a Galeandra, Grammatophyllum e Grobya, sono tutti generi, membri della Tribù Cymbidiae, Sottotribù Cyrtopodiinae.
Le caratteristiche comuni dei vari membri di questa Tribù, sono gli pseudobulbi con vari internodi dai quali spuntano le foglie e le infiorescenze.
I fiori sono resupinati (labello rivolto all’ingiù), con la colonna prominente.
Fra i parenti molto affini a questo gruppo, troviamo Ansellia, Cymbidium e Cyrtopodium.
Dressler (1993) evidenzia l’estrema variabilità del gruppo, mentre Stern e Judd (2002) osservano “che le caratterisiche anatomiche non sono un valore esaustivo nel determinare le affinità all’interno di questa tribù”.
Il genere Graphorkis, inizialmente composto da oltre 60 specie, per la maggior parte spostate nel genere Eulophia, attualmente contiene solamente alcune specie africane.

La specie
Collezione Guido De Vidi – diritti riservati
Graphorkis lurida (Sw.) Kuntze
Pubblicata in: Revisio Generum Plantarum 2: 662. 1891.
Prima denominazione: Limodorum luridum Sw.
Neues Journal für die Botanik 1: 87. 1805.
Taxon: Graphorkis Thouars
Histoire Particulière des Plantes Orchidées . 1822.
Questa orchidea è endemica nella zona centrale africana, Camerum e Repubbliche vicine, e può essere trovata tra 300 – 1300 metri di altitudine.
Specie epifita a sviluppo simpodiale, produce pseudobulbi conici abbastanza tozzi, che si spogliano delle foglie alla loro maturazione.

Quando gli pseudobulbi sono maturi è indispensabile avviare un periodo di secco, che consente loro di perdere le foglie e di entrare nella fase dormiente durante la quale la pianta va mantenuta al caldo ed alla luce.
Le regolari bagnature possono iniziare con la formazione dei nuovi germogli e successivamente degli steli fiorali.

Gli steli fiorali, lunghi circa 30 centimetri, spuntano dalla base degli pseudobulbi e maturano in primavera, formando piccoli fiori di colore giallo marrone, molto attraenti e vagamente assomiglianti a quelli dei Cymbidium miniature.

Le spighe fiorali portano circa 50 fiori di piccola dimensione, maculati di giallo e marrone.
Come si è già detto sopra, gli steli fiorali si formano e si aprono in tarda primavera.

Coltivazione consigliata
In sito questa specie cresce nelle biforcazioni delle palme Hyphaene e quindi il substrato ideale va creato su zattere con l’aggiunta di materiale fibroso, oppure in In piccoli vasi di 10 – 12 cm di diametro con substrato drenante (bark medio sminuzzato e miscelato con torba di sfagno).

A Schio… e dintorni

La bellissima intuizione di riportare le orchidee a Schio – famosa la serra esotica nel Giardino Jacquard, spazio storico naturalmente deputato per eventi legati alle specie esotiche, orchidee comprese – ha radicato nel territorio dell’alto vicentino. Ecco una delle tante iniziative a riguardo.

Nell’attesa che i due Comuni contendenti (Schio e Thiene) trovino un modus vivendi per proporre al meglio una o più eventi orchidofili nel territorio, gli appassionati locali si radunano spontaneamente per approfondire la loro passione orchidofila.
Ecco il manifesto promozionale: chi è interessato prenda contatti con i promotori… potremmo già chiamarli “Gruppo orchidofilo Jacquard”, ma questo è solo un mio pensiero.

Cuitlauzina egertonii

Articolo rivisitato il 15 Gennaio 2017.

Foto di presentazione: Cuitlauzina egertonii (Lindl.) Dressler & N.H. Williams 1845. Foto scattata in un freddo giorno di gennaio: 15.01.2017 nella collezione rio Parnasso

Il genere
Cuitlauzina: un piccolo genere, relativamente nuovo nel panorama della botanica e dell’orchidologia, frutto dei nuovi strumenti di ricerca scientifica basati sulla genetica.
Non riesci nemmeno a pronunciare il nome di questo nuovo genere di orchidee? Tutta colpa di Dressler & NHWilliams, sono loro che lo hanno creato. Il genere Cuitlauzina porta questo nome in onore di: Cuitlahuatzin, governatore di Iztapalapa, Messico.

Il genere
Cuitlauzina Lex. 1825
Sottofamiglia: Epidendroideae.
Tribù: Maxillarieae.
Sottotribù: Oncidiinae.

Cuitlauzina è un genere di sei specie (Dressler & Williams 2003, Chase et al. 2008), già appartenenti ad altri generi fra i quali, Odontoglossum ed Osmoglossum.

Note scientifiche
Con l’eccezione di C. pendula e C. pygmaea, le cui foglie non hanno fasci di fibre adaxiali, le altre specie raggruppate in questo nuovo genere, sono caratterizzate da fasci di fibre e fasci vascolari con stegmata adaxiali e abassiali. Gli stegmata in queste specie sono disposti in tre diversi luoghi all’interno delle foglie, che si sono dimostrate, luoghi di maggiore smaltimento del diossido di silicio accumulato. Studi mirati, hanno rilevato che questa condizione è geneticamente presente nelle specie incluse nel nuovo genere Cuitlauzina.
Le rilevazioni scientifiche che hanno motivato la costituzione del nuovo genere Cuitlauzina poggiano sulla diversità dei sistemi di assorbimento dei minerali da parte delle piante.
Le diverse accumulazioni di composizioni chimiche e di varie forme di minerali nelle piante, sono processi biologici utilizzati quali strumenti diagnostici nelle identificazioni tassonomiche.

Nello specifico sono stati effettuati studi sulla diversità di accumulazione dei minerali nelle specie di orchidee appartenenti alla sottotribù Oncidiinae.
Con questo obiettivo scientifico, sono state analizzate e confrontate (in chiaro e con l’ausilio del microscopio) le accumulazioni minerali nelle foglie di 140 specie di Oncidiinae.
Durante le osservazioni sono state rilevate diverse forme di cristalli di ossalato di calcio e depositi silicdioxide in forma di stegmata.
Questa metodologia di studio, applicata per clade o per specie, appartenenti alla sottotribù delle Oncidiinae (Rev. Biol Trop. 58 (2): 733-755. Pub. 2010 Giugno 02.), ha evidenziato l’importanza tassonomica di queste inclusioni minerali.

Luoghi di endemicità
Le specie del genere Cuitlauzina vivono in habitat identificabili con il termine “fascia subalpina”, sono epifite, litofite, occasionalmente terrestri, a sviluppo simpodiale, strutturate con pseudobulbi ovoidali all’apice dei quali si formano due foglie acumninate. Le infiorescenze sono basali, erette o pendule.
Queste specie richiedono una temperatura fresca – temperata, luce moderata, alta umidità, buona ventilazione, e un riposo più secco e più fresco.

Le specie del nuovo genere
Specie tipo: Cuitlauzina pendula Lex. 1825
Cuitlauzina candida
(Lindl.) Dressler & N.H.Williams
Cuitlauzina convallarioides (Schltr.) Dressler & N.H.Williams
Cuitlauzina egertonii (Lindl.) Dressler & N.H.Williams
Cuitlauzina pandurata (Garay) M.W.Chase & N.H.Williams
Cuitlauzina pendula Lex.
Cuitlauzina pulchella (Bateman ex Lindl.) Dressler & N.H.Williams
Cuitlauzina pygmaea (Lindl.) M.W.Chase & N.H.Williams

Descrizione di specie
Cuitlauzina egertonii (Lindl.) Dressler & N.H. Williams 1845
E’ una specie epifita a sviluppo simpodiale con pseudobulbi lunghi fino a 5 cm e larghi 2 cm, che producono due foglie acuminate, lunghe fino a 25 cm e larghe 1 cm. L’ infiorescenza è più corta delle foglie, e porta da 2 a 8 fiori di colore bianco luminoso.
Questa specie può essere trovata in Messico, Costa Rica, Guatemala, Panama, Colombia e Nicaragua. La fioritura avviene nel mese di gennaio.
Sinonimi:
Odontoglossum egertonii Lindl. , Edwards’s Bot. Reg. 31(Misc.): 50 (1845).
Oncidium egertonii (Lindl.) Beer, prakt. Stud. Orchid.: 285 (1854).
Osmoglossum egertonii (Lindl.) Schltr., Repert. Spec. Nov. Regni Veg. Beih. Beih. 17: 79 (1922).
Odontoglossum candidum Linden & André , Illinois. Hort. 22: 58 (1875).
Osmoglossum acuminatum Schltr., Repert. Spec. Nov. Regni Veg. Beih. 17: 97 (1922).
Osmoglossum anceps Schltr., Repert. Spec. Nov. Regni Veg.Beih. 19: 147 (1923).
Osmoglossum candidum (Linden & André) Garay , Bot. Mus. Leafl. 26: 28 (1978).
Osmoglossum dubium S.Rosillo, Orquídea (Mexico City), ns, 9: 85 (1983).