Bella di notte a Maserada: Sl. Isabelle Stone ‘Rio Parnasso’

Foto in evidenza: Sl. Isabelle Stone ‘Rio Parnasso’ in fiore 06.07.2016

Sophrolaelia potrebbe anche essere diventato un sinonimo del nome accettato per questo incrocio.
La tassonomia si diverte a renderci la vita difficile, evocando di volta in volta a supporto, motivazioni legate al DNA.
Da un recente riordino, parte di specie del genere Sophronitis ed anche il genere Laelia sono sono stati inclusi nel genere Cattleya.
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L’ansia del collezionista di orchidee alla vigilia di una mostra

001Mostre internazionali, mostre locali, mostre rionali, poco cambia: bisogna portare le proprie orchidee in esposizione. Sì perché alle mostre c’è chi va per vedere, per comprare, o per giudicare, ma se non c’è chi porta le orchidee, le mostre non si fanno.
La cosa, vista dalla parte del collezionista, è sempre vissuta con grande patema d’animo. Comunque sia, il coltivatore amatoriale ci tiene a portare orchidee ben fiorite e, se possibile, qualche novità.
Non sempre questo avviene, le mostre sono ormai storicizzate e cadono nelle stesse date o quasi, ed è così che le orchidee fiorite nei giorni dell’esposizione, spesso sono sempre le stesse.
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Storie di orchidee: “The lost orchid”

In qualsiasi collezione di orchidee esotiche c’è sicuramente qualche figlio della famosa Cattleya labiata. Gli ibridi ad essa collegati sono più di dodicimila.
Quando questa orchidea fece la sua comparsa sulla scena, cambiò radicalmente il collezionismo mondiale e diede inizio ad una delle avventure più intense della storia dell’orchidofilia – un’avventura che portò all’introduzione di un intero gruppo di specie dal fiore grande color lavanda, che avrebbe dominato il mondo delle orchidee e la percezione del pubblico orchidofilo, per i successivi 150 anni.

cattleya_labiata_stampaCattleya labiata Lindley 1821
Il nome al genere Cattleya è stato dato in onore del coltivatore inglese Sir William Cattley da Barnet. Sir William Cattley era un collezionista di felci tropicali, che si faceva spedire da vari Paesi coloniali. Fu in occasione di una spedizione del signor Swainson che ricevette anche delle nuove orchidee. Così, dopo il rinvaso di tutte quelle piante dalle strane sembianze, nell’autunno del 1819, nelle serre di Cattley, comparvero dei fiori che nessuno prima di allora aveva mai visto.
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Tolumnia: Zelemnia Midas ex Oncidium Midas

Qualche nota su Tolumnia (Oncidium Equitant)

Il gruppo di orchidee ora noto con il nome Tolumnia era un tempo chiamato Oncidium sezione Variegata o comunemente denominato “Oncidium equitant”. Le foglie sono disposte a coppie sovrapposte, equitant per l’appunto (dal latino a cavallo).

IMG_0146A complicare le cose ci pensarono i tassonomi circa 20 anni fa quando separarono Onc. onustum dal genere Oncidium.
Le ibridazioni fra le varie specie di Tolumnia sono relativamente recenti (le prime sono datate non più di 60 anni o giù di lì), ciò nonostante, la loro velocità di crescita e di fioritura hanno già permesso agli ibridatori di ottenere ottimi risultati. Tutte le specie sono endemiche nei Caraibi, qualcuna vive addirittura in una sola isola. La maggior parte delle varietà usate nelle ibridazioni vivono in climi intermedi e crescono come epifite sui rami esposti alla luce ed al movimento dell’aria. L’habitat, seppur ad elevata umidità, dovuta alle piogge giornaliere, grazie al movimento d’aria costante dagli alisei, consente alle le piante di asciugare in breve tempo.
La chiave per la buona coltivazione degli oncidium equitant è quella di consentire leggere asciugature fra le bagnature.

IMG_0144 Zelemnia Midas ‘Willow Pond’ AM/AOS
L’ibrido rappresentato nelle foto, a suo tempo registrato come Oncidium Midas (Red Belt x onustum), ha seguito tutte le evoluzioni tassonomiche, con qualche problema in più: Oncidium Red Belt diventò Tolumnia, ma Onc. onustum divenne Zelenkoa onusta, qundi l’incrocio è ora chiamato Zelemnia Midas: combinazione di Zelenkoa e Tolumnia.

Nota
Per sistemare Onc. onustum in un nuovo genere, i botanici decisero di nominarlo in onore di Harry Zelenko, pittore botanico che ha dipinto tutte le illustrazioni per “Orchids: The Pictorial Encyclopedia of Oncidium”.

Leptotes pohlitinocoi: una specie poco presente nelle collezioni

Una bella sorpresa, questa fioritura di Leptotes pohlitinocoi!!
Appena sbocciati i fiori, sembrava L. bicolor, per la verità sono abbastanza simili fra loro ed appartengono allo stesso gruppo.

leptotes_-pohlitinocoi Leptotes pohlitinocoi VP Castro & Chiron, Richardiana 4: 78 (2004).
Origine del nome: in omaggio ai due orchidofili brasiliani, Pohli e Tinoco.
Distribuzione: Brasile (Bahia)
Dimensioni: 12 cm.
Esposizione: sole filtrato
Temperatura: temperato-freddo al caldo.
Tempo di fioritura: marzo aprile.
Specie scoperta recentemente da Erwin Böhnke vicino Buararema (Stato di Bahia, Brasile). I fiori sono rosa. L’infiorescenza porta uno o due fiori: i due labelli sono rivolti uno verso l’altro.
La struttura della pianta presenta un rizoma molto corto dal quale si sviluppano piccoli pseudobulbi e quasi impercettibilmente ai loro apici si formano lunghe foglie cilindriche, erette o pendenti, con una scalmanatura più o meno profonda longitudinale. L’infiorescenza è apicale, breve e contiene uno o due fiori vistosi. I fiori sono solitamente rosa, con il labello macchiato di porpora. I petali e sepali sono simili, ma i petali, spesso hanno colori più intensi, il labello è lobato e ha artigli che si aggrappano ai lati della colonna. La colonna è minuta e contiene sei masse polliniche di diverse dimensioni, quattro grandi e due piccole.
Le tre principali caratteristiche che differenziano le specie di Leptotes (circa 9 ora conosciute) sono le proporzioni generali delle foglie, la forma dei fiori ed il loro modo di aprirsi. Da queste, le specie possono essere classificate in due gruppi principali.

Primo gruppo: L. unicolor, L. bicolor, L. bohnkiana, L. pohlitinocoi
Secondo gruppo: L. vellozicola, L. tenuis, L. pauloensis, L. harryphillipsii, L. mogyensis, di quest’ultima specie non esiste traccia in sito, tutte le informazioni provengono da una collezione californiana USA, potrebbe essere un raro ibrido naturale tra L. tenuis e L. unicolor
Il genere
leptotes_bicolor Il genere Leptotes è stato descritto da Lindley nel 1833, usando come specie tipo: Leptotes bicolor
leptotes_bicolor_-descrizio
Testo originale di John Lindley
Per ulteriori approfondimenti sul genere Leptotes, leggete questo post