Villa Manin: Floreal Fest in chiaroscuro

L’edizione Settembrina di Floreal Fests 2007 ha carpito due calde giornate ad una dolce stagione di fine estate ed ha incorniciato momenti di libertà agreste..

Il bilancio: saggiando gli umori degli espositori è stata un’edizione un po sotto tono – sotto l’aspetto economico ovviamente…ma si sa, conviene sempre piangere; vista dal nostro osservatorio amatoriale è stata una manifestazione in “chiaroscuro”…luci ed ombre.



Per dare un profilo vagamente artistico alle nostre osservazioni critiche, prendiamo in prestito dal Vasari (Arezzo 1511 – Firenze 1574), il termine “chiaroscuro”coniato nel suo trattato – Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri – e precisamente nella sua introduzione di natura tecnica e storico-critica sulle tre arti maggiori (architettura, scultura e pittura), per descrivere la tecnica pittorica che fa acquistare all’immagine il senso di profondità e rilievo attraverso una graduale variazione delle zone di ombra e delle zone di luce.

Luci ed ombre
E’ stato proprio il gioco fra luci ed ombre, sia metaforiche che reali a consentirci di presentare con successo la nostra esposizione allestita in uno degli spazi interni delle ex stalle e cantine della Villa.

OMBRE – Il buio reale e non metaforico è stato proprio quello logistico: la nostra “sala per l’esposizione” godeva solamente della luce filtrata da una piccola feritoia e da un’angusta porta finestra, il resto, buio pesto mitigato da pochi riflettori, stanchi anch’essi.

5 pensieri su “Villa Manin: Floreal Fest in chiaroscuro

  1. Ottima mostra come da programma, io ho appena visitato il Botanic Garden di Washington, non vi anticipo che vedremo delle foto meravigliose, di specie rare ed esemplari straordinari. Saluti dagli USA Alberto.

  2. Come si evince dal post, io c’ero e, non per lodare a vanvera, il
    nostro stand era, tenuto conto della precarietà delle infrastrutture,
    un gran bel posto dove ammirare le maliarde…. e che maliarde !.
    Penso che coloro che lo hanno visitato si siano “lustrati” per bene
    gli occhi. Tutto questo per riconoscere ancora una volta, come se
    ce ne fosse bisogno, ai nostri Guido, Graziano, Alberto e ai due
    squisiti signori, dei quali non ricordo il nome (ho la memoria monouso),
    che ho incontrato domenica mattina allo stand, il grande impegno
    di fantasia, logistico e quant’altro hanno profuso per la riuscita
    della esposizione. Grazie a tutti anche per la affabilità, l’amicizia e
    la squisita cortesia che ogni volta dimostrate indistintamente nei
    confronti di tutti, soci e non. E come non ricordare le rispettive
    gentili consorti che ci hanno viziato con i loro dolci.
    Volevo dire…….manca molto alla prossima ?!.
    Cordialmente, sempre.
    Vincenzo

  3. Da friulana DOC mi spiace tanto che i miei compaesani (mi riferisco all’organizzazione) abbiano fatto una così brutta figura. Certe cose fanno male perchè evidenziano mancanza di cultura (da intendere in senso lato, cercate di capirmi)…forse mancanza di “cultura del bello”. Ritengo infatti che la collaborazione e il sostegno reciproco non possano che migliorare manifestazioni del genere le quali, in fondo, non si basano su nientaltro che sul desiderio di condividere con gli altri qualcosa di bello (nel caso specifico, le orchidee). Pace, è andata così…Complimenti comunque per aver saputo trarre il meglio da una situazione di indubbio disagio: l’esposizione è stata bellissima, da quando posso percepire dalle foto. Io non ho potuto venire e mi mangio le mani (una volta tanto che si giocava in casa!) ma l’esilio carinziano e il lavoro mi hanno tenuto lontana (sono impegnata con l’organizzazione di un convegno sugli abiti popolari della regione Alpe Adria -cioè Friuli, Carinzia e Slovenia-…se qualcuno ha interesse si faccia sentire).
    Ciao a tutti
    Elisa

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