Cymbidium visti da Rebecca Tyson Northen

I Cymbidium non amano essere disturbati troppo sovente, ma a preferenza solo ogni due o tre anni. Le piante adulte vanno quindi collocate in vasi abbastanza grandi da poter contenere un buon numero di nuovi getti. Sovente, da un medesimo pseudobulbo si innalzano due germogli, e da questi, l’anno successivo, altri due. Le piante di cymbidium prosperano meglio e fioriscono più generosamente se vengono coltivate e tenute in vasi da 25-30 centimetri, anziché essere divise con troppa frequenza. Una pianta richiede dì essere rinvasata quando gli pseudobulbi sono troppo fitti e premono contro gli orli del contenitore. Questo solitamente avviene prima che il substrato sia esaurito e inadatto alla coltura. Se una pianta da segni di non godere di buona salute, tuttavia, toglietela dal vaso, accertate le cause del deperimento e poi rinvasate in substrato fresco. Le piante vanno rinvasate immediatamente dopo la fioritura. Ciò significa che alcune saranno pronte per l’operazione già in marzo-aprile (poche prima dì questa data), ed altre solo a maggio-giugno. Le prime non avranno ancora formato nuove radici e questo è ideale, ma le seconde, anche se le punte delle radici sono attive, dovrebbero essere comunque rinvasate qualora si dimostrasse necessario farlo. Cercate di disturbare le radici nuove il meno possibile. Le piante che non hanno fiorito, vanno rinvasate assieme al gruppo dì marzo-aprile.
Una pianta che non deve essere divisa può essere trasferita in un nuovo vaso senza venir disturbata. Preparate il vaso nuovo con un buon drenaggio; sopra i cocci disponete un po’ dì substrato. Rimuovete quindi la pianta dal vaso vecchio, scuotete il composto (se sì tratta di osmunda, asportate tutta la fibra che potete senza spezzare le radici) e ripulite la pianta dalle eventuali radici morte. Solitamente noi non potiamo le radici, ma ci atteniamo a una ripulitura di parti morte o marce, a meno che alcune radici siano così lunghe da correre il pericolo di venir spezzate durante il processo. Alcuni orticoltori, invece, preferiscono potare le radici, lasciando solo spezzoni di 10 centimetri. Sistemate le piante nel vaso in modo che il livello del nuovo substrato ricopra la base arrotondata degli pseudobulbi di l,5 centimetri e si trovi a 1,5 centimetri sotto l’orlo del vaso. Versate sufficiente substrato, inumidito in precedenza, in modo da riempire la metà del vaso. Fatelo penetrare tra le radici con le dita e picchiate il vaso sul bancale in modo da assestarlo. Aggiungete quindi altro substrato e pigiatelo in modo da riempire il vaso. Con i pollici o con un utensile, pressate bene la superficie del substrato attorno all’orlo del vaso. Se fate uso di osmunda, bagnate le fibre in precedenza e poi stracciatele in modo che rimangano divise in pezzi e siano soffici. Infilatene una parte nel centro della massa delle radici e tra le radici stesse, poi collocate saldamente la pianta nel vaso e riempite gli spazi tra le radici e il vaso, completando il lavoro premendo con un trapiantatoio. 11 substrato deve risultare saldo e compatto, ma non tanto come per le Cattleya.

Questa voce è stata pubblicata in Orchids. Contrassegna il permalink.

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.