Cymbidium visti da Rebecca Tyson Northen

Tributo a Rebecca Tyson Northen

La stagione estiva è già finita, le piante di Cymbidium hanno gia segnato gli steli fiorali ed ora necessitano delle cure invernali, quale miglior omaggio possiamo far loro se non quello di rileggerci qualche notizia liberamente tratta da “Orchidee”, traduzione in Italiano di “Home Orchid Growing”: edizione Rizzoli, in memoria della sua autrice scomparsa da qualche anno: Rebecca Tyson Northen, delicatissima interprete del meraviglioso mondo delle orchidee.
Il libro nella sua versione in lingua Italiana è quasi introvabile, sperando di far cosa gradita a tutti, pubblichiamo queste parziali esposizioni dei suoi racconti sui Cymbidium.

La tribù dei Cymbidium
Il genere Cymbidium è di gran lunga il più importante della tribù. La tribù ha un’area di diffusione grande, che si estende dal Giappone all’Australia e comprende la Cina, l’India, la Birmania, la Penisola Malese e anche le Filippine. Ma, entro quest’area, le specie vivono in regioni geografiche piuttosto limitate; alcune crescono alle altitudini più elevate, che sono fresche, altre in zone più calde. Alcune sono state venerate fin da tempi antichi, altre sono state scoperte solo di recente.

Cymbidium
I Cymbidium sono tra le orchidee più belle che la natura ci offre, e sono anche molto utili. I tipi più noti hanno alti rami fiorali arcuati, che portano fiori cerosi dalle tinte delicate, creando stupendi effetti nelle sfumature del giallo, del verde, del rosa e del bianco. I fiori possono essere di un solo colore e di colori combinati nel modo più affascinante. Le piante stesse sono belle per il loro fogliame sottile come fili d’erba. La lunga durata dei fiori di Cymbidium è insolita persino per le orchidee: i fiori durano in condizioni perfette da un minimo di 6 settimane, fino a periodi di tempo anche di 3 mesi. La serena bellezza che i fiori di Cymbidium posseggono ha una grazia ben diversa da ciò che possono offrire le appariscenti, arricciate Cattleya o i Paphiopedilum, dall’insolito profumo. I sepali e i petali, quasi della medesima forma e misura, ovali e appuntiti, hanno quasi lo stesso colore. Il sepalo dorsale sovente si piega leggermente in avanti sopra il labello. Il labello è carnoso, con lobi laterali che stanno eretti ai lati della colonna e il lobo frontale invece ricade come una lingua. È dalla forma del labello, fatta un po’ come una barca, che il genere prende il nome (dal greco Cymbid = barca). Solitamente il labello è segnato da un disegno a strisce e macchie, da una o più linee in rilievo ed è talvolta coperto di pelurie. La colonna è quasi eretta, sovente soffusa di un colore e frequentemente macchiata o striata con la stessa tinta del labello. Le specie producono da 1 a 30 fiori in ogni spiga fiorale. Molti dei Cymbidium coltivati oggi sono ibridi e sino ad ora quasi tutti ibridi derivanti dalle specie a grandi fiori appariscenti che sono originarie delle alte montagne nella regione delle colline Khasi e nell’Himalaya, da coltivarsi nella serra fredda. Sono ibridi che fioriscono bene nelle zone dove si può dar loro notti estive fresche, intorno ai 15 gradi, meglio 12. Con cure speciali e soprattutto utilizzando sistemi di raffreddamento, alcuni coltivatori sono riusciti a farli fiorire anche dove le notti sono più calde.

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