2001- 2002, una brutta pagina per l’orchidofilia italiana

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Angraecum distichum Lindley
Collezione Guido De Vidi
La tarda primavera del 2001 si caratterizza per la generale sollevazione dei commercianti taliani di orchidee, contro il corsivo dal titolo “IL MALE OSCURO”, uscito sul notiziario ATAO.
Nel notiziario, oltre alla divulgazione di argomenti utili per gli appassionati, sono pubblicate anche alcune perplessità sulla situazione generale.
E’ la prima grande (4500 copie) divulgazione gratuita di un opuscolo che parla di orchidee in Italia.
Il notiziario incriminato è il pretesto che da inizio alla scalata della gestione EOC di Padova. Giova ricordare che lo statuto EOC prevede che la presidenza vada al Paese organizzatore…nel nostro caso all’Italia.

L’AIO nel frattempo cambia la sua vocazione di coordinamento delle realtà locali e diventa Associazione primaria, vale a dire con facoltà di raccogliere adesioni dirette e non più solamente reclutate dalle varie Associazioni locali.
Questo cambiamento, se da un lato democratizza l’AIO e la mette in linea con lo standard dell’associazionismo Italiano, d’altro canto la configura come entità associativa a se stante e quindi potenzialmente concorrente di quelle locali.
Nel nord ovest italiano tutto continua a tacere, i tentativi di risollevare l’ALAO, frantumatasi in vari spezzoni, risultano vani. I venditori lombardi di orchidee si incuneano in questo vuoto associativo ed usano il loro strumento pubblicitario “Orchidee Made in Italy News” anche per nome e per conto dell’ALAO.
Nel mese di settembre del 2001, gli appassionati orchidofili italiani, iscritti alle varie Associazioni, e occasionali clienti dei commercianti di cui sopra, ricevono i cataloghi, ma in questa occasione correlati di un’appendice strana ed inedita: esplicite sollecitazioni a votare per il rinnovo del consiglio direttivo dell’AIO con allegata una lista di nomi contenente tutte sette le espressioni di voto possibili.
Nella mia Qualità di “allora” Presidente dell’ATAO e quindi al di fuori della mischia in quanto membro di diritto in consiglio AIO, invio una lettera di protesta al Presidente AIO.
Il tenore della deludente risposta del Presidente, mi fa capire che è già in atto l’operazione di selezione per la gestione dell’evento EOC 2006, a partire dalla Associazione che rappresento.
Prendo atto della volontà “ad escludendum” ed alla fine del mio mandato di Presidenza ATAO, dichiaro la mia indisponibilità a qualsiasi incarico elettivo futuro e successivamente rassegno anche le dimissioni dalla Associazione stessa.
In questo clima si rinnova il consiglio direttivo dell’AIO che successivamente elegge a suo Presidente Stefano Milillo, a Londra diventa anche Presidente dell’European Orchid Council.
L’Italia della nuova AIO, quella sponsorizzata da quell’inedito “CARTELLO ELETTORALE” va all’esposizione EOC del 2003 a Londra, per la prima volta senza orchidee .
Tenuto soprattutto conto dei trascorsi e di tutte le esperienze positive pregresse, l’Italia, nella sua veste di prossimo Paese ospitante non fa certamente una gran bella figura.

La storia continua nel prossimo post dal titolo: Nasce Orchids Club Italia

2 pensieri su “2001- 2002, una brutta pagina per l’orchidofilia italiana

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