Cymbidium visti da Rebecca Tyson Northen

Trattate ogni divisione disinfettando il taglio in modo da impedire l’insediarsi di un’infezione batterica o fungina. Tamponatela con una soluzione fungicida o spruzzatela con Tersan. Nel dividere una pianta non si può fare a meno di spezzare diverse radici. Accorciate le radici rotte a una lunghezza di 10 centimetri. Poi procedete ad invasare come è stato descritto. Due malattie dei Cymbidium non si manifestano sino al momento in cui si provvede alla rinvasatura. Poiché gli pseudobulbi non provvisti di foglie sono comunque avvolti dalle basi delle foglie e poiché sovente rimangono sulla pianta per parecchio tempo, talvolta non ci si rende conto che sono marci all’interno. Se tuttavia gli pseudobulbi perdono le foglie troppo presto, e la pianta rimane solo con le foglie che s’innalzano dai bulbi più recenti, o se gli pseudobulbi sono troppo molli, potete facilmente diagnosticare la presenza di un’infezione. Praticate un taglio nel rizoma, tra i retrobulbi. La presenza di infezione è denunciata dal tessuto che diviene marrone, nero o porpora. Scartate tutti gli pseudobulbi infetti. Continuate a tagliare (passando il coltello alla fiamma ogni volta che fate una nuova incisione) fino a che trovate tessuto bianco o color crema. L’infezione si spande da bulbo a bulbo, attraverso il rizoma; se trovate quindi il rizoma infetto sono molte le probabilità che anche lo pseudobulbo successivo ne sia stato toccato. I bulbi marciscono all’interno e ciò provoca la morte delle foglie. La vegetazione che parte da un bulbo infetto presenta zone acquose nelle foglie e, naturalmente, queste finiranno con l’appassire. A un marciume di origine batterica si deve l’infezione che rende acquosi i tessuti dello pseudobulbo e di color marrone porpora; a un fungo, invece, il Pythium uitìmutn, si deve l’infezione che fa diventare nero lo pseudobulbo, lo fa appassire sino a diventate come mummificato. Le piante dalla quale è stato asportato tessuto infetto devono essere immerse per ventiquattro ore in una soluzione fungicida, come ad esempio l’Anti-Damp di “Wilson o il Natriphene. Vanno poi lasciate a asciugare per dieci giorni a radici nude. Se l’infezione si ripete dopo l’invasatura, è meglio ripetere l’operazione chirurgica e rifare il trattamento, ma se l’infezione si mostrasse tenace, conviene scartare la pianta.

Questa voce è stata pubblicata in Orchids. Contrassegna il permalink.

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.