Paphiopedilum: la grande avventura della loro coltivazione

Sistemazione tassonomica delle specie
Dopo aver individuato la classificazione scientifica del genere e sistemato per bene i nostri Paphiopedilum all’interno dei tre gruppi canonici di temperature e prima di addentrarci nelle varie strategie e tecniche di coltivazione, ci soffermiamo ancora un po’ sulla suddivisione interna alle specie, comprese le relative ed inevitabili disquisizioni di studiosi e botanici.
Collezione Guido De Vidi. Foto 08.06.04-Tutti i diritti sono riservati.
Paphiopedilum callosum (Rchb. f.) Steinver.
Opinioni a confronto
Negli anni 80, a riguardo della sistemazione tassonomica del genere Phapiopedilum, si sono scontrate due linee di pensiero.
Per semplicità nominiamo due nomi di spicco nel mondo della tassonomia: Braem e Cribb.
Braem ed altri, dando più peso alle caratteristiche morfologiche delle varie specie, raggruppano il genere Phapiopedilum in 5 sottogeneri (Brachipetalum- Polyantha- Parvisepalum – Paphiopedilum- Sigmatopetalum) e varie sezioni.

Cribb e compagnia, seguendo un loro filone sull’evoluzione delle varie specie di Phapiopedilum, ritengono di poterle rappresentare con un numero ridotto di sottogeneri e sezioni.

Penso che per noi sia sufficiente prendere atto di questo lavorio mentale dei professori; chi vuole documentarsi con più cognizione di causa nel merito, non ha che da cercare tra la bibliografia cartacea ed informatica.

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