Holcoglossum amesianum… chi fa da sé fa per tre

Un metodo esclusivo di autofecondazione

Holcoglossum amesianum è un’orchidea epifita, endemica nella Provincia cinese dello Yunnan e fiorisce durante i mesi asciutti da febbraio ad aprile.
L’impollinazione di questa specie di orchidea non avviene con l’ausilio di insetti pronubi. A tal proposito, alcuni botanici cinesi, guidati da LaiQuang Huang della Tsinghua University, posto che in natura, i fiori di Holcoglossum amesianum si fecondano, hanno scoperto il loro ingegnoso ed alquanto originale sistema riproduttivo.

Per assicurarsi che i pollinia raggiungano l’ovulo, questa pianta non produce liquidi appiccicosi.
holcoglossum_-amesianum_imp I suoi fiori si avvalgono solamente della legge di gravità; ad un certo punto ogni singolo fiore ruota quel tanto che serve per posizionare la parte sessuale maschile di se stesso (pollinia) nella posizione necessaria per fertilizzare quello femminile (stigma).
Pertanto, questa orchidea non ha bisogno di sprecare energie per produrre profumi e/o nettare per attirare gli insetti pronubi. E’ sufficiente che il cuscinetto di protezione delle masse polliniche si scopra e che il fiore ruoti nella posizione adatta a farle cadere nella cavità dello stigma, dove avviene la fecondazione. Questo rapporto sessuale è così esclusivo che ogni singolo fiore è autosufficiente e non necessita nemmeno il trasferimento di polline da fiore a fiore sulla stessa pianta.

Pervy orchids: Sequenced photos of self-pollinating Holcoglossum
Referenze: Liu, KW; Liu ZJ, Huang L, Li LQ, Chen LJ, Tang GD (Jun 22 2006). “Pollination: self-fertilization strategy in an orchid”. Nature 441 (7096): 945-6. PMID 16791185.

Holcoglossum wangii

Holcoglossum wangii Christenson, Lindleyana 13: 123 (1998)
Sottofamiglia: Vandoideae
Tribù: Vandeae
Sottotribù: Aeridinae

E’ una pianta di recente acquisizione, in tutti i sensi. Nel senso più strettamente scientifico in quanto è stata descritta dieci anni fa, un lasso di tempo relativamente breve; nel senso personale in quanto l’ho acquistata circa un anno fa. Quando mi arrivò, a dire il vero ben imballata, ebbi molti dubbi sulla riuscita. Due grosse radici tenevano salda la pianta, disidratata, ad una piccola zattera di sughero. Subito non capii come andava posizionata, poi stabilii che le tre foglie stavano crescendo verso il basso. Foglie che sembrano cilindriche ma che nella parte basale si embricano. Dal punto di vista botanico questo particolare ha permesso di erigere il genere Holcoglossum distinguendolo da Papilionanthe (dove invece le foglie sono perfettamente cilindriche, vedi P. teres); le specie di questi generi erano primitivamente inclusi in Vanda.

Il nome del genere Holcoglossum deriva dal greco holkos, solco, e glossa, lingua, in riferimento alla morfologia del labello, mentre l’epiteto della specie fa onore a Wang, un tassonomista cinese. Il genere comprende 14 specie, provenienti dal Sud Est dell’Asia. H. wangii è originario del Sud della Cina e del Vietnam. Il suo habitat comprende una vasta area ricca di foreste umide di conifere e di latifoglie, con una variazione sul livello del mare che va dai 250 ai 1200 metri. Pertanto si tratta una pianta che può essere coltivata sia in ambiente caldo umido che moderatamente caldo.
Di fatto quando la ricevetti la misi in ambiente caldo umido con bagnature quotidiane. Piano piano le foglie si sono reidratate e gli apici delle radici hanno ricominciato a vegetare. La vegetazione fogliare non è comunque molto vigorosa, almeno nella mia esperienza. Le foglie, comunque morbide, sono lunghe circa 50 cm. Con l’arrivo dell’autunno due corte infiorescenze si sono formate, ciascuna con pochi fiori, all’ascella fogliare. Ogni singolo fiore è di circa 4.5 cm. La piacevole sorpresa è stata la lunga durata: è in fiore da circa un mese e sembra che i fiori non stiano per nulla appassendo. Preferisce una esposizione luminosa.

In questo blog si è già parlato di un altro membro dello stesso genere Holcoglossum amesianum. A proposito di tale specie è stato pubblicato recentemente uno studio (Liu, KW; Liu ZJ, Huang L, Li LQ, Chen LJ, Tang GD (Jun 22 2006). “Pollination: self-fertilization strategy in an orchid”. Nature 441 (7096): 945-6) dove gli autori descrivono come in assenza di vento e insetti pronubi la pianta sia in grado di autoimpollinarsi. La sequenza fotografica dimostra come in H. amesianum l’antera ruoti di 360° in modo da inserire il polline nella cavità dello stigma, senza l’aiuto di agenti impollinanti. Poiché in questa stagione e soprattutto in serra non ci sono insetti dovrò verificare se anche H. wangii, in condizioni disperate, si autoimpollina!
Di una nuova specie, H. weixiense si può leggere qui.

Holcoglossum amesianum, orchidea afrodisiaca?

Dalla Cina…con amore

I CINESI HANNO SCOPERTO UN’ORCHIDEA AFRODISIACA
Scienziati cinesi della Tsinghua university di Shenzhen hanno scoperto un nuovo tipo di orchidea, l’ Holcoglossum amesianum, che vive a duemila metri, a temperature rigidissime, che è in grado di autoimpollinarsi e produce un polline che allontana gli insetti. Proprio da questo polline, trasformato in compresse, gli scienziati ritengono di poter ricavare un potente afrodisiaco che avrebbe un effetto rinvigorente per gli uomini e rivitalizzante e protettivo per le donne.

Questo trafiletto è apparso sul CORRIERE DELLA SERA di alcuni giorni fa: traetene le conclusioni che preferite, io presento una breve scheda del l’orchidea in questione, che coltivo da qualche anno. Con la prossima fioritura proverò a sintetizzare il polline dei suoi fiori…vi terrò informati.

Collezione Guido De Vidi -Diritti riservati.
Holcoglossum amesianum “DOTTORI” (Rchb. f.) Christenson 1987
Ex Vanda amesiana
Il nome proprio della specie è stato dato in onore del botanico Ames.
Questa orchidea di medie dimensioni, monopodiale, epifita e/o litofita è endemica in Birmania (nome attuale del paese Myanmar), Cambogia, Laos, Vietnam, Cina e Tailandia.
Predilige molta luce. In natura questa orchidea vive in pieno sole abbarbicata sui pendii rocciosi e sugli alberi delle foreste montane primarie a 1200 – 1600 metri di altitudine.
Possiamo considerarla un’orchidea da clima fresco, ma richiedente un periodo di caldo luminoso durante la fase vegetativa estiva.
Alla base del fusto rigido si sviluppano diverse foglie semi teretiformis, acuminate e di colore verde scuro dalle cui brattee ascellari crescono lunghi steli con diversi fiori bianchi (10 – 40) con il labello sfumato di viola: sono molto profumati e fioriscono in autunno/inverno.

Note di coltivazione:
L’Holcoglossum amesianum forma grosse radici e qualche volta tende a produrre più ceppi pseudo-basali, che non vanno confusi con quelli delle orchidee simpodiali, ma sono normali filiazioni tipiche delle Vandaceae (formazione di nuove piante lungo il podio principale). Questa caratteristica vegetativa consiglia di coltivare l’Holcoglossum amesianum in contenitori costruiti con asticelle di legno duro. Il substrato può essere costituito di bark grosso e carbone di legna. Si ottengono buoni risultati anche con sistemazioni su zattere di legno e/o sughero.
Collocando l’ Holcoglossum amesianum nella parte più luminosa della serra o dello spazio domestico disponibile, le fioriture sono puntuali e generose…in casa la scommessa si fa più difficile.
Questa orchidea non richiede particolari periodi di riposo vegetativo, ma è consigliata una particolare attenzione con le bagnature invernali: eccedendo si corre il rischio di procurare dei ristagni ascellari indesiderati.
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