Piccola guida per nutrire le orchidee

Cosa sono i concimi

I concimi sono sostanze che arricchiscono il substrato colturale di elementi nutritivi necessari alle piante. Le prime applicazioni risalgono al 1848 con gli esperimenti del chimico tedesco Justus von Liebig.
I vari elementi hanno specifiche funzioni e secondo l’importanza si dividono in:

Elementi macronutritivi o plastici
Elementi mesonutriti
Elementi oligonutritivi

Elementi macronutritivi o plastici: (azoto, fosforo, potassio), rispettivamente N. P. K.
Azoto: è parte delle sostanze proteiche, aumenta l’attitudine vegetativa delle colture. Ritarda la differenziazione degli organi sessuali e ritarda la maturazione dei tessuti (allettamenti).
Fosforo: elemento fondamentale degli acidi nucleici (D.N.A. e R.N.A.), conferisce robustezza alle piante. Favorisce le fioriture. La sua carenza rallenta lo sviluppo e provoca nanismo.
Potassio: favorisce l’accumulazione di carboidrati negli organi di riserva e rende le piante più resistenti alle malattie. Stimola lo sviluppo dei tessuti meccanici di sostegno, rendendo più robuste le piante.

Elementi mesonutritivi: calcio (Ca), magnesio (Mg), zolfo (S).

Elementi oligonutritivi: costituiscono il nucleo dei biocatalizzatori, regolantori della velocità delle reazioni endocellulari e sono: ferro (Fe), rame (Cu), zinco (Zn), boro (Bo), manganese (Mn), cobalto (Co), molibdeno (Mb), ecc.

Tipi di concimi
I concimi sono tradizionalmente classificati in organici e minerali.

Concimi organici
Sono generalmente costituiti da rifiuti organici.

Concimi minerali
Sono sali minerali prodotti dall’industria chimica, ecco i principali:
1 – Concimi azotati – in funzione del tipo di azoto contenuto si suddividono in:
Nitrici – contengono azoto nitrico (NO3) e sono prontamente assimilabili dai vegetali
Ammoniacali – contengono azoto ammoniacale (NH4)+ che viene trasformato in azoto nitrico dai batteri nitrificanti del substrato di coltura:
Ureici – contengono azoto ureico che viene trasformato in azoto nitrico dai batteri del substrato di coltura.

2 – Concimi fosfatici
Perfosfati: derivano da rocce dette fosforiti macinate ed impastate con H2SO4 (acido solforico.)
Perfosfati concentrati: le fosforiti macinate vengono impastate non solo con H2SO4 ma anche con H3PO4 (acido fosforico).
Scorie Thomas: sottoprodotto dell’industria metallurgica, derivano dalla defosforazione della ghisa.

3 – Concimi potassici
– KCl cloruro di potassio
– K2SO4 solfato di potassio

Concimi complessi
Contengono più elementi macronutritivi integrati con dosi minori di meso od oligoelementi.

In modo molto sintetico abbiamo stabilito, che il cibo delle piante è costituito da sostanze minerali diversamente presenti nelle concimazioni.

Come mangiano le piante
Le piante assorbono le sostanze nutritive, con il loro apparato radicale e con gli stomi delle foglie.
Il sistema nutritivo primario, definito “ascensionale”, per funzionare ha bisogno di una struttura radicale efficace.
Il sistema nutritivo primario riesce ad integrarsi anche con gli elementi minerali, che entrano nel circuito vegetativo attraverso gli stomi delle pagine superiori delle foglie.
Per capire con parole povere la sostanziale differenza fra alimentazione radicale e fogliare, possiamo pensare ad un magazzino con due porte d’ingresso, una enorme, che lascia passare grandi camion trasportatori (porta radicale delle piante) ed una molto piccola, attraverso la quale possono entrare solamente portatori a spalla (via fogliare).
Se si chiude la porta grande e non riescono ad entrare i camion con le merci, anche quel poco portato dai pedoni rimane bloccato e si ferma la catena alimentare, per contro, anche se i camion arrivano semi vuoti (substrato esaurito) riescono lo stesso a trasportare il cibo entrato a spalla, per via fogliare.

Questa metafora può farci capire che la caratteristica fondamentale dell’alimentazione assunta dalla pianta per via fogliare, deve essere facilmente assimilabile, e cioè dotata di alto contenuto di elementi nutritivi con pochi sali residui e somministrata in modica quantità. La pianta deve avere un minimo di apparato radicale sano.

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