Samurai… al servizio di chi???

“Spazzatura” sui forum
Qualche giorno fa, un visitatore del blog ha inviato in redazione questa mail:

Carissimi amici di Orchids Club Italia, a riguardo della mostra di Bussolengo, sul forum “orchidando”, leggo alcune frasi di Ronin (in giro per i forum si qualifica con questo “nik name” da samurai giapponese, ma all’anagrafe risponde al nome di Danilo Slaviero), scritte a commento della 20a festa delle orchidee promossa per San Valentino dalla Flover di Bussolengo, che vi invio per vostra opportuna conoscenza:

“Grazie, ma… passo, sia perchè fisicamente impossibilitato, sia perchè tutto sommato non ne vale la pena più di tanto… non tanto per Giorgio e Tiziano (i 2 amici che sono presenti ogni anno per l’occasione a dare consigli), ma per il resto della compagnia.
Tutto sommato, molto meglio Padova la settimana successiva: là almeno i prezzi sono un bel po’ migliori e la scelta di piante infinitamente maggiore… e la compagnia più numerosa e simpatica…”

Redazione di orchids.it
Slaviero non è nuovo a queste discutibili performance, soprattutto quando scrive di noi. Per la verità la redazione di orchids.it intendeva anche in questo caso evitare inutili polemiche, si sperava d’altro canto, che il responsabile del sito ospitante il commento ponesse nel frattempo rimedio, in primis alle scorrettezze contenute in quelle affermazione nei confronti dell’azienda FLOVER ed anche agli sprezzanti apprezzamenti nei nostri confronti, sì perché siamo noi ORCHIDS CLUB ITALIA “il resto della compagnia”.

Non sappiamo se la nostra compagnia è più o meno simpatica e numerosa di altre, per noi non è un problema essere pochi o tanti, la nostra compagnia sta insieme per coltivare, studiare e divulgare la passione per le orchidee, in forma libera, simpatica ed amichevole e tanto ci basta. Forse di questo, Slaviero prova invidia? Poveri noi orchidofili italiani, sì perchè Danilo Slaviero è un ascoltato dirigente di varie Associazioni orchidofile italiane… se tanto mi da tanto, un po di vergogna sarebbe utile!

Questo post è dovuto soprattutto a difesa della serietà professionale dei signori Girelli, titolari del Garden Flover, che ha ospitato la nostra esposizione di orchidee… le nostre, quelle coltivate nelle nostre collezioni amatoriali quelle del resto della compagnia, messe gratuitamente in mostra, insieme a tanti consigli per il piacere e lo stupore delle moltissime visitatrici e visitatori.
Un grande grazie al nostro amico Vincenzo Ghirardi, insostituibile baluardo di questa nostra esposizione, sempre presente con consigli e spiegazioni.

Orchidando… con una Dracula bella

A chi non piacerebbe tenere questa orchidea in salotto? Lei non riesce a vivere però, lei ama i boschi umidi ed ombrosi.

Il genere
Dracula, ovvero “piccolo drago” dall’aspetto intrigante dei suoi fiori e dalla sua passione per ambienti di vita umidi ed ombrosi.
Il genere Dracula appartiene alla sotto tribù Pleurothallidinae, è stato creato dal Dr. Carlyl Luer nel 1978, e raggruppa alcune specie del genere Masdevallia con fiori pelosi dal labello inusuale.
Le prime specie di Dracula furono scoperte nel 1870 nelle umide foreste della Colombia, dell’Ecuador e del Perù.
Ci sono più di 100 specie conosciute, ma molte altre sono ancora da scoprire.

Dracula bella

Collezione Guido De Vidi – foto 26.03.08

Dracula bella (Rchb.f.) Luer, 1978
Il nome di specie (di matrice latina) è stato dato in onore dei suoi fiori affascinanti.
Cresce nei boschi avvolti dalle nebbie della Cordigliera occidentale della Colombia a 1800 – 2400 metri di altitudine.
La prima Dracula bella è stata scoperta da Gustav Wallis nel 1873-4 durante una raccolta di piante per la ” Veitch Royal Exotic Nursery of Chelsea” (Inghilterra), ma in quell’occasione non riuscì a far giungere a destinazione piante viventi.
In Inghilterra la nuova specie giunse 4 anni più tardi per merito di Low and Co. (Clapton).

Il sepali della Dracula bella sono uniti, coperti di densi peli o verruche e dotati di lunghe code. I petali molto piccoli sono posti a fianco di una minuscola colonna e macchiati di scuro, così da sembrare due occhi di un piccolo drago.
Il fiore misura circa 7,5 centimetri in altezza e 6,5 centimetri in larghezza ed è rivolto all’indietro: misurando anche le code sepaline raggiunge i 10 centimetri. Il colore è rosso scuro con macchie diffuse su uno sfondo color giallo e crema. Il labello è grande, bianco, solcato profondamente ed è arricciato a semicerchio. Pende liberamente nel centro del fiore. I pedicelli fiorali emergono dal substrato del cestino (geotropismo negativo) e producono fiori singoli.

Coltivazione
La maggior parte delle specie del genere Dracula vanno coltivate in cestini di rete metallica, questo per consentire la fuori uscita dei pedicelli fiorali.
La bassa temperatura l’umidità pressoché sempre attorno al90% e la luce soffusa sono elementi essenziali per coltivare bene le Dracula. Con certe specie, Dracula vampira ad esempio, l’elevato tasso di umidità è indispensabile per mantenere la turgidità dei fiori. Spostare la Dracula vampira fiorita, in un ambiente asciutto significherà la totale chiusura dei fiori, in pochi minuti.
La temperatura ideale è 13° C di notte e 16° C di giorno, in ogni caso mai sopra i 26 ° C altrimenti si seccano le radici e le nuove gemme.
In questa condizioni ambientali è utile mantenere una costante ventilazione.
Fertilizzare con dosi minime ogni settimana e mantenere il substrato sempre umido usando, se possibile, acqua piovana.