Cymbidium visti da Rebecca Tyson Northen

Innaffiature.
Ad eccezione del periodo dopo l’invasatura, i Cymbidium non devono essere mai lasciati all’asciutto.
Secondo il substrato utilizzato, date acqua in modo da tenerlo sempre umido. Nei periodi di calore e tempo sereno, con tutte quelle foglie lussureggianti che perdono l’acqua facilmente traspirando, potrebbe essere necessario innaffiare ogni giorno. Piante di grande dimensione, che riempiono il vaso, consumeranno l’acqua più rapidamente di piante appena rinvasate. Durante i freschi giorni d’inverno, non sarà necessario innaffiare con tanta frequenza.

Umidità e ventilazione.
I Cymbidium hanno bisogno di una buona ventilazione e di circolazione d’aria. L’umidità relativa deve essere mediamente del 50 per cento. Se non possedete un apparecchio di umidificazione, aiutate le piante durante le ore calde della giornata, nebulizzando le foglie e bagnando il terreno. L’umidità relativa deve avere valori più alti durante il periodo di sviluppo vegetativo che durante la fioritura. 1 fiori possono essere colpiti dal Botrytis se l’umidità è eccessiva, specialmente se l’aria non ha una buona circolazione. Aria fresca nella serra, che entri sia dai finestrini di ventilazione o per mezzo di ventilatori, aiuta enormemente a tenere le piante sane e in buone condizioni di salute. Durante l’estate i finestrini di ventilazione possono rimanere aperti tutta la notte.

Somministrazione di fertilizzanti.
Vi sono tante possibili combinazioni di fertilizzanti, per i Cymbidium, quante sono le possibili misture di substrati di coltura. Per le piante cresciute in un composto che contenga una buona percentuale di materiale organico, o in fibra d’osmunda, la formula di fertilizzante 30-30-30, somministrata una innaffiatura sì e una no, è sufficiente. Per piante invece coltivate in corteccia o in un composto che abbia la corteccia come elemento principale, un fertilizzante a alto contenuto d’azoto è necessario a ogni innaffiatura. Nel caso che si siano aggiunti materiali organici come farina d’ossa, terriccio di foglie, eccetera, si deve badare a non somministrare un fertilizzante chimico che raddoppi le sostanze che quei materiali apportano. Ad esempio, se viene somministrata una sostanza come urea in aggiunta alla corteccia al momento dell’invasatura, non è necessario usare un fertilizzante a alto contenuto d’azoto; sarà più conveniente un fertilizzante bilanciato.
Alcuni coltivatori adoperano il medesimo fertilizzante durante tutto l’arco dell’anno; la maggior parte, tuttavia, preferisce utilizzare un fertilizzante più azotato in primavera per accelerare lo sviluppo vegetativo, e un fertilizzante contenente meno azoto e più fosforo alla fine dell’estate per stimolare la formazione delle spighe fiorali. Si può procedere in diversi modi per raggiungere questo obiettivo. Si può aggiungere nitrato d’ammonio ad un fertilizzante solubile in primavera, una parie di nitrato e due di fertilizzante o somministrare un fertilizzante asciutto, come descritto più avanti. In agosto si può spruzzare del superfosfato sul substrato e tra gli pseudobulbi (si tratta dì un fertilizzante ad azione lenta, che libera fosforo per diversi mesi), o si può acquistare un fertilizzante a basso contenuto di azoto. Un programma di somministrazione di fertilizzante secco adatto a un composto contenente terra è il seguente ed è stato messo a punto da Paul Gripp: 15 maggio e 1 luglio: somministrazione di sangue secco. I agosto e 15 settembre: somministrazione di un composto di 4 parti di sangue secco, 4 parti di superfosfato semplice e 1 parte di solfato di potassio. 30 ottobre: somministrazione di un composto di sangue secco, 4 parti di superfosfato semplice, 1 parte di solfato di potassio e 1 parte di calce dolomitica. La dose è di una piccola manciata di fertilizzante per ogni vaso di 30 centimetri di diametro, regolandosi in conseguenza per i vasi di minor dimensione. L’autore insiste nel raccomandare che si usi questo programma di fertilizzazione solo se le piante sono coltivate in terra o in composti simili a terra. Piante coltivate in corteccia potrebbero risultare danneggiate dato che le sostanze potrebbero raggiungere il centro del vaso troppo rapidamente e bruciare le radici. Su composti contenenti terra o similari, i minerali vengono liberati lentamente e filtrano a poco a poco, portati dall’acqua.

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